Protesta il centrodestra
L’iniziativa choc a Bologna: i “Giovani palestinesi” organizzano un evento (non autorizzato) per il 7 ottobre all’università
Altro che attivisti contro la guerra, gli antagonisti pro-Pal sanno perfettamente cosa voglia dire impugnare le armi. Lo dimostra il fatto che abbiano deciso di prendere un'aula dell'Alma mater per celebrare il massacro di Hamas
Politica - di Gabriele Caramelli - 2 Ottobre 2026 alle 17:56
Proprio non ce la fanno i pro-Pal a non scadere nel grottesco. Lo dimostra l’ultima iniziativa a Bologna promossa dall’associazione dei Giovani palestinesi, che per il 7 ottobre hanno scelto di organizzare il dibattito “sulla storia della resistenza palestinese” e la proiezione del film “Palestina 36”, contro quella che definiscono «il progetto genocidario sionista» e ricordando l’attacco di Hamas a Israele in cui morirono migliaia di persone. L’evento si terrà nell’aula universitaria Capecchi di via del Guasto e la notizia ha allertato la comunità ebraica sul territorio, rimasta stupita per quanto sta accadendo. È stato proprio il portavoce Daniele Paz a lanciare l’allerta sull’evento dei pro-Pal: «Celebrare il 7 ottobre come un atto di ’resistenza’ è qualcosa di moralmente inaccettabile». Anche Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno chiesto provvedimenti per comprendere cosa sta succedendo negli atenei universitari.
Giovani palestinesi celebreranno il 7 ottobre a Bologna: altro che tolleranza e lotta all’odio
L’evento dei Giovani palestinesi, però, non è stato autorizzato dall’università Alma mater di Bologna. Come ha spiegato l’europarlamentare di FdI Stefano Cavedagna in una nota, «è gravissimo che i “Giovani palestinesi” abbiano organizzato un convegno, ovviamente senza autorizzazione, per celebrare il massacro del 7 ottobre, giorno in cui Hamas ha massacrato più di 1.200 israeliani». Poi ha lanciato una stoccata al primo cittadino del Pd, Matteo Lepore: «Il sindaco finora sembra disinteressarsi di questi eventi violenti e pericolosi che inneggiano al terrorismo. Allora convochi urgentemente il tavolo per la sicurezza».
Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale di Forza Italia, Pietro Vignali, che ha spiegato: «Bisogna fare piena luce sui legami e sulle coperture politiche che gli antagonisti continuano a trovare in alcuni settori della sinistra bolognese». Inoltre, «la comunità ebraica si trova spesso costretta a svolgere le proprie commemorazioni a porte chiuse o sotto stretta vigilanza per ragioni di sicurezza, a Bologna c’è chi si sente legittimato ad oltraggiare la memoria degli innocenti massacrati da Hamas».
I pro-Pal e il corteo del 10 ottobre
Per il momento, i Giovani Palestinesi non sembrano intenzionati a fare un passo indietro sull’evento all’università, che hanno intitolato “Viva la resistenza palestinese in tutte le sue forme”. Di più, nonostante le contestazioni delle istituzioni e della comunità ebraica, i pro-Pal hanno organizzato un nuovo corteo per il 10 ottobre, alle 17 in piazza Nettuno, «per la fine immediata del genocidio in Palestina, lo sblocco degli aiuti e il ritiro dell’esercito di occupazione». Assomiglia tanto all’ennesima provocazione, più che a un modo per denunciare la guerra in Medio Oriente. Ma d’altra parte si sa che il mondo antagonista è molto esperto a rigirare le frittate a seconda di come gli conviene.