Caos e assalto ai traghetti
Migranti, stallo al porto di Olbia tra sbarchi e espulsioni. Appello a Meloni: subito rimpatri dalla Sardegna con linea diretta
La situazione degli sbarchi fantasma di migranti sulle coste sarde, e le conseguenti criticità legate ai rimpatri e all’ordine pubblico nei porti dell’Isola, hanno indotto il deputato sardo di Fratelli d’Italia, Salvatore Deidda – che nelle more sottolinea l’emergenzialità di una situazione in cui sono emersi legami tra i trafficanti e la criminalità organizzata – a rivolgersi direttamente all’esecutivo per chiedere risposte immediate alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri competenti, proponendo tre soluzioni operative per arginare il caos.
Olbia, migranti da espellere bloccati al porto
«Le inchieste della Dda confermano legami con narcotraffico e criminalità organizzata. I comandanti dei traghetti tutelano la sicurezza: stop ai viaggi verso Olbia, Civitavecchia e Livorno. Si utilizzi la rotta commerciale già attiva dal porto canale», afferma allora Salvatore Deidda, in merito alla situazione dei numerosi sbarchi di migranti sulle coste della Sardegna e le difficoltà degli stessi – espulsi perché privi di requisiti alla permanenza sul territorio nazionale – ad abbandonare l’Isola con i traghetti di linea verso Civitavecchia, Livorno o Genova.
Deidda (FdI) scrive alla premier e ai ministri Piantedosi e Tajani
A Livorno infatti vengono respinti dai comandanti delle navi perché privi di documenti di riconoscimento. Fatto che sta creando problemi di ordine pubblico al porto di Olbia, dove due giorni fa una trentina di loro ha forzato i cancelli dell’area sterile degli imbarchi tentando di entrare in un traghetto. Solo la prontezza degli agenti della Polizia di frontiera e la chiusura immediata dei portelloni del traghetto ha evitato l’imbarco.
«L’arrivo di barchini dall’Algeria sul litorale sud dell’isola nell’ultimo anno ha fatto registrare un allarmante aggravamento»
«Ho inviato una formale lettera al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani per sottoporre una proposta operativa concreta e definitiva volta ad arrestare l’emergenza degli sbarchi illegali sulle coste della Sardegna», prosegue allora Deidda. Spiegando: «Quello dei barchini provenienti dall’Algeria verso il litorale meridionale sardo è un problema atavico che nell’ultimo anno ha fatto registrare un allarmante aggravamento. Riconosciamo con lealtà gli sforzi delle autorità algerine, che hanno bloccato decine di migliaia di tentativi di partenza. Ma non possiamo più accettare che troppi barchini continuino ad approdare con irragionevole facilità sul nostro territorio».
Migranti algerini in Sardegna: non una rotta umanitaria…
Come peraltro, aggiunge il deputato sardo di FdI, «confermato in modo inequivocabile dalle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia, non siamo di fronte a una rotta umanitaria, ma a un business gestito da organizzazioni criminali dedite alla tratta di esseri umani e al narcotraffico, alimentato da network e circuiti come i cosiddetti “harraga”. A questo scenario di allarme – sottolinea quindi Deidda – si aggiunge un paradosso gestionale intollerabile».
Un business gestito da organizzazioni criminali dedite alla tratta di esseri umani e al narcotraffico
«Una volta notificati i decreti di espulsione e gli ordini di allontanamento, i migranti irregolari vorrebbero partire, ma risultano privi di documento di riconoscimento con fotografia. I Comandanti dei traghetti passeggeri, in piena conformità con il Codice della Navigazione, e per tutelare l’incolumità di personale e viaggiatori, legittimamente e doverosamente non possono consentire il loro imbarco. La risposta non può continuare a essere il trasferimento dei migranti dal Sud Sardegna a Olbia per poi tentare di imbarcarli verso Livorno o Civitavecchia, scaricando tensioni e problemi di ordine pubblico su altri territori e sui vettori civili. Per queste ragioni, dopo aver posto la questione direttamente al premier Meloni in Aula alla Camera, e attraverso molteplici atti ispettivi, ho formalizzato al governo tre richieste chiare».
Le tre richieste formalizzate nell’appello al governo
La prima prevede i rimpatri diretti via mare dalla Sardegna. «Stop al circuito vizioso dei trasferimenti verso la penisola; le espulsioni devono essere eseguite direttamente dall’Isola verso l’Algeria. La seconda: utilizzo della tratta commerciale marittima da Cagliari. Esiste già un collegamento mercantile attivo tra il porto di Cagliari e l’Algeria. Questa linea commerciale deve essere impiegata per ricondurre immediatamente in patria i destinatari dei provvedimenti di espulsione. E infine – conclude Deidda – patto di deterrenza con le autorità algerine: deve essere siglato un accordo bilaterale chiaro che avvisi chi parte: chi tocca terra sarda illegalmente viene identificato, espulso e imbarcato sulla prima nave commerciale di ritorno in Algeria».