Il film
Pino Daniele è ancora tra noi: “Je so’ pazzo” sbanca i botteghini in tutta Italia nel fine settimana
“Je so’ pazzo” è in vetta agli incassi nel weekend 16-18 ottobre, all’esordio. Il biopic di Nicola Prosatore, con Massimiliano Caiazzo nei panni di Pino Daniele, incassa 1.533.169 euro e una media di 3.931 euro in 390 cinema. La prestazione canora ha trascinato il box office, che nel fine settimana registra 7.311.696 euro per 933.754 spettatori, con un +80% rispetto all’analogo del 2025 – e +3% rispetto allo scorso weekend. Il 2026 segna 499.285.404 euro di incassi, ovvero +45% rispetto al 2025 e +44% rispetto al 2024.
Sul secondo gradino del podio troviamo l’horror ‘Mammina’ con un totale, dall’8 ottobre, di 3.291.013 euro; terzo è ‘L’estranea’ di Paolo Strippoli con complessivi 1.917.557 euro. Non mancano le new entry nella classifica Cinetel degli incassi: ‘Primetime’ con Robert Pattinson, sul giornalista Chris Hanson che bracca predatori sessuali, è, quarto con 450.647 euro; quinto il film di arti marziali ‘Street Fighter’, con 387.249 euro; sesto il thriller cetaceo ‘Whalefall: Nella balena’ con 373.851 euro; settima l’agiografia filmata Carlo Acutis. Il giovane santo con 370.015 euro.
Fuori dai primi dieci: ‘Se ami qualcuno dillo’ di Marco Bonini, undicesimo con 234.570 euro; ‘Fatherland’ di Pawel Pawlikowski, dodicesimo con 197.770 euro in tre giorni. Da segnalare, infine, ‘Naza’ che in ottava posizione supera i cinque milioni ( 5.103.476 euro), e la discreta performance di ‘Zustissia’ di Francesco Piras, sull’ingiusta detenzione per 33 anni di Zuncheddu: il totale dall’8 ottobre è di 383.290 euro.
Il trionfo ai botteghini di Pino Daniele
Gli altri esordienti della top 10 sono al quinto posto Street Fighter sul celebre videogioco (387mila euro di incasso e una media di 1.531 euro in 253 cinema), al sesto il thriller Whalefall (quasi 374 mila euro e una media di 1.129 euro su 331 schermi). Debutta settimo Carlo Acutis. Il giovane santo, documentario biografico dedicato alla figura del giovane che ha incassato 370mila euro e oltre 41mila spettatori. Il film con una media di 1.238 euro in 299 sale, nella giornata di domenica è salito al quarto posto della classifica quotidiana con 143mila euro. Scivola ottavo Naza che, seppur in calo del 65%, ha guadagnato altri 294mila euro. Il documentario diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor ha una media di 890 euro su 331 schermi e ha raggiunto un incasso complessivo di 5 milioni 103mila euro in 4 settimane. Chiudono la top ten Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, survival movie con Brad Pitt, che ha messo ancora in cascina quasi 284mila euro per un totale di 3 milioni 338mila in un mese e Zustissia, il film di Francesco Piras su Beniamino Zuncheddu detenuto ingiustamente per 33 anni, che ha guadagnato 265mila euro per un complessivo di 383mila euro in 15 giorni. Nel complesso il box office nel week end ha toccato 7.311.696 euro con 933.754 spettatori in crescita del 3% rispetto alla settimana precedente e del 79.33% rispetto allo stesso periodo del 2025.
La vera storia del cantante di Je so’ pazzo
La vita di Pino Daniele, dagli anni difficili dell’infanzia nei vicoli di Napoli al successo davanti a 200mila persone in piazza del Plebiscito. È la storia raccontata da Je so’ pazzo, il film diretto da Nicola Prosatore, arrivato nelle sale italiane il 15 ottobre 2026. A interpretare il grande cantautore napoletano è Massimiliano Caiazzo, già protagonista della serie televisiva Mare fuori.
La pellicola ripercorre gli anni decisivi della formazione umana e artistica di Pino Daniele, mettendo al centro non soltanto la sua straordinaria capacità di innovare la musica italiana, ma anche le ferite familiari, le inquietudini personali e il rapporto profondo, talvolta tormentato, con la città in cui era nato. La storia comincia nella Napoli popolare, tra vicoli, difficoltà economiche e tensioni familiari. Il giovane Pino cresce in un ambiente segnato dall’abbandono e da un rapporto complicato con il padre Gennaro, figura autoritaria con la quale il futuro musicista fatica a trovare un’intesa. La musica diventa presto il suo rifugio e, soprattutto, uno strumento di libertà. Attraverso la chitarra e le prime esperienze artistiche, Pino cerca un linguaggio capace di raccontare quello che le parole non riescono a esprimere. Accanto a lui ci sono gli amici, i primi compagni di avventura musicale e una Napoli attraversata da profonde contraddizioni sociali, ma anche da una vitalità culturale straordinaria.
Il giovane cantautore comincia così a costruire una propria identità musicale, mescolando blues, jazz, rock e tradizione napoletana. Una combinazione destinata a cambiare il panorama della canzone italiana, dando voce a una generazione e a una città che non si riconoscono più negli stereotipi del passato.