Il lavoro che c'è
La sentenza Inps: nel 2026 boom di assunzioni, in 4 anni 1.282.168 posti fissi in più. Sinistra e Cgil annichilite
“A giugno 2026 si registra un saldo annualizzato positivo pari a 299.000 posizioni di lavoro del settore privato, confermando quindi una dinamica positiva consistente, seppure in flessione rispetto al trimestre precedente”. I dati Inps fanno felice il governo Meloni e confermano un trend di crescita dell’occupazione inarrestabile, da quattro anni a questa parte: 1.282.168 posti fissi in più. In più – a dispetto dei veleni e delle ironie della sinistra e della Cgil, che non a caso oggi tacciono – non si tratta di lavoro “fragile”, ma solido: di quella carica dei quasi 300mila di giugno, accertata dall’Inps, ben 246mila sono contratti a tempo indeterminato, pari a oltre l’82% dell’incremento complessivo.
I dati sono dell’Osservatorio sul mercato del lavoro dell’Inps curato dal Coordinamento Generale Statistico Attuariale, dalla Direzione Centrale Entrate e dalla Direzione Centrale Tecnologia Informatica e Innovazione, strumento di rilevazione e analisi dei movimenti dei rapporti di lavoro – assunzioni, trasformazioni e cessazione – e delle prestazioni di lavoro occasionale.
Tra giugno 2022 e giugno 2026 si è registrata una variazione positiva per le posizioni di lavoro a tempo indeterminato di 1.282.168 unità mentre per gli altri contratti la crescita è stata di 292.368 unità (1.574.536 contratti totali nel settore privato). In questi quattro anni la variazione è stata positiva al Nord per 677.098 contratti stabili, al Centro per 282.074 e al Sud per 322.140.
Un semestre da record per l’occupazione in Italia
Le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati nel primo semestre del 2026 nel complesso sono state 4.284.000, in leggera flessione (-0,8%) rispetto allo stesso periodo del 2025 mentre le cessazioni sono state 3.353.000, in calo dell’0,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il saldo netto tra assunzioni e cessazioni nel semestre è stato di circa 931mila posizioni con una variazione netta positiva per i contratti a tempo indeterminato di 199.268 unità.
Inps, la dinamica dei flussi su lavoro, assunzioni e Cig
Nel complesso le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati nel primo semestre del 2026 sono state 4.284.000, in leggera flessione (-0,8%) rispetto allo stesso periodo del 2025. La flessione ha riguardato le seguenti tipologie contrattuali: contratti a tempo indeterminato (-5,6%), in apprendistato (-5,5%) e a tempo determinato (-3,1%). Sono aumentate le assunzioni dei contratti stagionali (+0,7%), in somministrazione (+5,7%) e intermittenti (+8,2%). Nel primo semestre del 2026, le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato sono state 383.000, in calo del 6,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. In diminuzione anche le conferme dei rapporti di apprendistato al termine del periodo formativo, scese da 60.000 a 57.000 (-4,0%).
Segnali favorevoli arrivano anche dalla diminuzione della cassa integrazione. Nel terzo trimestre del 2026 le ore autorizzate sono scese del 27,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, passando da 114,6 a 83,5 milioni: oltre 31 milioni di ore in meno. Particolarmente marcata la riduzione della cassa integrazione straordinaria, pari al 35,1%, mentre quella ordinaria diminuisce del 19,1%. Un altro indicatore positivo riguarda la disoccupazione indennizzata: a maggio 2026 i beneficiari della NASpI sono diminuiti del 3,8% su base annua, passando da 999.276 a 961.259, circa 38mila persone in meno. Nel primo semestre, inoltre, le cessazioni dei rapporti di lavoro sono diminuite dello 0,6%, mentre le assunzioni con contratti intermittenti sono cresciute dell’8,2% e quelle in somministrazione del 5,7%.