I risultati
La Lettonia sempre più a destra: vittoria da record per Kulbergs, si allarga il fronte conservatore. Il messaggio di Meloni
Il voto conferma la linea occidentale di Riga. Meloni si congratula con il vincitore: "Lavoreremo insieme insieme per un’Europa più forte, sicura e capace di difendere i propri interessi e i propri valori"
La Lettonia esce dalle urne molto più a destra di come vi era entrata. Il dato più evidente è il trionfo del primo ministro Andris Kulbergs: la sua Lista Unita ha conquistato il 35,29% dei voti, staccando di oltre venti punti tutti gli avversari e passando dall’11% ottenuto nel 2022 a oltre un terzo dell’elettorato. Ma fermarsi al successo personale del premier significherebbe perdere la parte politicamente più interessante del voto: la nuova Saeima presenta un peso nettamente maggiore delle forze di centrodestra, conservatrici e nazionali. Le congratulazioni da Roma, dunque, non potevano non arrivare. «Un risultato importante, che conferma la volontà del popolo lettone di difendere la propria libertà, la propria sicurezza e la propria appartenenza all’Europa e all’Occidente», ha scritto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni su X. «L’Italia continuerà a lavorare insieme alla Lettonia per un’Europa più forte, sicura e capace di difendere i propri interessi e i propri valori. Buon lavoro, Andris!».
Débâcle progressista
I dati ancora provvisori della Commissione elettorale centrale lettone assegnano a Lista Unita 41 dei 100 seggi. Seguono Latvia First di Ainārs Šlesers con il 13,08% e 17 deputati, quindi Potere sovrano e Unione dei Nuovi Lettoni con l’11,71% e 15 seggi. L’Alleanza Nazionale, storica formazione conservatrice lettone, raccoglie l’8,9% e 10 deputati. I progressisti si fermano al 7,88%, mentre Nuova Unità, la forza dell’ex premier Evika Siliņa, precipita al 6,36% e sette seggi, dopo il 19,19% e i 26 eletti di quattro anni fa. Per la prima volta in 24 anni resta invece fuori dal Parlamento l’Unione dei Verdi e degli Agricoltori, al 4,4%. Segno che l’aria è decisamente cambiata.
Il peso dei conservatori
C’è poi un dato che, letto da Bruxelles, acquista un significato particolare. Lista Unita è rappresentata al Parlamento europeo nel gruppo Ecr, mentre Alleanza Nazionale è membro nel partito e i suoi eurodeputati Roberts Zīle e Rihards Kols siedono tra i Conservatori e Riformisti europei. Con gli attuali numeri, le due forze arriverebbero insieme a 51 seggi su 100, esattamente la maggioranza assoluta della Saeima. Non è ancora una coalizione già scritta, tuttavia la combinazione è naturale.
Meno burocrazia e più difesa
La campagna di Kulbergs, arrivato alla guida del governo soltanto a maggio, non si è esaurita nel supporto all’Ucraina —come molti dei media mainstream tengono a riportare per evitare anche sol di pronunciare “una vittoria della destra”. Meno burocrazia, maggiore efficienza dello Stato, crescita economica e rafforzamento della difesa sono stati i cardini della sua proposta. Il premier ha interpretato il risultato come la richiesta degli elettori di un cambiamento, legandolo anche alla crescita e alle prospettive delle nuove generazioni. Il successo è tanto più significativo perché si tratta, secondo Reuters, del risultato più largo ottenuto da una singola lista nelle parlamentari lettoni dall’indipendenza del 1991.
Poi certo toccare il tema della guerra era inevitabile per uno stato come la Lettonia. Perché? Confina con Russia e Bielorussia, investe il 5% del Pil nella difesa e Kulbergs stesso ha ribadito più volte il rifiuto di una nuova dipendenza economica da Mosca. A sinistra da quelle parti le posizioni in merito sono ben diverse, che si parli di sanzioni alla Russia o di supporto a Kiev. Per ora però dovranno rassegnarsi, la Lettonia oggi resta al fianco dell’Ucraina.