Nulla di nuovo
La solita ipocrisia della sinistra: oggi paladina degli autotrasportatori, ieri criminalizzava i forconi
I due movimenti hanno diversi punti in comune, dalle ragioni della protesta alla fisionomia dei partecipanti. L'atteggiamento del Pd però è molto diverso: l'ennesima conferma che conta la convenienza, non il merito
Le ragioni della protesta si somigliano, la fisionomia del movimento anche: le proteste degli autotrasportatori mobilitati contro il caro carburanti e i suoi effetti economici, che stanno interessando in particolare il Sud Italia e che coinvolgono anche settori del mondo agricolo, riportano alla memoria il movimento dei Forconi. E svelano ancora una volta tutta l’ipocrisia della sinistra, il cui metro di giudizio si dimostra sempre condizionato dalla convenienza politica e propagandistica piuttosto che dalle ragioni di merito.
Sugli autotrasportatori la solita ipocrisia della sinistra
Oggi il Pd si erge a paladino degli autotrasportatori che tredici anni fa additava come eterodiretti e compromessi da simpatie neofasciste. Per Debora Serracchiani, all’epoca da poco entrata nella segreteria politica del Pd, dietro alla protesta c’era “una regia politica”, pur ammettendo che in piazza vi fossero anche “molti cittadini esasperati”. Oggi è tra le più agguerrite nel denunciare un presunto immobilismo del governo. Ma, del resto, oggi al governo c’è Giorgia Meloni, allora c’era Enrico Letta: va da sé che quelle non potessero essere proteste genuine e spontanee come quelle di oggi.
Le polemiche pretestuose del Pd
Per l’attuale capogruppo dem al Senato, Francesco Boccia, poi “agricoltori, autotrasportatori, studenti stanno protestando in tutta Italia”. “E il motivo – sostiene – è uno solo: di fronte alle emergenze del caro carburanti, di fronte agli inesistenti investimenti per rendere le scuole più vivibili e rendere effettivo il diritto allo studio, il Paese sta collassando”. “Quattro anni di governo Meloni non hanno dato risposte a nessuna delle emergenze economiche e sociali di imprese e famiglie italiane”, aggiunge, all’indomani dell’accordo di Meloni con Bruxelles sul decreto Bollette, che può portare a un taglio fino al 25% del costo dell’elettricità per famiglie e imprese, e nel giorno in cui il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha fornito un eloquente riepilogo degli interventi del governo per l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle scuole italiane.
Così l’intervento di Boccia si caratterizza come particolarmente indicativo della pretestuosità degli argomenti usati oggi da un Pd in estrema difficoltà che, non riuscendo a promuovere un’opposizione efficace, continua a tifare “rivolta sociale”.
Salvini sente uno dei leader della protesta
Nel frattempo, il governo continua a lavorare per dare risposte sempre più incisive: il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha anticipato a martedì 20 ottobre la convocazione del tavolo con gli autotrasportatori presso la Prefettura di Milano, inizialmente convocato per il 27. Stamattina, poi, grazie a un “ponte” telefonico fatto dal consigliere regionale pugliese e segretario provinciale della Lega, Napoleone Cera, ha parlato con uno dei leader della protesta degli autotrasportatori in presidio al casello di Poggio Imperiale (Foggia), Nicardo Vigilante, impegnandosi a incontrare direttamente una delegazione di Puglia, Calabria e Sicilia.
Il ministro: “È il tema di cui mi occupo da mattina a sera ovunque”
“È il tema di cui mi sto occupando dalla mattina alla sera ovunque”, ha detto Salvini, ricordando il tavolo di martedì a Milano e aggiungendo che “posso convocare un altro tavolo con voi, un incontro dedicato al Sud, partendo da una delegazione di Puglia, Calabria e Sicilia”.