Cinquestelle in agguato
Crosetto: “Ma come si fa a essere equidistanti tra Russia e Ucraina? Bene la nuova postura di Schlein, vedremo cosa succede in Aula”
Dalla guerra russo-ucraina ai temi caldi della difesa passando per la coesione sociale. È una riflessione a tutto campo quella del ministro Guido Crosetto dal palco della Festa dell’Ottimismo promossa da Il Foglio a Firenze. “Mi è difficile capire come si possa essere equidistanti tra Ucraina e Russia”, ha detto rispondendo a una domanda sul sostegno a Kiev in relazione al nuovo posizionamento del Pd di fronte al pressing di Giuseppe Conte. “Un conto sono le dichiarazioni, un conto è poi vedere cosa succede quando c’è qualche decisione che deve passare in aula”, precisa il ministro che dice comunque di accogliere “con favore una nuova postura da parte di Schlein”. Una linea che – aggiunge – “è fondamentale perché in Ucraina c’è un tema che va molto al di là dell’Ucraina e della Russia. E riguarda il comportamento che le nazioni come la nostra devono avere nei confronti di una guerra che viene portata da una nazione nei confronti di un’altra”.
Crosetto: come si fa a essere equidistanti tra Ucraina e Russia?
Poi ribadisce la coerenza di Palazzo Chigi. “L’atteggiamento che ha avuto questo governo, in linea con i governi precedenti, è stato quello di aiutare una nazione invasa. E cercare di ripristinare, almeno in Europa, quelle condizioni di diritto internazionale che sono la base di sopravvivenza di ognuno di noi”. Sorprendente dunque che su questo terreno ci siano divergenze. “La posizione di un Paese come il nostro nei confronti della guerra in Ucraina non dovrebbe essere momento discussione e divisione politica perché parla di valori fondanti della nostra Costituzione. Per questo mi è difficile capire come si possa essere equidistanti tra Ucraina e Russia, essere equidistanti tra il bene e il male è secondo me impossibile. O per comodità far finta di non vedere il male è inconcepibile”.
La difesa è uno dei tasselli della sicurezza nazionale
La cosa che teme di più? “La cosa che mi fa più paura”, risponde Crosetto, “è il fronte più scoperto di tutta Europa e anche il nostro: la difesa aerea, la possibilità di difendersi da attacchi con i droni. Una volta ci voleva uno Stato per fare male, adesso basta un’organizzazione terroristica in grado di comprare 100-200 droni per colpire e avere effetti devastanti. Dobbiamo investire molto nelle nuove tecnologie anche dal punto di vista cibernetico”. Infine il capitolo spese per la difesa dopo che la manovra ha rivisto al ribasso l’ammontare dei finanziamenti. “Non mi è costato sacrificio anche perché la Difesa è uno dei tasselli della sicurezza di una nazione. Ce ne sono altri: economia, capacità produttiva, lavoro, tecnologia, università. Una società è sicura non quando ha una difesa forte ma quando la gente ha un posto di lavoro, che gli consente di mantenere la famiglia, un livello tecnologico che consente di vincere le sfide del futuro, quando scuole e ospedali funzionano”. Al primo posto – conclude il ministro c’à la coesione sociale. “Il pericolo più grande nei momenti di crisi sono i nemici interni. Sono le divisioni che nei momenti di crisi si alimentano e alimentano meccanismi interni autodistruttivi”.