Visite dal lunedì al venerdì
Riapre Sant’Ivo alla Sapienza a Roma: torna visitabile il capolavoro di Borromini. Giuli: «Testimonianza del genio italiano»
Dopo molti anni di chiusura, da domani, martedì 27 ottobre 2026 la chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza apre le sue porte al pubblico. La restituzione alla città di uno dei luoghi più significativi del Barocco romano assume un duplice valore: storico, per l’eccezionalità dell’evento, e civico, perché rinsalda il legame tra la comunità e il proprio patrimonio.
Giuli: Capolavoro della storia dell’arte
“Sant’Ivo alla Sapienza è tra le creazioni più originali del Barocco, un capolavoro della storia dell’arte. In questa chiesa Francesco Borromini ha rivoluzionato il linguaggio architettonico del suo tempo, trasformando il rigore della geometria in bellezza, la materia in movimento e la luce in un elemento essenziale dello spazio. Un’opera nella quale la razionalità matematica incontra la libertà dell’immaginazione e l’architettura diventa espressione di conoscenza. Dopo molti anni di chiusura, Sant’Ivo torna a essere parte della nostra vita culturale, offrendo ai visitatori la possibilità di riscoprire una delle testimonianze più straordinarie del genio creativo italiano”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Apertura al pubblico
La chiesa è parte integrante del complesso di Sant’Ivo alla Sapienza, sede dell’Archivio di Stato di Roma. L’apertura è resa possibile dalla collaborazione tra la Direzione generale Archivi, la Diocesi di Roma e il Touring Club Italiano. Attraverso il progetto ‘Aperti per voi’, i volontari del Touring contribuiranno a garantire l’apertura continuativa della chiesa dal lunedì al venerdì, accogliendo i visitatori e accompagnandoli alla scoperta del cortile e della chiesa del complesso. Un impegno che favorisce la conoscenza del patrimonio culturale e la partecipazione attiva dei cittadini alla sua valorizzazione.
La Conferenza nella Biblioteca Alessandrina
Alla conferenza stampa dedicata alla restituzione al pubblico della chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, che si è svolta nella Biblioteca Alessandrina, sono intervenuti il Capo del Dipartimento per la Tutela del patrimonio culturale, Luigi La Rocca, il Direttore generale Archivi, Antonio Tarasco, la Soprintendente speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, Daniela Porro, il Direttore dell’Archivio di Stato di Roma, Riccardo Gandolfi, il Rettore di Sant’Ivo, Monsignor Rosario Matera, e il Vicepresidente del Touring Club Italiano, Giuseppe Roma.
Tarasco: ecco il Barocco Romano
«La riapertura di Sant’Ivo alla Sapienza restituisce alla città uno dei capolavori più significativi del Barocco romano – ha sottolineato il Direttore Generale Archivi, Antonio Tarasco -. La collaborazione con la Diocesi di Roma e il Touring Club Italiano dimostra come l’impegno condiviso possa rendere nuovamente accessibili luoghi di straordinario valore storico e artistico. Sant’Ivo è un esempio di come arte, spiritualità e memoria possano dialogare, continuando a parlare alle nuove generazioni: restituire questi spazi alla collettività significa conservarne la bellezza e mantenerne vivo il significato».
Gandolfi: orgogliosi della riconsegna alla comunità cittadina
Riccardo Gandolfi, Direttore dell’Archivio di Stato di Roma ha spiegato: “Contribuire attivamente alla riconsegna della chiesa di Sant’Ivo alla collettività ci rende particolarmente orgogliosi: l’apertura del capolavoro di Borromini – da oggi liberamente visitabile – rappresenta un segno tangibile dell’impegno portato avanti dall’Archivio di Stato di Roma per un patrimonio culturale sempre più accessibile e condiviso. L’iniziativa va, infatti, letta in parallelo alla quotidiana opera di tutela e valorizzazione della nostra storia, portata avanti con passione e dedizione dall’Istituto attraverso la cura di 60 km lineari di registri, volumi e pergamene dal IX secolo sino ai giorni nostri.”
Monsignor Matera: incontro spirituale con Borromini
Monsignor Rosario Matera, Rettore di Sant’Ivo ha ricordato che “Il 16 novembre 1659 Papa Alessandro VII consacrò con solennità la chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, rendendo il complesso borrominiano il sacramento della bellezza di Dio e dell’umanità. […] Auguro a tutti coloro che vi entreranno a vario titolo l’estasi del cuore e l’incontro spirituale con il grande Borromini, che da oggi si compiace di rivedere restituito il luogo sacro alla sua originale finalità: la liturgia divina.”
Roma: Entusiasti della collaborazione
Infine Giuseppe Roma, Vicepresidente del Touring Club Italiano ha sottolineato: “Siamo entusiasti di poter collaborare alla riapertura di uno dei luoghi più affascinanti dell’architettura barocca, caro ai romani e ai visitatori della città, simbolo di cultura, di studio e di spiritualità, che sono anche i nostri valori”.