L'iniziativa
Raccolta fondi per Youssef Siher, la galassia islamica mobilitata per pagargli gli avvocati. I commercianti devastati? Dimenticati
Parte il soccorso per Youssef Siher, presunto fondatore del ‘Movimento 17 ottobre’, arrestato con accuse di istigazione a delinquere e violenza organizzata. Suo fratello Mohamed ha lanciato una campagna di crowdfunding su GoFundMe per coprire i costi della difesa legale e delle perizie tecniche. L’iniziativa, che mira a raccogliere 20mila euro, ha già superato i 12mila nel primo periodo, ricevendo il supporto di una una larga fetta della comunità islamica italiana. Mentre si contano i danni delle devastazioni – più di un milione di euro per i commercianti di Milano – oltre trecento persone hanno fatto donazioni per pagare le spese a chi dai suoi canali social avrebbe voluto replicare le proteste del 17 e 18 ottobre.
Il soccorso della galassia islamica italiana per Youssef Siher
Ad amplificare l’iniziativa”benefica” è Davide Piccardo, fondatore del Coordinamento delle Associazioni Islamiche di Milano (Caim) e direttore editoriale del sito islamico La Luce, così come riporta Libero nell’edizione cartacea del 28 ottobre. Ricordiamo una sua intervista a Repubblica, dove ha difeso Youssef Siher, definendolo: «il capro espiatorio perfetto, giovane, musulmano, di seconda generazione, pro Palestina». Quindi sul sito ha sponsorizzato la raccolta fondi perché intravede «oggi Youssef è Davide contro Golia e si rende quindi ancor più necessario che la difesa disponga di mezzi adeguati». Di qui l’appello con il link della raccolta fondi attivata da Mohamed Siher.
Tra i donatori qualche nome già noto…
«Unisciti a noi per dare voce alla verità e alla giustizia per Youssef Siher», si legge sul sito. Figurano tra i donatori alcuni nominativi come “il padre di Piccardo, Roberto Hamza: “primo ad aver tradotto il Corano in italiano e storico membro dell’Unione delle Comunità ed Organizzazioni islamiche in Italia (Ucoii)”. Altro nome è quello di Brahim Baya, predicatore islamico di Torino. Ricordiamo che l’imam si è già fatto notare durante il referendum sulla Giustizia. E’ stato uno degli sponsor per il No. Sarebbe stato anche tra i principali agitatori delle piazze pro-Pal. Altri nominativi sono riconducibili al mondo islamico italiano. Libero li cita alcuni: Hicham Ouchim, referente della comunità islamica di Sassuolo e dell’Ucoii; Aboulkheir Breigheche, imam della comunità islamica del Trentino. Altri sono attivisti ma non riconducibili al mondo islamico. Attivisti, registi, sociologi che si occupano di immigrazione, integrazione e antirazzismo. I commercianti non meritano neanche una menzione…