Solito copione
Landini-show a Roma, attacchi a Meloni, Bella Ciao e patrimoniale. Il campo largo si ritrova solo su questo
Copione rispettato. Temi, linguaggio, slogan, facce: quelle di sempre. Non ha riservato particolari novità l’ennesima manifestazione promossa dalla Cgil, la Via Maestra”, con il tradizionale corteo da Piazza della Repubblica a piazza del Popolo. Il solito urlo “siamo in centomila”, il rituale comizio con la giugulare in vista di Maurizio Landini. Che tuona contro il governo a suon di slogan copia e incolla per concludere con la tesi che la manovra è una schifezza. Di alternative nemmeno l’ombra, sintomo di un sindacato introflesso lontano anni luce dal glorioso passato. In piazza le vertenze clou su salari, precarietà, sanità e scuola pubblica, casa, pace e Costituzione. Questi i temi affrontati con il piglio che-guevarista del leader della Cgil che dal palco di piazza del Popolo annuncia lo sciopero generale del 20 novembre. Anche questa non proprio una novità. “Ci mettiamo a disposizione di questo processo democratico di cambiamento che rimette al centro il lavoro, i diritti, la giustizia sociale. E posso dire non ci fermerà nessuno, andiamo avanti con forza e con solidarietà”.
Lo show di Landini che accontenta il campo largo
Il discorso fila liscio tra attacchi frontali alla Meloni (“mostri coraggio o se ne vada”), riproposizione della patrimoniale, retorica antimilitarista e il programma-monstre degno dell’Armata Brancaleone. “No ai 14 miliardi che il governo vuole spendere per le armi, no. Non è quello che ci serve”, scandisce Landini alimentando la narrazione del governo guerrafondaio. Ma c’è anche: “Noi la guerra nei luoghi di lavoro ce l’abbiamo in casa: tre morti al giorno”. Che cosa rimane di un sabato qualunque, un sabato italiano? La foto opportunity con Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli. Al termine del discorso del leader Cgil i quattro si precipitano sotto il palco, si abbracciano e si stringono le mani. Ma basterà una foto per ricucire le fratture insanabili sull’Ucraina? Sul nucleare? Sull’Europa? Per la cronaca il campo largo, che non decolla mai, anche in piazza si presenta diviso. Non è sfuggito a fotografi e giornalisti che il gelo tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein è tutt’altro che acqua passata. Se la segretaria dem e i leader di Avs ascoltano Landini da sotto il palco, il leader pentastellato se ne sta distante, in mezzo alla gente.
Calenda: come al solito chiede più soldi su tutto, ma su tutto non ci sono
Particolarmente ficcante il commento del Landini show di Carlo Calenda. “Come al solito chiede più soldi su tutto. Il problema è che più soldi su tutto non ci sono, perché il governo appunto può fare scelte. Se uno sceglie di investire sulla sanità, sceglie di investire sulla sanità. Se scegliere di investire sugli stipendi, scegliere di investire sugli stipendi. Questa cosa alla Cgil non interessa, non è mai interessata. Poi sono sempre gli stessi che firmano i contratti a 4 euro e mezzo l’ora, però, quindi non si capisce bene. Loro quando devono tirarli, farli tirare fuori i soldi, non ci riescono mai”.