Il via libera del Cdm
Una manovra per ceto medio, giovani e famiglie. Meloni: “Risposte ai ragazzi che vogliono costruire, non a quelli che distruggono”
La legge introduce un "salvadanaio" per i nuovi nati, porta il taglio dell'aliquota al 33% per i redditi fino a 55mila euro ed estende il regime forfettario per le partite Iva fino a 100mila euro
Sostegno alle famiglie, al ceto medio, alle imprese. E, ancora: più fondi alla sanità e all’istruzione e meno tasse, con un contributo importante richiesto invece a società energetiche, banche e assicurazioni. La manovra approvata dal Consiglio dei ministri risponde alle aspettative della vigilia e conferma la linea di serietà del governo, rilanciata dalla premier Giorgia Meloni in conferenza stampa: “Non abbiamo fatto promesse che non potevamo mantenere”.
Una manovra da 26 milioni
La manovra vale circa 26 milioni di euro, che vanno anche letti in continuità con le manovre precedenti: “Non togliamo nulla rispetto a quanto fatto finora e aggiungiamo nuovi provvedimenti”, ha spiegato Meloni, facendo riferimento a un pacchetto di interventi che sarebbe terminato quest’anno e che “già da solo vale circa 9 miliardi di euro”.
Il “salvadanaio” per i nuovi nati
“Abbiamo lavorato con grande serenità, con buon senso, guardando solo a quello che era meglio per i cittadini”, ha sottolineato ancora Meloni, illustrando le principali misure della manovra: ”Abbiamo scelto di dare un segnale al ceto medio”. Fra le misure più innovative il salvadanaio previdenziali per i neonati, fortemente voluto dal ministro del Lavoro Marina Calderone.
“Per ogni bambino che nasce – ha spiegato Meloni – l’Inps aprirà una posizione previdenziale nella quale lo Stato verserà una quota di 100 euro di benvenuto, i genitori potranno alimentare questo conto”, che “non sarà tassabile, non sarà pignorabile, non sarà utilizzabile fino ai 18 anni di vita di questo nuovo nato, salvo che non sia per un’emergenza straordinaria, ma in quel caso servirebbe l’autorizzazione di un giudice tutelare. E al compimento dei 18 anni questo ragazzo, questa ragazza potrà riscattare questa somma e utilizzarla per iscriversi all’università, per avviare un’attività o per magari alimentarla come futura forma di previdenza complementare”.
L’estensione del congedo parentale retribuito all’80%
“Più figli si fanno e più lo Stato è presente”, ha sintetizzato Meloni, annunciando anche l’introduzione di “un ulteriore mese” di congedo parentale retribuito all’80%. “Ma facciamo ancora di più: per il secondo figlio i mesi retribuiti all’80% aumentano di 2, cioè saranno complessivamente fino a 5, mentre dal terzo figlio sono addirittura 6”.
Il segnale al ceto medio: il taglio dell’Irpef al 33% fino a 55mila euro
Sull’Irpef ”abbiamo fatto un passo avanti, estendendo il taglio dell’aliquota al 33% per i redditi fino a 55mila euro”. “Il beneficio massimo – ha chiarito la premier – è di 500 euro l’anno. Qualcuno potrebbe dire che è ancora poco: avremmo voluto fare di più, ma va letto con quelli fatti precedentemente”. “Il governo – ha chiarito la premier – ha scelto di far rinunciare allo Stato circa 21 miliardi di euro che con i governi precedenti lo Stato introitava e che invece adesso rimangono nelle tasche dei cittadini”.
Il regime forfettario alzato a 100mila euro
“Sull’Irpef – ha poi spiegato la presidente del Consiglio – interveniamo anche sul regime forfettario degli autonomi, altra misura alla quale davvero che teniamo molto, uno dei nostri primi provvedimenti: alziamo la soglia per accedere al regime da 85 a 100mila euro”. “Per quello che riguarda il regime di esenzione Iva abbiamo un anno per negoziare con la Commissione europea”, ha chiarito.
Il voucher per gli anziani
Il governo ha pensato anche agli anziani, per i quali è previsto “un aiuto concreto” attraverso “un voucher di 300 euro per gli over 75 con una pensione fino a 28mila euro all’anno, che “può essere utilizzato per spese sanitarie che non sono coperte dal servizio sanitario nazionale, per la spesa farmaceutica e per le visite specialistiche”. Si tratta di una platea di 5,5 milioni di persone, per un costo complessivo del provvedimento di 1,6 miliardi di euro.
La dotazione record per il Fondo sanitario nazionale
“Tra i 3,4 miliardi di euro per il Fondo sanitario nazionale e 1,6 miliardi del voucher” per gli over 75, “parliamo di 5 miliardi di euro per la sanità”, ha chiarito la premier, che ha parlato di “record” per la dotazione dedicata alla sanità. Con il nuovo incremento, infatti, il Fondo sanitario nazionale arriva nel 2017 a 146,3 miliardi e “una quota di questo aumento viene vincolato al rafforzamento degli stipendi dei medici di pronto soccorso, che sono la prima linea e il luogo dove i cittadini misurano ogni giorno la risposta della sanità pubblica”.
Casa e lavoro per i giovani
La manovra fornisce anche un’ulteriore risposta alla questione abitativa, che integra con un provvedimento immediato il progetto strutturale del Piano Casa. “Il problema degli affitti affligge tutta l’Europa e l’Italia non fa eccezione, è la ragione per cui abbiamo dato vita a un Piano Casa” ma in manovra abbiamo previsto una misura per cui “sugli affitti a canone concordato la cedolare scende al 5% ma per chi affitta a canone concordato a giovani fino a 35 anni è all’1%”.
Particolare attenzione ai giovani anche sul fronte lavorativo. “Introduciamo un premio per i giovani lavoratori under 30: 2.500 euro tassati all’1% che si possono ricevere tanto in dodici mensilità quanto in un’unica soluzione”, ha spiegato la presidente del Consiglio.
Le risposte ai ragazzi che costruiscono non a quelli che sfasciano
“In queste settimane noi, abbiamo visto scendere in piazza tanti ragazzi, abbiamo anche assistito a inaccettabili immagini di violenza e di devastazione”, ha detto poi la premier, parlando di un “pacchetto giovani” e aggiungendo che “voglio essere chiara, noi non diamo risposte a chi sfascia le vetrine, noi vogliamo dare risposta ai tanti ragazzi che vogliono dimostrare il loro talento, che vogliono studiare, che vogliono lavorare, che vogliono poter affittare una casa in una nazione che troppo spesso si dimentica di loro nei fatti, salvo poi magari strumentalizzarli quando serve a scopo politico”. Tra le misure anche i fondi per dotare scuole, università e ospedali di climatizzatori, che arriveranno dalla flessibilità ottenuta dall’Europa sull’energia.
La tassazione agevolata per gli aumenti contrattuali
A sostegno dei redditi e del potere d’acquisto, confermata la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti dei rinnovi contrattuali, una misura, ha ricordato Meloni, “che premia la contrattazione collettiva, che è stata fortemente richiesta dai sindacati e dalle parti sociali. È un provvedimento che in questi anni ha incentivato il rinnovo dei contratti per oltre 4,250 milioni lavoratori, circa mezzo milione in più rispetto alle stime iniziali, segno che la misura funziona, ha una sua efficacia” e quindi “abbiamo deciso di prorogarla, perché sapete quanto teniamo all’aumento dei salari”. Viene resa strutturale, inoltre, la cancellazione del bollo auto per le auto di piccola cilindrata e, latere, si introduce una novità curiosa: ”Si potranno avere targhe personalizzate. Ci si potrà sbizzarire…”, ha detto la premier.
L’energy release per le energivore e per le Pmi
In risposta alla crisi energetica, con particolare riferimento alle aziende, il governo ha confermato l’energy release per le imprese energivore e ne ha introdotto “uno specificatamente dedicato alle Pmi finanziato con 1 miliardo di euro” per dare “energia a prezzi più sostenibile per il nostro tessuto produttivo”.
Il messaggio alle banche
Un messaggio poi la premier lo ha rivolto alle banche e alle assicurazioni, cui è richiesto un contributo per le coperture di “circa 5 miliardi, “con una franchigia di 90mila euro” per le popolari e le piccole e da un amento della Tobin tax. “Non c’è stato margine per trovare un accordo preventivo” con il settore finanziario “che voglio ringraziare: ritengo che anche banche e assicurazioni comprendano la situazione e condividano” la necessità di “dare una mano”. “Non è una manovra contro qualcuno, ma in un momento complesso abbiamo chiesto di dare una mano a chi ha meno problemi, e lo Stato dà il buon esempio con il taglio ai ministeri che cuba circa 1 miliardo”, ha proseguito la premier, augurandosi che non vi siano ricorsi.
Il ringraziamento ai ministri e al centrodestra
La premier si è detta “molto soddisfatta per la coerenza e la coesione e il senso di responsabilità” dimostrato dal centrodestra e ha voluto ringraziare “i ministri per il lavoro di squadra”. “Ringrazio su tutti i miei due vicepremier, Salvini e Tajani, e il ministro Giorgetti e il viceministro Leo, che si caricano più di tutti la responsabilità di far quadrare le tante richieste, aspettative e necessità”, ha aggiunto, rivolgendosi agli esponenti del governo presenti in conferenza stampa con lei. Un clima sereno testimoniato anche da una battuta di Giorgetti: “Manca la cadrega…allora io vado”, ha scherzato il ministro dell’Economia, mentre in attesa che arrivasse la quinta sedia, Salvini, sempre ridendo, si era andato a sedere in platea, in mezzo ai giornalisti.