Le parole dei giovani dem...
Solidarietà a Siher, diserzione e lotta armata ai fascisti: ecco le priorità delle “giovani leve” del Pd
Da Virginia Libero a Lorenzo Pacini, passando per Alessandro Corti: sono tanti i giovani volti dei dem che non pensano due volte prima di aprire bocca, rischiando di aumentare il clima della tensione politica in Italia
Politica - di Gabriele Caramelli - 27 Ottobre 2026 alle 15:12
La giovane classe dirigente del Pd è molto agguerrita, ma sui temi sbagliati: dalla vicinanza a Youssef Siher, passando per la diserzione fino al combattimento del presunto avversario con le armi ove necessario. In Italia il clima politico è già molto teso e mettere il carico da 90 su questioni delicate e scottanti, senza pensarci due volte, non è nient’altro che un modo per gettare altra benzina sul fuoco. Tra tutti spicca la segretaria 28enne dei Giovani democratici, Virginia Libero, che alla Festa dell’Unità a Reggio Emilia del 17 settembre 2026 ha scelto di lanciarsi in un volo pindarico nel corso del suo intervento sul palco: «Non saremo noi i soldati delle vostre guerre… noi organizzeremo i disertori».
L’aveva gridato con forza, come monito al governo Meloni, dimostrando una scarsa conoscenza dei fatti: l’Italia usa il proprio esercito esclusivamente come difesa. E’ scritto proprio nella Costituzione italiana su cui, a quanto pare, i giovani dem hanno più di una lacuna. Evidentemente Virgina Libero non si è accorta che tra i 139 articoli della nostra carta ce n’è uno che disciplina proprio la difesa del territorio e che la difesa della patria «è un sacro dovere del cittadino».
Ecco la giovane classe dirigente del Pd
Tra le nuove leve del Pd spicca anche il consigliere comunale milanese Lorenzo Pacini, che alla Zanzara, programma radiofonico condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, aveva rilasciato una dichiarazione inquietante. «Noi i fascisti li combattiamo alle urne e poi a un certo punto, se serve e se servirà, coi fucili». Una frase che non è passata inosservata e che riporta la mente agli anni di piombo, dove negli ambienti della sinistra radicale c’era chi cantava in piazza: «Uccidere un fascista non è reato».
A rispondergli per le rime, in modo ironico ma fermo, fu il consigliere del Municipio 1 Lorenzo La Russa, portando in aula una pistola ad acqua e un giubbotto antiproiettile. «Un pistolone al pistolero Pacini», aveva affermato il figlio del presidente del Senato, sottolineando che quelle del consigliere dem fossero «parole gravissime, soprattutto da un ragazzo di 30 anni come me che, per recuperare qualche voto dei centri sociali, è disposto a tutto. Noi abbiamo sempre creduto che, in democrazia, gli avversari si battono con le idee e con il voto, non con l’odio, non con la violenza, e tantomeno con le armi». Poi chiese al Pd di «prendere le distanze ed espellere Pacini» dal partito. La domanda non è stata accolta, tanto che ora lo stesso consigliere dem si è candidato come sindaco del capoluogo lombardo. Sui social ha persino chiesto ai maranza di votare per lui.
Youssef Siher “prigioniero politico”
E poi arriviamo ad oggi. «La mia completa solidarietà al prigioniero politico Youssef Siher». Sono le parole del consigliere dem al settimo municipio di Milano, Alessandro Corti. Siher, il politologo 30enne è indagato dalla procura di Milano perché considerato il regista dietro la mobilitazione di piazza indetta dal Movimento 17 ottobre. Poi ha aggiunto: «Di cosa lo accusate? Di una piazza che alla fine non si è neanche concretizzata? E da quando chiamare una piazza è reato? Libertà per Youssef Siher, libertà per tutti i manifestanti». Peccato che nella chat su Telegram creata da Youssef Siher, secondo il provvedimento della procura milanese citato da Adnkronos, c’erano «contenuti di tipo eversivo tra i quali quelli di incitamento alla rivoluzione e all’utilizzo di tecniche di guerriglia urbana nonché comunicati finalizzati alla convocazione, in diverse piazze d’Italia, per il 24 ottobre, di facinorosi, al fine di porre in essere delitti contro l’ordine pubblico». Insomma, Corti ha sparato l’ennesima cantonata che il Pd potrà collezionare come le “perle” di saggezza delle sue giovani leve.