Follia del dem Tommaso Sasso
La giovane “promessa” del Pd invita a «ringraziare Youssef», delirio totale da Porro. Il commerciante: “Zitto, dici stupidaggini” (video)
Italia ostaggio dei violenti, ma per la sinistra è democrazia. Ci vuole coraggio per affermare che “gli italiani dovrebbero dire grazie a Youssef Siher”: lo ha fatto un’altra giovane “promessa” del Pd durante ‘Quarta Repubblica’, da Nicola Porro su Rete4. Si tratta di Tommaso Sasso, responsabile nazionale del Pd per i progetti di cultura politica. L’esordio del giovane virgulto è folle, saccente, ineducato. Si parlava Youssef Siher, 30 anni, islamico, istruito, ritenuto dagli inquirenti la mente del “Movimento 17 ottobre” legato agli scontri di Milano, ora in carcere. La procura lo ha voluto trattenere, oggi i legali ne fanno un quasi “santo” e lui si avvale della facoltà di non rispondere. È accusato, tra l’altro, di istigazione a delinquere con aggravante della finalità terroristica e di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Di questo Porro intendeva discutere con un giovane rappresentante del Pd. Ma pensare di discutere è stata una pia illusione. La sua risposta è stata:
La lezioncina indigesta del dirigente Pd
“Non insulterò, tutt’al più avanzo un piccolo rimprovero e addirittura un richiamo alla buona educazione. Avreste dovuto, per onestà intellettuale di tutti voi, ringraziare questo Youssef che vi ha dato un altro ottimo argomento per non dedicare una puntata alla pressione fiscale più alta della storia della Repubblica; per non dedicare una puntata al rifiuto da parte di Giorgia Meloni di accogliere la proposta di Elly Schlein di decretare non il 112° decreto sicurezza in un anno, ma un decreto per porre un tetto al costo del carburante. Ricordiamo la Presidente del Consiglio che prometteva addirittura di eliminare le accise in campagna elettorale”. La politica sottosopra. Va fuori tema, non argomenta, spara a zelo la lezioncina anti-governativa. Se sei del Pd puoi ignorare i fatti e concentrarti su altro.
Da Sasso il solito giustificazionismo
E se uno cerca di tenerlo sul tema – vandalismi e “regia” di un personaggio dal profilo inquietante su cui si sta indagando – Sasso fa orecchie da mercante. A proposito degli scontri violenti nelle città ha ripetuto il mantra del ‘capiamoli e delle periferie’; a proposito delle forze dell’ordine non ha lesinato racconti su presunte manganellate a manifestanti pacifici; sul fermato si è trincerato dietro la presunzione di reato. Per il resto ha dato prova di maleducazione, ha dato sulla voce agli ospiti, con il tono di una superiorità morale che è la specialità della casa. Un utente Fb e telespettatore ha commentato sarcasticamente che Sasso sembrava un concentrato di atteggiamento spocchioso, all’incrocio tra Romano, Piero De Luca e Benifei.
Il commerciante bolognese perde la pazienza: «Ma lei c’è stato in piazza?»
Poi fa ancora peggio. Alessandro Sallusti, direttore di Libero gli fa notare che “Anche le liste d’attesa sono diminuite”. Sasso non sa confrontarsi civilmente: “Dopo questa – commenta il piddino alterato – potremmo chiudere la trasmissione e andarcene felicemente a casa. Quindi continuiamo a non parlare di politica esattamente come è da tradizione quando la destra è in difficoltà”. Stendiamo un velo pietoso, il confronto politico per le giovani “promesse” del Pd si fa con la tracotanza. Poi interviene, in collegamento, Andrea Tosi, commerciante di borse di Bologna, 69 anni, raccontando di essere stato costretto a chiudere temporaneamente il suo negozio a causa del caos e delle tensioni nate durante alcune manifestazioni in città. E si incavola non poco con Sasso che, invece, minimizza gli scontri degli ultimi giorni:
“Ma perché ce l’ha tanto con la polizia?”
“Non ho capito una cosa, ma perché ce l’ha tanto con la polizia? Cosa combina la polizia di così drammatico, se non salvaguardare le nostre vite? Se togliamo la polizia, come facciamo a sopravvivere? Come facciamo ad andare avanti? Con della gente che ti distrugge qualsiasi cosa. Ma lei era in piazza? Lei c’è andato in piazza? O è stato a casa, guardando la televisione? Perché queste sono stupidaggini! Lei deve andare in piazza a guardarli! Non quando sfilano con le bandierine! Quando lanciano le biglie! Quando danno le sprangate! Lei deve stare zitto quando parlo io, perché sennò non è educato, capito?”. Sasso si limita laconicamente a rispondere: “Beh, se lei mi insulta, io mi sento in diritto di interrompere, purtroppo”.
Fermata la mente dei violenti in piazza
L’intervento di #Sasso
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— Quarta Repubblica (@QRepubblica) October 26, 2026