La difesa dell'uniforme
La lezione della Medaglia d’Oro Paglia a Vannacci: “Un militare non è sessista, razzista, omofobo o fascista. È un patriota”
“Un militare dovrebbe essere sempre patriota, onorare e avere fedeltà al giuramento anche quando decide di fare politica”. Parola della Medaglia d’oro al Valor militare Gianfranco Paglia. Un concetto limpido, già espresso prima della discesa nell’agone politico del generale Roberto Vannacci. Oggi da Firenze, ospite della Festa dell’Ottimismo promossa da Il Foglio, il tenente colonnello dell’Esercito torna sull’argomento a fronte delle ultime ‘performance’ sessiste e non solo del leader di Futuro nazionale. E gli dà una lezione di civiltà. “Ho sempre rispettato l’uniforme che ho indossato – spiega Paglia – anche quando ho fatto politica. Certe affermazioni fanno male perché sei costretto a difenderti dall’opinione pubblica e costretto a spiegare che il militare non è sessista, razzista, omofobo o fascista”.
Paglia a Vannacci: un militare non è sessista, razzista, omofobo o fascista
I rastrellamenti evocati dall’ex generale? “I rastrellamenti li ho visti fare in Russia e qui fortunatamente siamo in Italia, in una democrazia, e queste cose non le vedremo mai”. Nelle parole di Vannacci “non c’è coerenza” e fa “male” che sia così “in chi ha vestito una divisa”. I fuor d’opera vannacciani, non ultima quella sulle donne e la gonna, le tesi portanti del best-seller Il Mondo al contrario, il sessismo, il razzismo che pervadono il Vannacci pensiero, l’utilizzo quasi macchiettistico dell’uniforme non vanno giù a chi in nome dell’Italia ha rischiato la vita. “I valori dell’esercito sono ben altri”, rimarca il tenente colonnello Paglia che, da Paracadutista della Folgore, nel 1993, ha perso l’uso delle gambe nel corso di un’imboscata in Somalia, a Mogadiscio.
La lezione della Medaglia d’Oro al leader di Fn: attenti ai falsi patrioti
Non è la prima volta che Paglia mette alla berlina il leader di Futuro nazionale. Lo scorso maggio, a Zona Bianca su Rete4, aveva espresso un forte disappunto per il libro di Vannacci sostenendo con forza che il pensiero del generale non è quello della Difesa. “Siamo lontani anni luce. Con il suo libro ha macchiato l’uniforme”. E ancora: “Non per niente è stato sospeso per 11 mesi. Perché i suoi discorsi sono stati divisivi per tutti. A noi non interessa ciò che i nostri soldati fanno in camera da letto, o che colore di pelle hanno. Ciò che conta è servire il Paese nel miglior modo possibile. Onorare il giuramento alla Repubblica”. Ancora più illuminante un’intervista al Foglio dello scorso luglio nella quale la Medaglia d’Oro metteva in guardia dai “falsi patrioti” che non fanno bene all’Italia. “A me dispiace che qualche ex militare, ora sceso in politica, faccia dichiarazioni pesanti sul fatto che non sia corretto difendersi, che non sia corretto considerare la minaccia di Putin come tale. Che dica che non c’è pericolo che la Russia possa attaccare. Mi dispiace , mi addolora. Come si fa a cedere a questa propaganda? Non è una mancanza di rispetto – chiariva Paglia – ho rispetto persino per chi mi ha sparato alla schiena. Eravamo in guerra, in guerra le imboscate esistono. Ma trovo assurdo che chi ha indossato a lungo l’uniforme possa permettere che passi un messaggio pericoloso: ‘l’esercito la pensa come me’. Non è così. È un falso”.