Alta tensione
Calci ai poliziotti, cori pro Hamas e slogan inneggianti al 7 ottobre: un altro sabato d’odio nelle piazze pro-Pal
Pugni e calci contro i poliziotti, slogan che trasformano il massacro del 7 ottobre in una giornata di «resistenza», cori inneggianti ad Hamas e alla Jihad. È il volto più inquietante dell’ennesimo sabato di mobilitazione pro-Pal, con le piazze italiane nuovamente attraversate da estremisti e antagonisti che, dietro le bandiere palestinesi, arrivano a esaltare una delle pagine più sanguinose della storia di Israele. Da Torino a Roma, passando per Milano e Bologna, circa 50 città sono interessate dalle manifestazioni. E la protesta minaccia già di proseguire.
Torino, calci e pugni agli agenti: il corteo cerca lo scontro
La tensione esplode a Torino, all’indomani degli arresti degli antagonisti coinvolti nelle indagini sulle violenze del 31 gennaio contro lo sgombero di Askatasuna.
In piazza Castello la testa del corteo si avvicina al cordone delle forze dell’ordine: spinte, pugni e calci contro gli agenti, che respingono i manifestanti anche con alcune manganellate. La situazione si allenta soltanto dopo l’accesso parziale alla piazza. La manifestazione, organizzata da Torino per Gaza, prosegue verso Barriera di Milano, arrivando a circa 8mila partecipanti.
Montaruli: «L’opposizione coccola chi minaccia gli agenti»
Durissima la denuncia di Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera: «Il corteo pro-Pal mette vergognosamente insieme Askatasuna, galassie estremiste anche islamiche e i giovani del PD. Torino oggi scrive un’altra pagina di una gravità inaudita, in cui i partecipanti vogliono sfidare gli uomini in divisa. Chi vuole manifestare davvero non lo fa al fianco di chi cerca lo scontro con gli agenti».
L’esponente di FdI punta il dito contro la sinistra: «Invece l’opposizione al governo Meloni, che vorrebbe governare l’Italia e già amministra Torino, ha gravi responsabilità: prende parte ai cortei delle minacce e della violenza, continua a coccolare chi definisce gli agenti “mafiosi” e viola le ordinanze prefettizie, e manda irresponsabilmente i propri movimenti giovanili a farsi dettare i cori da autonomi e maranza».
La militante di Askatasuna esalta il 7 ottobre
A suscitare indignazione sono anche le parole di Sara Munari, indicata dagli investigatori come una delle leader di Askatasuna. Dal microfono del corteo scandisce: «Il 7 ottobre è una giornata storica di resistenza globale». La militante rossa celebra quella data come il momento in cui i palestinesi avrebbero «rotto la gabbia» di Gaza, invitando a «riscrivere la storia».
Roma, lo striscione choc. A Milano sfila la figlia dell’arrestato nell’inchiesta Hamas
Dalle altre piazze arrivano segnali altrettanto inquietanti sulla deriva ideologica delle piazze Pro-Pal. A Roma il corteo parte dal Colosseo dietro lo striscione «7 ottobre giornata della Resistenza». Come se la morte e il rapimento di migliaia civili, tra i quali donne e bambini, sia qualificabile come un’azione eroica. Non mancano neppure cori inneggianti ad Hamas e alla Jihad.
A Milano, in testa alla manifestazione, compare invece la figlia di Raed Dawoud, arrestato nell’inchiesta sui presunti finanziamenti ad Hamas insieme a Mohammad Hannoun. A Bologna, prevale invece la speranza incendiaria da banlieu, con lo striscione d’apertura che recita: «Facciamo come in Francia – Respingiamo sionisti, fascisti e guerra».
I pro-Pal non si fermano: già fissati i prossimi cortei
Un autunno che si preannuncia incandescente come lasciano intendere gli antagonisti a Torino che rilanciano una nuova imminente mobilitazione. Il 24 ottobre nuovo corteo alle 15 da piazza Castello: stavolta il pretesto della manifestazione sarà contro il riarmo, i data center e il caro-benzina. Gli studenti annunciano inoltre lo sciopero del 16 novembre, alle 10 in piazza XVIII Dicembre.
Le prossime date sono già fissate. E tra chi esalta il 7 ottobre e chi prende a calci i poliziotti, l’autunno caldo delle piazze pro-Pal ha già mostrato il suo volto peggiore.