Fonti di Palazzo Chigi
Meloni incalza l’Europa: “Basta andare in ordine sparso sull’Ucraina, serve una voce sola per trattare con Putin”
L’Europa deve smettere di muoversi in ordine sparso e trovare subito una voce autorevole per partecipare ai negoziati di pace sull’Ucraina. Giorgia Meloni incalza i partner europei e rilancia una questione decisiva: chi rappresenta gli interessi del continente al tavolo delle trattative con Vladimir Putin? Una domanda che, alla luce degli ultimi sviluppi diplomatici, non può più restare senza risposta.
A riportare il tema al centro del dibattito è la telefonata tra il presidente russo, il presidente finlandese Alexander Stubb e il premier norvegese Jonas Gahr Store. Un’iniziativa che Palazzo Chigi guarda con favore, ma che evidenzia l’assenza di un interlocutore europeo con un mandato condiviso per il processo di pace.
Fonti di Palazzo Chigi: “Il negoziato non aspetta”
La posizione del governo italiano emerge dalle parole delle fonti di Palazzo Chigi. Meloni nutre «un rapporto di grande stima» nei confronti di Stubb e Støre, leader di due Paesi confinanti con la Russia e da sempre sostenitori dell’Ucraina. Ma il punto politico va oltre il colloquio con il Cremlino.
«In Europa non si è ancora trovato un accordo su chi debba rappresentare gli interessi del continente europeo nel processo di pace», osservano le fonti della Presidenza del Consiglio.
È proprio questo vuoto a spingere i singoli Stati a prendere iniziative autonome. Non a caso, i due leader nordici hanno precisato di aver parlato esclusivamente a nome dei rispettivi Paesi. «Non potevano fare altrimenti, perché oggi nessuno può farlo», sottolinea Palazzo Chigi.
Da qui la richiesta italiana di individuare rapidamente «una o più personalità con un chiaro mandato a parlare a nome dell’Europa», per difenderne gli interessi e la sicurezza.
L’avvertimento è netto: «Il negoziato non aspetta». L’Europa «non può permettersi di perdere ulteriore terreno» e deve decidere chi la rappresenta, senza continuare a muoversi «in ordine sparso e in formati che mutano di settimana in settimana». Il rischio è una «progressiva perdita di peso nel negoziato».
La telefonata con Putin e il messaggio di Zelensky
Il richiamo di Meloni arriva dopo il colloquio di 90 minuti tra Putin, Stubb e Store, definito dal premier norvegese «sostanziale» e «professionale», pur in presenza di profonde divergenze.
Secondo la presidenza finlandese, la telefonata è stata preceduta da consultazioni con Kiev e si inserisce nel percorso diplomatico verso i prossimi incontri ad Abu Dhabi. I due leader hanno ribadito il sostegno all’Ucraina e la necessità di riprendere i negoziati.
Anche Volodymyr Zelensky ha parlato con Stubb e Store dopo il confronto con Putin, ringraziandoli per il sostegno diplomatico. Il presidente ucraino ha riferito che i due leader hanno chiesto a Mosca passi concreti verso la de-escalation, soprattutto sulle infrastrutture energetiche. Sullo sfondo, il prossimo incontro trilaterale tra Ucraina, Stati Uniti e Russia, previsto a novembre.
La linea di Meloni: l’Europa non resti ai margini
Per Palazzo Chigi, il problema non è il dialogo con Mosca, ma la mancanza di una strategia europea condivisa. Senza un rappresentante riconosciuto, il continente rischia di vedere ridotto il proprio peso nelle decisioni sulla sua sicurezza.
Il messaggio di Meloni è chiaro: mentre la diplomazia accelera, l’Europa non può permettersi di restare senza voce.