Al question time
Lollobrigida punta l’indice contro i leader dei blocchi: «Guardate i loro casellari giudiziari». E avverte: «Proteste ingiustificabili»
«Guardate i curriculum dei leader della protesta, anche qualche casellario giudiziario. Verificherete che ci sono criticità anche di questa natura». Francesco Lollobrigida smaschera i promotori dei blocchi stradali al Sud, che continuano a paralizzare il trasporto delle merci, nonostante gli impegni assunti dal governo sul caro carburanti.
Il ministro dell’Agricoltura, parlando con i cronisti alla Camera, punta l’indice contro i capi delle mobilitazioni, precisando che eventuali precedenti non incidono sulla legittimità delle rivendicazioni, che però non possono essere espresse «in maniera strumentale creando problemi alla collettività».
Lollobrigida: «Dopo l’intervento di Salvini i blocchi sono ingiustificabili»
Il ministro richiama l’esito del confronto con gli autotrasportatori: «Dopo l’incontro di ieri con il ministro Salvini, le associazioni rappresentative degli autotrasportatori si sono dette soddisfatte degli impegni assunti dal Governo e hanno chiesto loro stesse la rimozione dei blocchi. A questo punto sembrano davvero ingiustificabili».
A pagare il prezzo delle proteste sono soprattutto le imprese agricole meridionali. «Il problema è non far arrivare merci fresche e freschissime che stanno deperendo nelle aziende», denuncia Lollobrigida, esprimendo solidarietà agli agricoltori, ai trasformatori, alla distribuzione e ai cittadini «che rischiano di vedere i prezzi crescere ancora di più al carrello».
«Dobbiamo sbloccare l’Italia o compreremo prodotti dall’estero»
«Dobbiamo sbloccare l’Italia, dare la possibilità a tutte le merci di circolare tenendo conto di tutte le istanze», insiste il ministro. L’obiettivo è permettere «ai nostri imprenditori di vendere le loro merci e ai nostri cittadini di poterle acquistare».
Il rischio è un danno ulteriore per il Made in Italy. «Se noi non interveniamo, siccome i cittadini devono mangiare, la distribuzione, invece di comprare la merce da dove non arriva, magari comprerà dalle rotte del Nord Europa». Con il paradosso di sostituire i prodotti del Mezzogiorno con quelli provenienti «dalla Spagna, dalla Francia, dall’Olanda o attraverso altri Paesi extraeuropei».
Caro carburanti, Lollobrigida rivendica gli interventi del governo Meloni
Rispondendo al question time, Lollobrigida ricorda che «il Governo Meloni ha lavorato in questi anni per garantire al comparto agricolo e della pesca risorse che non hanno precedenti nella storia repubblicana».
«Nel triennio 23-25 il Governo Meloni ha stanziato complessivamente 55,3 miliardi di euro, vale a dire il 46% di risorse in più rispetto al triennio precedente». A questi si aggiungono «un miliardo per il gasolio agricolo», l’esenzione Irpef per due anni e «il credito d’imposta del 20% per gli acquisti di carburante agricolo e della pesca con uno stanziamento di 100 milioni di euro».
Il ministro cita anche il taglio delle accise, la riduzione del 20% del costo del carburante agricolo e della pesca decisa dall’Eni e i 136 milioni garantiti a 545mila agricoltori attraverso la riserva di crisi della Pac.
Infine, la battaglia a Bruxelles: «Abbiamo difeso i fondi della politica agricola comune dal taglio del 22% che aveva proposto la Commissione, equivalente per l’Italia a 9 miliardi. Grazie al Governo Meloni non portiamo a casa solo i 9 miliardi tagliati ma un miliardo in più, la prima volta nella storia».
Ecco perché le ragioni di chi capeggia le proteste, anche nel momento in cui il governo sblocca risorse ingenti per il comparto, destano più di una perplessità.