La guerriglia interna
Pd, volano stracci tra Sala e Majorino sulla cementificazione di Milano in vista delle elezioni comunali
Altro che "L'unione fa la forza", sembra che nel Pd milanese siano tutti concentrati a bisticciare sui piani da attuare per il capoluogo lombardo. La discussione tra i due esponenti dem fornisce una chiara visione delle discrepanze interne
Politica - di Gabriele Caramelli - 2 Ottobre 2026 alle 18:00
Volano stracci nel Pd milanese in vista delle elezioni comunali, come ha dimostrato lo scontro tra il sindaco Beppe Sala e il consigliere regionale dem, Pierfrancesco Majorino in vista delle elezioni previste per il 2027 . «Mi sembra di essere più un impiccio che un supporto a Majorino. Siccome la cosa più sbagliata è creare ulteriori divisioni nel centrosinistra, io mi faccio un po’ da parte». È questa l’invettiva piccata del primo cittadino progressista, che poi ha promesso: «È l’ultimo commento che faccio così si sentirà libero di criticare un lavoro di 15 anni, con 7 anni in cui è stato assessore. Faccia un po’ quello che vuole».
Poi ha cercato di camminare sul filo per rammendare lo squarcio con Majorino, ma senza riuscirci più di tanto: «È bene che faccia un passo avanti verso la candidatura a sindaco di Milano, ma questa storia della cementificazione è una bufala, e non saprei definirla in maniera diversa». Una toppa ben peggiore del buco.
Litigio in casa dem, volano stracci tra Sala e Majorino sulla cementificazione di Milano
Per cercare di smontare le convinzioni del consigliere regionale dem, Sala ha sostenuto di aver studiato «la relazione del professor Salata del Politecnico, ci ha lavorato più di un anno, e le conclusioni sono che il volume edificato è aumentato in 10 anni dello 0,37%. Oltretutto il volume del verde è aumentato di molto, il professor Salata dice addirittura il 20%”. “Se questo può permettergli di dire che è cementificazione allora liberi tutti. Se Majorino ha studi diversi o ha fatto degli studi li mostri e ci confrontiamo».
Poi ha proseguito dal suo punto di vista, mostrandosi interdetto per le convinzioni che l’alleato ha espresso in un video sui social: «Il termine cementificazione è irritante. Io ho tanti rapporti con i sindaci delle grande città del mondo e tanti sono di sinistra. Non c’è uno che solleva il tema della cementificazione: le città sono dense ed è normale lo siano. Occupiamoci di equità sociale, del costo della casa. Se noi riteniamo che il pubblico coni suoi fondi possa risolvere il problema dell’abitare va bene, ma non è quello che penso io».
La sinistra cade a pezzi, ma c’è chi prova a rammendare i solchi sulla coperta
«Sono sorpreso dalla reazione di Beppe Sala al mio video. Il mio è e vuole essere un contributo positivo e costruttivo che guarda al futuro», ha spiegato Majorino in una nota, per poi precisare che «si debba investire ancora di più, di quel che abbiamo fatto, in termini di rigenerazione urbana, aree verdi, case per il ceto medio, è ciò che è scritto in praticamente tutti i documenti della giunta comunale. Ed è peraltro un filo che tiene insieme le riflessioni di tante città nel mondo che stanno proprio discutendo su come farle tornare ad appartenere a chi le abita e a chi le manda avanti, alle lavoratrici e ai lavoratori».
Infine, anche lui ha provato a limitare il danno in casa dem, cercando di fare pace con il gran visir di Palazzo Marino: «Sono convinto che un dibattito più nel merito sarà utile a tutti, su questo concordo con Sala, soprattutto in un contesto nel quale le politiche di Regione e governo hanno scaricato totalmente il tema dell’emergenza abitativa sulle spalle dei sindaci. Un confronto non banale a partire dalla riflessione, altro tema di interesse mondiale, sul ruolo dei grandi fondi immobiliari».
Tra i due litiganti, il terzo gode. Sardone: «Siamo di fronte a una guerriglia interna»
Come si suol dire: tra i due litiganti, il terzo gode. Ed è proprio il caso di Silvia Sardone, europarlamentare e candidato sindaco della Lega: «L’incredibile scambio di accuse tra Majorino e Sala evidenzia, ogni giorno di più, lo stato di salute della sinistra milanese. Ormai siamo di fronte a una specie di guerriglia interna in cui dopo i disastri amministrativi del sindaco Sala, sia Majorino che Calabresi provano, maldestramente, di prendere le distanze dal primo cittadino».
Poi l’esponente del Carroccio ha sottolineato che «il sindaco Sala ormai è sotto attacco, a sinistra nessuno lo difende più. Anzi fanno a gara a rinnegarlo. Il tentativo, chiaramente patetico, di Majorino si scontra con la realtà: è stato in giunta con Sala, ha sempre sostenuto l’amministrazione, ha rivendicato l’azione di Palazzo Marino e ora fa finta di non aver condiviso quell’esperienza». Insomma, siamo davanti a «una fine deprimente dopo questi anni di pessima amministrazione. Dall’urbanistica al verde, dalla casa alle riqualificazioni dei quartieri il fallimento è evidente a tutti i milanesi e anche ai candidati sindaco della sinistra. Majorino e Calabresi però non sono credibili perché si vogliono candidare con la stessa maggioranza che ha deluso Milano. È l’ora di una svolta e solo il centrodestra può offrirla alla città».