Lettera in vista del Consiglio
Migranti, von der Leyen: “Ingressi illegali giù e aumentano i rimpatri, l’Europa non è mai stata così forte”. La linea la Meloni paga
La lotta all’immigrazione clandestina diventa un fiore all’occhiello per l’Unione Europa. Proprio quel terreno che per anni è stato fertile per lo scontro tra gli Stati dell’Ue oggi è un esempio da raccontare secondo i vertici dell’Ue, a partire da Ursula von der Leyen, che ne tesse le lodi in una lettera inviata ai leader europei in vista del Consiglio europeo a Bruxelles di giovedì 15 e venerdì 16 ottobre. E tra coloro che hanno contribuito a costruire una posizione comune in totale discontinuità con il passato, c’è la premier italiana Giorgia Meloni, che in Europa ha prima portato la sua visione e poi ha lavorato per renderla condivisa, come emerge da alcuni punti chiave del Patto sulla migrazione e asilo adottato in Ue.
Attraversamenti illegali giù del 55%
Nella sua missiva la presidente della Commissione Ue usa toni di vittoria, perché mai l’Ue è stata così forte e a dirlo sono i numeri: “”Gli attraversamenti illegali delle frontiere sono scesi al livello più basso dal 2021, con un calo del 55% negli ultimi due anni e di oltre un terzo solo quest’anno. Anche le domande di asilo e i movimenti non autorizzati sono in calo e i rimpatri sono in aumento. Abbiamo rafforzato le nostre frontiere esterne, migliorata la cooperazione tra gli Stati membri e continuiamo a sviluppare solide partnership con i Paesi di origine e di transito”, ha aggiunto Ursula von der Leyen. Tutto questo perché “La capacità dell’Europa di gestire e controllare la migrazione illegale non è mai stata così forte. Riflette non solo una maggiore preparazione sul campo, ma anche una rinnovata fiducia nella capacità dell’Europa di agire in modo efficace, responsabile e nel pieno rispetto dei nostri valori condivisi”, ha concluso von der Leyen.
von der Leyen loda Ees, ‘il più avanzato del mondo’
La presidente della Commissione Europea loda inoltre l’Ees (Entry Exit System) il sistema di gestione delle frontiere per i cittadini di Paesi esterni all’area Schengen.
“Il Sistema di Entrata/Uscita (Ees), il sistema di gestione delle frontiere più avanzato al mondo – scrive – è essenziale per affrontare i rischi per la sicurezza e l’immigrazione clandestina. Dal suo lancio, le autorità di frontiera hanno registrato oltre 204 milioni di ingressi e uscite e oltre 69mila rifiuti di ingresso, tra cui più di 1.750 persone considerate una minaccia per la sicurezza interna. Questo dimostra l’importanza di registrare tutti i viaggiatori provenienti dall’Ue, sia in entrata che in uscita”.
“Sebbene si stiano compiendo progressi, alcuni Stati membri devono ancora completarne l’attuazione entro la fine di quest’anno. La Commissione è ovviamente pronta a continuare a fornire supporto. L’implementazione del quadro di interoperabilità proseguirà con il lancio di Etias il prossimo anno”, spiega.
Il lavoro sui dublinanti
Sul tema dei dublinanti, poi, “Dobbiamo impegnarci al massimo per attuare pienamente il Patto sulla migrazione e l’asilo. Il Patto è la nostra bussola, fondata sui principi inseparabili di solidarietà e responsabilità. Gli Stati membri – -ricorda la numero 1 della commissione europea – hanno compiuto progressi significativi. Si stanno effettuando controlli sulle persone che arrivano illegalmente e sulle procedure di frontiera, il nuovo Eurodac viene attuato con successo e le misure di solidarietà previste dal primo ciclo di gestione della migrazione vengono rese operative. Allo stesso tempo, è necessario continuare a impegnarsi per affrontare le sfide rimanenti, in particolare la piena applicazione delle norme sulla responsabilità, anche sui trasferimenti”, ha aggiunto von der Leyen. “Oggi, tutti gli Stati membri dispongono della necessaria capacità amministrativa e di accoglienza per garantire che i trasferimenti abbiano luogo. In vista del secondo ciclo di gestione della migrazione e della prossima valutazione della Commissione che lo sostiene, conto sul vostro impegno politico e sulla vostra partecipazione affinchè l’equa condivisione delle responsabilità e la solidarietà procedano di pari passo”, continua von der Leyen.
Migranti: von der Leyen, lavoriamo a nuovo quadro su emergenze
Al lavoro contro l’uso dei migranti come arma
Infine sulle minacce ibride e l’uso di migranti come arma “la Commissione europea lavorerà a stretto contatto con gli Stati membri su un nuovo quadro europeo di risposta alle emergenze, basandosi sulla giurisprudenza esistente. L’Ue deve essere preparata a tutte le situazioni ed essere dotata dei mezzi per rispondere rapidamente e con decisione alle minacce emergenti e alle sfide in evoluzione”, ha precisato la presidente dell’esecutivo europeo”.
“In un panorama geopolitico sempre più instabile, dobbiamo rimanere uniti ed essere agili. Dobbiamo prevenire tali minacce e chiarire che non comprometteremo mai la protezione delle nostre frontiere esterne: a nessun attore statale o non statale sarà consentito di sfruttare le nostre regole o i nostri valori per destabilizzare l’Unione”, conclude von der Leyen.