L'evento al teatro S. Filippo
L’Aquila capitale della maternità: Roccella e Biondi insieme per rilanciare il valore della famiglia e della vita
Il 16 ottobre terza tappa della Conferenza nazionale promossa dal ministero della Famiglia. Il sindaco Biondi richiama l'attenzione sul futuro delle aree interne e sulla lotta allo spopolamento. Testimonianze, poesia, musica e spettacolo per restituire alla maternità il suo valore sociale
«Senza figli non c’è futuro». È il messaggio forte lanciato dalla ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, alla vigilia dell’appuntamento che porterà all’Aquila una riflessione nazionale sul valore della maternità e sulla necessità di contrastare l’inverno demografico. Una sfida che vede in prima linea anche il sindaco Pierluigi Biondi, impegnato a rilanciare il ruolo delle famiglie e il diritto dei giovani a costruire il proprio futuro nei territori d’origine.
Sarà proprio L’Aquila, Capitale italiana della cultura 2026, a ospitare venerdì 16 ottobre «La vita, naturalmente – La maternità in un mondo che cambia», la terza tappa della Conferenza nazionale sulla famiglia, promossa dal ministero per la Famiglia in collaborazione con il Comune e con il Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
L’appuntamento è alle 16.30 al Teatro San Filippo, luogo simbolico della rinascita aquilana, recentemente restituito alla comunità dopo la ricostruzione post-sismica.
Roccella: «La maternità deve tornare a essere una scelta socialmente premiante»
Al centro dell’iniziativa c’è un messaggio preciso: diventare madri non deve significare rinunciare alle proprie aspirazioni personali e professionali. La maternità, al contrario, deve essere riconosciuta come un valore per l’intera società, sostenuta da politiche e servizi capaci di accompagnare le famiglie.«Attraverseremo la storia e l’attualità di un’esperienza che appartiene alla dimensione più profonda dell’umano, perché siamo tutti “nati di donna”», sottolinea la ministra Roccella.
«La maternità è un intreccio di simbolico, biologico e culturale, è la straordinaria esperienza di essere due in uno. Raccontarne la bellezza, ma anche i bisogni e le difficoltà che la accompagnano, può contribuire a restituirle il giusto valore sociale». Da qui il richiamo alla responsabilità collettiva: «Essere genitori non è solo un fatto privato, deve tornare ad essere una scelta socialmente premiante, perché senza figli non c’è futuro».Un messaggio che pone al centro del dibattito pubblico il rapporto tra natalità, lavoro, libertà di scelta e futuro delle nuove generazioni.
Biondi: «L’Aquila protagonista della sfida contro lo spopolamento»
Particolarmente significativo il ruolo dell’amministrazione comunale guidata da Pierluigi Biondi, che ha scelto di legare l’appuntamento nazionale alla riflessione sul futuro delle aree interne. Per il sindaco, ospitare questa iniziativa nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della cultura rappresenta un’occasione per affrontare una delle questioni decisive per il Paese. «La natalità, il sostegno alla maternità e alla genitorialità sono questioni cruciali cui tengo molto, soprattutto in riferimento alle aree interne dell’Appennino, che conoscono molto bene gli effetti dell’inverno demografico e dello spopolamento», afferma Biondi.
La sfida non riguarda soltanto la nascita di nuovi figli, ma anche la possibilità concreta per i giovani di rimanere nei luoghi in cui sono cresciuti, senza essere costretti a cercare altrove opportunità di lavoro e realizzazione personale.È in questa prospettiva che si inserisce il progetto «Right to Stay», promosso dall’amministrazione aquilana per affermare il diritto delle nuove generazioni a costruire il proprio futuro nei territori d’origine.
«Occorre creare condizioni concrete perché giovani e famiglie possano scegliere di restare e costruire il proprio futuro nei nostri territori, investendo nei servizi, nella scuola, nella conciliazione e nelle opportunità per le nuove generazioni», sottolinea il sindaco. Una visione che lega il sostegno alla famiglia allo sviluppo economico e sociale, soprattutto nelle comunità dell’Appennino maggiormente esposte al declino demografico.
Dalla mamma di Sammy Basso a Francesca Lollobrigida: le testimonianze sulla maternità
La giornata aquilana non sarà soltanto un momento di confronto istituzionale. Il ministero ha voluto costruire un percorso capace di raccontare la maternità attraverso esperienze personali, cultura, scienza e arte.Tra le testimonianze più attese figurano quelle di Laura Lucchin, madre di Sammy Basso, e della campionessa olimpionica Francesca Lollobrigida. Due storie profondamente diverse, accomunate dalla capacità di offrire uno sguardo personale sul significato dell’essere madre. Interverranno anche Laura Ramaciotti, presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane, e la neonatologa Nunzia Decembrino, portando l’esperienza di chi si occupa quotidianamente della formazione, della salute e della cura delle nuove generazioni.
Le trasformazioni della società e della famiglia saranno approfondite dagli studiosi Antonio Noto e Giulio De Rita. A moderare l’incontro sarà Manila Alfano, direttrice di Mamme Magazine, mentre Federico Palmaroli, conosciuto come Osho, accompagnerà il confronto con le sue incursioni satiriche.
San Francesco e il valore della vita: il messaggio di Davide Rondoni
L’appuntamento si inserisce anche nel programma delle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. A sottolineare il legame tra la riflessione sulla maternità e il messaggio francescano sarà il poeta Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni. Rondoni ricorda il motto scelto per accompagnare le iniziative dell’ottocentenario: «Un’esplosione di vita». E proprio la vita, nella sua dimensione generativa, rappresenta il filo conduttore dell’incontro. «In tale quadro una iniziativa che si interroga su natalità e ruolo generativo delle famiglie è centrale», osserva il poeta, aggiungendo una riflessione destinata a far discutere: «Un mondo scontento non è fertile. E va cambiato».