Oltre il devozionismo
Il rosario come arma nella battaglia spirituale: un libro spiega perché non è una preghiera da beghine
"Il Rosario" di Alessandro Mariano fornisce una disamina di una preghiera fondamentale per i cattolici e avverte che la fede è effettiva solo se operante, altrimenti si riduce a riferimento culturale o ideologico
È arrivato in libreria per Cinabro Edizioni un piccolo volume di Alessandro Mariano, con prefazione di Costanza Miriano, che raccoglie una serie di meditazioni spirituali tramite la pratica del rosario, preghiera e meditazione per eccellenza della vita di Gesù dagli occhi di Maria. Il libro Il Rosario. La preghiera cristiana per la battaglia spirituale fornisce una disamina di una preghiera fondamentale della fede cattolica, quanto mai attuale e da non relegare in un “devozionismo da vecchiette”; anche se, come ci ricorda giustamente l’autore, conviene sempre affidarsi alle preghiere delle vecchiette, dove spesso si trova più autenticità che nei discorsi vacui degli intellettuali.
Il rosario come militanza del sacro
Ed è proprio dall’esperienza personale che nasce questo libro, quando l’autore racconta da bambino di aver trovato un rosario nella casa della nonna, che gli avrebbe spiegato il significato di quell’oggetto particolare, che lo attirava ma al tempo stesso gli sembrava un oggetto di tortura. Con gli anni, poi, quel piccolo strumento è ritornato nella sua vita e, in qualche modo, l’ha permeata a tal punto da sentire la necessità di raccogliere per iscritto alcune meditazioni nate dalla sua pratica. Il libro, quindi, raccoglie una serie di meditazioni personali sui misteri del rosario, presentate nell’ottica di una spiritualità vissuta come uno stile di vita, una militanza del sacro.
Arma spirituale del miles Christi
L’autore parte dal rosario come arma nel combattimento spirituale, per tutti coloro che scelgono di dire il loro “sì a Cristo”, vivendo in un mondo secolarizzato e scristianizzato. In questo contesto il rosario diventa un’arma indispensabile per coltivare non solo la propria fede (che ne è il presupposto), ma anche un autentico rapporto con Dio tramite Maria, andando oltre una spiritualità fatta solo di formalismo devozionale, che spinge a ripetere atti e gesti quasi per consuetudine, senza viverli realmente.
Ecco che allora chi sceglie di far entrare Cristo nella propria vita diventa un miles Christi, in un mondo che rifiuta la Sua verità, come riflesso della nostra bruttezza interiore (l’esteriore è solo il riflesso dell’interiore). Diventa quindi necessario impugnare il rosario per combattere la battaglia spirituale che, in primis, si svolge dentro noi stessi, contro il nostro ego, le nostre passioni disordinate, la nostra concupiscenza. Ma soprattutto, come ci ricorda l’autore, il rosario è un’arma contro il nemico per eccellenza, il demonio, colui che spinge a relegarlo, nella mentalità contemporanea, ad una pratica vecchia e desueta, proprio perché lo teme.
Fede operante e militante
Il Rosario è rivolto a uomini e donne che non subiscono il mondo passivamente ma lo prendono di petto, uomini e donne d’azione che vivono la loro fede anche in una dimensione pratica e militante. La fede infatti è effettiva solo se operante, non può essere un ideale astratto, altrimenti sarebbe solo un riferimento culturale o ideologico. Chi sceglie di seguire Cristo, non può relegarlo in una parte privata della sua vita, ma deve farlo entrare in ogni momento, deve essere un Suo tramite nel mondo. La pratica del rosario è necessaria per operare in tal senso ed essere raggiunti dalla Sua grazia, indispensabile per vivere appieno un’autentica vita spirituale, oltre il mero devozionismo.
Il rosario antidoto ai pericoli della vita spirituale
Mariano fa un’interessante riflessione sui pericoli di una vita spirituale che non cerca più Gesù perché lo dà per scontato, ma vive di abitudini, schematismi e formule mentali, che fanno sentire a posto con la coscienza. Questa concezione usa la spiritualità per tranquillizzare e far sentire chi la vive una “brava persona rispettabile”. L’autore sostiene che questa non è fede, ma solo un abito mentale che non apre a Dio ma, al contrario, fa chiudere in sé stessi. Le conseguenze di questo atteggiamento spirituale sono proprio quelle di rendere infeconda la fede, a cui non viene permesso di operare nel quotidiano.
Il rosario invece aiuta ad uscire da sé stessi, perché non è una meditazione chiusa nell’immanenza del soggetto, stile yoga per intenderci, ma una preghiera a Maria per entrare in relazione con Dio tramite Lei, un tu per tu con il divino. Una fede non incarnata oscilla tra un insieme di precetti piccolo-borghesi e uno spiritualismo estremo, che va da un ascetismo volontarista fino allo gnosticismo, dove l’Io basta a sé stesso. Queste concezioni distorte della spiritualità spesso fanno sentire chi le vive meglio degli altri, in grado di giudicare il prossimo, in forza talvolta dell’appartenenza ad aggregazioni settarie, scambiate per élite spirituali.
Soffermandosi su questi aspetti, il libro si presenta come un bell’itinerario dentro i misteri del rosario, teologicamente corretto e rispettoso della tradizione della Chiesa, lontano da ogni esoterismo o devianza spiritualista, estranea al cattolicesimo. Nelle pagine lette traspare un sincero trasporto dell’autore, dove si percepisce che quelle meditazioni le ha realmente vissute pregandole, cosa che va ben oltre un classico lavoro intellettuale ed editoriale.