Il solito attacco al governo
Ilaria Salis corre in difesa di Youssef Siher: «È un capro espiatorio». FdI: «Sempre dalla parte sbagliata, a fianco di chi odia l’Occidente»
“Solidarietà a Youssef Siher“. Poteva mancare la difesa di Ilaria Salis, europarlamentare di Avs, del 30enne fermato con l’accusa di istigazione a delinquere con l’aggravante della finalità del terrorismo, amministratore del gruppo ‘Movimento 17 ottobre’? Certo che no. Dopo il consigliere municipale di Milano del Pd, Alessandro Corti; dopo Lorenzo Pacini, uno dei candidati sindaci piddini che correrà alle primarie, quello dei «fucili contro i fascisti», non poteva mancare l’eurodeputata a fare un’intemerata contro il governo e a difesa assoluta del ricercatore trentenne di origine marocchina su cui indaga la Procura e che oggi si è trincerato nel silenzio, in attesa del proseguimento degli accertamenti del caso.
La solita Ilaria Salis: solidarietà a Siher, accuse a Meloni
Scrive Salis: “La repressione del Governo, che finalmente sta incontrando una tempesta di proteste, sta raggiungendo livelli inediti e inauditi. Siher è accusato di istigazione a delinquere e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, fattispecie introdotta con l’ultimo decreto sicurezza. Senza alcuno scrupolo garantista né il minimo rispetto per la presunzione d’innocenza, è stato dipinto a reti quasi unificate come la ‘mente’ del 17 ottobre. E sottoposto a una gogna mediatica dai toni fortemente razzisti e islamofobi, che il Governo ha scatenato e cavalca compiaciuto“.
Ilaria Salis senza ritegno: “Youssef Siher capro espiatorio ideale del governo”
L’eurodeputata di Avs fa tutto di testa sua e se ne infischia delle decisioni scritte da parte della procura che , in attesa di accertamenti, sono poittosto gravi. La procura di Milano ha chiesto la convalida e la custodia in carcere dell’uomo. Secondo l’accusa ci sono il rischio di reiterazione del reato e il pericolo di fuga. Ma per Ilaria Salis questi sono particolari secondari e parte per la tangente. “In realtà, lungi dall’essere il ‘capo’ di un movimento (accusa ridicola: come abbiamo visto sabato scorso, i movimenti non hanno bisogno di capi per scendere in piazza), Siher sembra piuttosto incarnare soltanto il capro espiatorio ideale. Italiano di seconda generazione, razzializzato, di fede musulmana, militante politico, lavoratore precario. Esattamente il bersaglio di cui la propaganda governativa aveva bisogno per delegittimare le proteste e scoraggiare la partecipazione popolare”.
Donzelli: “A fianco di chi odia l’Occidente”
Poi l’attacco al governo. “La logica del panico morale e del diritto penale del nemico è ormai pienamente dispiegata nell’Italia meloniana. Una deriva autoritaria che riguarda tutti noi, perché mette in discussione i diritti e le libertà fondamentali di ciascuno”. “Non occorre condividere le idee di Siher – e alcune delle sue posizioni infatti non le condivido – per riconoscere la gravità di un simile episodio repressivo e denunciare quanto sta accadendo. Non abbassiamo la testa”, conclude Ilaria Salis. Le risponde a breve giro di posta FdI con un post molto eloquente: “Ilaria Salis avrebbe potuto esprimere solidarietà alle forze dell’ordine aggredite, ai commercianti che hanno visto le proprie vetrine distrutte e ai cittadini costretti a pagare il prezzo del caos e dei disordini provocati dai teppisti rossi. Invece no. Ancora una volta, ha scelto di stare dalla parte sbagliata: quella di chi odia l’Occidente e istiga le piazze”.
Il web stronca Ilaria Salis: “Mi fa paura il suo modo di ragionare”
Ma, come spesso accade per i post di Ialria Salis, la cosa più divertente è leggere le reazioni ai suoi scritti: “Cosa c’entra il governo?E’ stato arrestato su richiesta della procura. Candidatelo così sfugge alla giustizia come te”, scrive un utente seguito da un altro che trimarca come “Dei sempre dalla parte sbagliata e a difendere l’indifendibile”. E un’altra scrive: “Da italiana non voglio essere rappresentata da questa al Parlamento europeo”. E’ una messe di critiche: “Vai a dare la solidarietà a chi ha visto le proprie attività commerciali distrutte…”. E poi il gran finale: “Personalmente ho più paura del suo modo di ragionare che della meloni…”.