Il 29 la Giornata mondiale
Psoriasi, la scoperta che accende la speranza: una vitamina può alleviare i sintomi. Ma 137mila italiani restano senza tutele
Una sostanza derivata dalla vitamina B5 potrebbe aprire nuove prospettive contro la psoriasi. I primi risultati scientifici sono incoraggianti. Ma mentre la ricerca avanza, in Italia oltre 137mila pazienti trattati con farmaci sistemici, compresi quelli biologici, restano senza l’esenzione sanitaria prevista per altre forme della malattia. Una situazione che riaccende il dibattito sui diritti di circa 1,4 milioni di italiani che convivono con questa patologia.
Psoriasi, la scoperta sulla vitamina B5: cosa hanno scoperto gli scienziati
La novità arriva da uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Medicine, condotto da Wei-Na Zhang dello State Key Laboratory of Biomedical Analysis di Pechino.
Al centro della ricerca c’è la pantetina, un derivato della vitamina B5, già disponibile come integratore alimentare e utilizzato anche per ridurre il colesterolo.
Secondo i ricercatori, questa sostanza potrebbe limitare l’attività delle cellule immunitarie responsabili dei processi infiammatori associati alla psoriasi.
I risultati sui topi sono stati incoraggianti. Ma la vera novità riguarda la prima sperimentazione clinica su pazienti.
La sperimentazione su 24 pazienti: cosa è successo dopo 12 settimane
Lo studio ha coinvolto 24 persone affette da psoriasi. Tutti hanno ricevuto una terapia topica a base di calcipotriene e betametasone, mentre metà dei partecipanti ha assunto anche pantetina.
Dopo 12 settimane, i pazienti che avevano ricevuto l’integratore hanno mostrato un miglioramento dei sintomi, soprattutto quelli con livelli elevati di colesterolo.
Gli scienziati invitano però alla prudenza: si tratta di risultati preliminari, da confermare attraverso sperimentazioni più ampie. La pantetina non è quindi una cura di efficacia definitivamente dimostrata.
Psoriasi, l’allarme sui 137mila italiani senza esenzione. Ciocchetti porta il caso alla Camera
Sul fronte dell’assistenza sanitaria, il problema è stato affrontato alla Camera dei deputati durante una conferenza stampa promossa dal deputato di FdI, Luciano Ciocchetti, vicepresidente della XII Commissione Affari sociali, in vista della Giornata mondiale della psoriasi del 29 ottobre.
«La psoriasi, soprattutto nelle sue forme più severe, è una patologia cronica che può incidere profondamente sulla qualità della vita delle persone e che merita una crescente attenzione da parte delle Istituzioni», ha sottolineato Ciocchetti.
Il vicepresidente della Commissione ha evidenziato la necessità di un confronto tra associazioni dei pazienti, comunità scientifica ed esperti, per individuare risposte concrete ai bisogni assistenziali ancora insoddisfatti.
I numeri fotografano una situazione preoccupante: secondo il progetto Radar-Psoriasi, soltanto il 9% dei pazienti beneficia dell’esenzione 045. Circa 137mila persone senza esenzione ricevono trattamenti sistemici, inclusi farmaci biologici.
Quanto costerebbe estendere l’esenzione? La cifra che fa discutere
Valeria Corazza, presidente di Apiafco, denuncia che molti pazienti sono costretti a pagare di tasca propria gli esami necessari per accedere alle cure e monitorarle.
Secondo le stime presentate dall’associazione, estendere l’esenzione ai pazienti con psoriasi severa a placche costerebbe tra 6,3 e 9,9 milioni di euro all’anno al Servizio sanitario nazionale.
Una spesa considerata sostenibile da Apiafco, anche alla luce della complessità di una malattia che può associarsi a problemi cardiovascolari, metabolici e ad altre patologie.
La risposta del ministero: un gruppo di lavoro per cambiare le tutele
Un primo passo arriva dal ministero della Salute. Francesco Saverio Mennini, capo dipartimento, ha annunciato di aver firmato il 20 ottobre l’istituzione di un gruppo tecnico incaricato di valutare l’inserimento della psoriasi nel Piano nazionale della Cronicità.
Un percorso ancora da completare, che non comporta automaticamente l’estensione delle esenzioni.
La sfida, rilanciata alla Camera su iniziativa di Ciocchetti, è garantire un’assistenza più equa e continuativa, mentre la ricerca scientifica esplora nuove possibilità terapeutiche per milioni di pazienti.