La storia riaffiora
Pompei, un armadio rimasto chiuso per duemila anni svela oggetti di vita quotidiana e un piccolo tesoro
Passano i secoli ma Pompei resta ancora oggi una costante nuova scoperta, che racconta storie passate, di un tempo lontano, che riaffiorano incredibilmente dalla cenere e dalla polvere e diventano reali. Ea volte, per raccontare una città scomparsa, basta aprire un armadio, rimasto chiuso per quasi duemila anni, sigillato dalla catastrofe che nel 79 d.C. cancellò la vita ai piedi del Vesuvio.
Gli archeologi hanno ricostruito il contenuto di quell’antico mobile da cui non sono emersi solo oggetti ma frammenti di un’esistenza: strumenti per il trucco, profumi, utensili da cucina, monete e una collana di piccoli amuleti che potrebbe aver accompagnato l’infanzia di qualcuno.
La casa di Cornelius Maximus
La scoperta è avvenuta nella casa IX 11, 7, attribuita con cautela a un personaggio chiamato Cornelius Maximus, nel cuore della città romana, lungo via dell’Abbondanza, una delle arterie più frequentate dell’antica Pompei. Un luogo che restituisce, attraverso gli oggetti rimasti al loro posto, un’immagine concreta della vita quotidiana alla vigilia della distruzione. Non c’è la monumentalità di una statua o lo splendore di un affresco. C’è qualcosa di più intimo: il tentativo di ricostruire la giornata di chi abitava quelle stanze, le sue abitudini, il lavoro, gli oggetti ai quali attribuiva un valore che andava ben oltre il prezzo.