Il dossier di Palazzo Chigi
Quattro anni per cambiare volto al fisco cattivo: ecco tutte le misure a vantaggio di famiglie e imprese
Dal 2022 al 2026, il governo Meloni ha portato avanti delle politiche economiche costituite per evitare di gravare sul portafoglio degli italiani. L'ultima riguarda il taglio del bollo per auto di piccola e media potenza, per motocicli e ciclomotori
Il taglio delle tasse per famiglie e imprese è una priorità che il governo Meloni ha impugnato sin dall’insediamento nel 2022, con svariate iniziative dal 2023 al 2026 per consentire agli italiani di risparmiare 140 miliardi di euro. A dimostrarlo è il dossier di Palazzo Chigi, pubblicato sul sito del governo come prova dei cambiamenti applicati sui versanti economici e sociali. L’ultima ha riguardato l’eliminazione del bollo auto per i mezzi di piccola e media potenza, per motocicli e ciclomotori, che permettono di evitare spese complessive per 2,4 miliardi. Di grande impatto sono stati il taglio del cuneo fiscale, che ha consentito un risparmio di 38,8 miliardi e la riforma Irpef, che ha garantito di evitare l’uscita di 25,3 miliardi.
Non meno importanti sono il credito d’imposta e l’iperammortamento per gli investimenti assieme ai crediti per le imprese su energia e gas , che rispettivamente hanno consentito un risparmio di 16,2 e 14,9 miliardi. Anche il taglio del cuneo contributivo ha avuto un ruolo sostanzioso in questa rivoluzione economica, visto che ha evitato una spesa da 20 miliardi per la popolazione.
Meno tasse per famiglie e imprese, la promessa mantenuta dal governo Meloni
Tra le iniziative importanti per il taglio delle imposte figurano la formula “Più assumi, meno paghi” per le imprese, che ha consentito ai settori imprenditoriali di risparmiare 3,9 miliardi assumendo nuovo personale. Una manovra che sembra essere stata pensata anche per contribuire all’incremento dell’occupazione. Anche la detassazione dei Fringe benefit e dei premi di risultato hanno consentito agli italiani di risparmiare rispettivamente 3 e 1,1 miliardi.
Per quanto riguarda la riduzione dell’Iva sul gas, l‘ampliamento del regime forfettario e la riduzione delle accise sul carburante, sono stati risparmiati 2,5 miliardi nel primo caso, 1,3 nel secondo e 2,8 nel terzo. Hanno un giocato un ruolo considerevole anche le detassazioni sugli incrementi retributivi, dell’indennità di turno e del lavoro accessorio da 1,7 miliardi. Ultimi, ma non per importanza, sono gli incentivi all’occupazione che hanno garantito un risparmio di 5,6 miliardi di euro.
Riduzione e accorpamento delle aliquote e taglio strutturale del cuneo fiscale
La riduzione e l’accorpamento delle aliquote Irpef è iniziata nel 2022 e poi si è evoluta nel 2026 con parametri sempre più vantaggiosi. Il primo anno, per i redditi fino a 15mila euro le aliquote si attestavano al 23%, per quelli dai 15001 ai 28mila si arrivava al 27%, dai 28001 ai 50mila c’era il 35% e per quelli superiori ai 50mila le aliquote si attestano ancora oggi al 43%.
Nel 2026 l’accorpamento ha dato i suoi frutti con i redditi fino a 28mila euro a cui corrispondono le aliquote al 23%, mentre dai 28.001 ai 50mila il tasso è del 33%. Quanto al taglio strutturale del cuneo fiscale, per i redditi fino a 20mila euro c’è un’indennità esente da tasse calcolata in percentuale sul reddito da lavoro dipendente, tra i 20mila e i 32mila, invece, risulta una detrazione fissa pari a mille euro. Per concludere, i redditi che vanno dai 32mila ai 40mila euro usufruiscono di una detrazione Irpef decrescente.