Le molestie, le botte
Pesaro non è Islamabad: 31enne respinge le avances e il tunisino 48enne la insulta e la pesta selvaggiamente. Un uomo la salva
«Io sono un uomo e se voglio ti massacro». È con questa minaccia violenta che un 48enne tunisino si è scagliato contro Aicha Habibi, 31 anni, studentessa di Scienze infermieristiche, terrorizzandola, aggredendola e poi pestandola solo perché la donna ha rifiutato le sue avances – per usare un eufemismo – insistenti… La grave vicenda si è consumata sabato sera all’interno del circolo Acli di Candelara, nel Pesarese, dove una normale serata come tante si è trasformata in un incubo di intimidazioni e paura, violenza fisica e umiliazione psicologica.
Respinge le sue avances e il tunisino 48enne la insulta e la pesta selvaggiamente
La giovane, che si trova nella frazione pesarese per motivi di studio, e che assiste un’anziana del posto in cambio di vitto e alloggio, conosceva l’uomo da qualche mese, da gennaio sembra. «All’inizio eravamo in amicizia, ci salutavamo, facevamo due chiacchiere – ha raccontato Aicha presentando la denuncia –. Poi, quando cominciava a bere, era arrivato anche ad allungare le mani». Poi, però, i tentativi di approccio si sarebbero fatti sempre più invadenti e molesti, con la giovane che ha sempre risposto prendendo nettamente le distanze e imponendo il rispetto della propria persona. Una scelta di dignità e libertà che, evidentemente, l’ennesima volta il 48enne ha mal tollerato.
Le molestie e il rifiuto: poi l’aggressione
Così sabato sera, accecato dal rifiuto subìto davanti agli altri avventori del locale, il 48enne tunisino ha iniziato a insultare pesantemente e provocare platealmente la 31enne, cosa che ha innescato una reazione ancor più veemente nell’uomo che, di fronte alla legittima richiesta della ragazza, è passato dalle parole ai fatti: prima ha intimidito la vittima cercando lo scontro fisico. Poi – come ricostruito da Il Resto del Carlino che rilanciato la notizia e la denuncia – le ha afferrato il collo della giacca mettendola all’angolo e colpendola con una raffica di schiaffi al volto.
L’approccio del 48enne tunisino, il no della donna e la raffica di schiaffi
Nel dettaglio, scrive il Carlino, che l’uomo «avrebbe cominciato a insultarla mentre lei parlava con un’altra persona. Aicha gli avrebbe chiesto di lasciarla stare. Poco dopo, mentre era seduta a parlare con una donna, lui si sarebbe avvicinato nuovamente, insultandola. “Gli ho detto di non darmi fastidio, perché non volevo salutarlo né parlargli. Questa cosa non gli è piaciuta, soprattutto davanti agli altri”».
La sequenza del terrore
E ancora. «A quel punto – prosegue il quotidiano locale col racconto della vittima – sentendosi offesa Aicha gli ha detto di andarsene e di smetterla, ma una volta in piedi lui avrebbe avvicinato la fronte a quella della ragazza riuscendo ad appoggiarla con forza. A quel punto, non avendo via di fuga alle spalle Aicha lo ha spintonato per allontanarlo. Lui allora avrebbe incalzato ancora di più afferrando il collo della giacca di Aicha e colpendola più volte al volto con schiaffi».
Un avventore interviene e la sottrae alla morsa violenta del tunisino
Solo il provvidenziale intervento di un altro avventore ha evitato conseguenze ben più drammatiche: «Se non fosse intervenuto, non so cosa sarebbe successo», confessa infatti Aicha, ancora scossa. Poi, trasportata al pronto soccorso, i medici l’hanno dimessa con dieci giorni di prognosi per traumi al collo, alla schiena e al polso, ed è stata costretta a indossare un collare ortopedico. Presentata la formale querela per lesioni personali ai Carabinieri e alla Polizia, resta ora il forte senso di insicurezza. «Ho paura delle sue reazioni, di aprire la porta e trovarmelo davanti», ha confidato Aicha, sconvolta per quanto accaduto ma determinata a non arrendersi.
No a un clima di paura
Pertanto, con la convalescenza in corso – quella fisica, almeno: perché per le ferite dell’animo servirà decisamente più tempo – ancora una volta, la pretesa di imporre con la forza e con i soprusi una presunta “superiorità” maschile si scontra con il diritto di ogni donna di vivere libera e senza la paura di aggressioni e ritorsioni.