L'anniversario
Il ricordo di Norma Cossetto, da Torino alla Regione Lazio. Rocca: “Il suo martirio per amore dell’Italia non deve cadere nell’oblio”
Nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943 la studentessa istriana fu torturata e uccisa dai partigiani titini per la "colpa" di essere italiana. Insignita della Medaglia d'oro al Meriti civile, in questa data viene ricordata in tutta Italia con cerimonie istituzionali e promosse dal Comitato 10 febbraio
Nell’anniversario del brutale assassinio da parte dei partigiani comunisti titini, Norma Cossetto è stata ricordata a Torino con una cerimonia promossa dal Comitato 10 febbraio e patrocinata dalla Regione Piemonte e dalla Presidenza del Consiglio. La celebrazione, che si è svolta presso il giardino intitolato alle Vittime delle foibe, nel quartiere Vallette, rientra in un più ampio calendario di eventi in memoria della studentessa istriana, che pagò con le torture e la morte la “colpa” di essere italiana. Anche la Regione Lazio, per il tramite del presidente Francesco Rocca, ha reso omaggio a Norma, Medaglia d’oro al Merito civile per volontà dell’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, cui un pensiero ieri è stato rivolto anche dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Rocca: “Il martirio di Norma per amore dell’Italia non deve cadere nell’oblio”
“Il suo martirio per amore dell’Italia non deve cadere nell’oblio”, ha detto Rocca, ricordando che “Norma è ormai, nella coscienza collettiva, una figura simbolo del dramma dei nostri connazionali del confine orientale: iniziò nel 1943, infatti, la pulizia etnica dei partigiani del maresciallo Tito ai danni degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia con uccisioni sommarie nelle foibe, cavità carsiche che divennero, in quel contesto, oscure fosse comuni in cui finì anche la giovane Norma”.
“Assassinii che proseguirono fino al 1945 e oltre e che portarono all’esodo di oltre 300.000 persone. Di queste – ha ricordato ancora il presidente della Regione Lazio – ne giunsero nel solo territorio laziale circa 16.000 (10.000 a Roma e 6.000 nelle altre province) e ne sono testimonianza il quartiere Giuliano-Dalmata del Laurentino a Roma o quello di Latina”. “La Regione Lazio – ha concluso Rocca – non farà mai mancare il supporto alla comunità giuliano-dalmata e ne valorizzerà i luoghi e la storia, promuovendoli soprattutto presso le giovani generazioni: perché ciò che non si conosce tende a ripetersi. E lo dimostrano i tanti conflitti in atto e le popolazioni costrette alla fuga. A oltre 80 anni da questi accadimenti abbiamo il dovere del ricordo”.
La risposta di Torino “ai tentativi di negazionismo o riduzionismo”
Da Torino è stato poi il referente provinciale del Comitato 10 febbraio, Matteo Rossino, a sottolineare che con la commemorazione “contro ogni tentativo di negazionismo o riduzionismo, la nostra città riafferma con forza la verità storica: Norma fu martirizzata dai partigiani comunisti titini unicamente perché italiana”. “Ricordare il suo sacrificio – ha aggiunto Rossino – significa rendere giustizia a lei, ai Martiri delle foibe e agli Esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia. Ecco perché ogni anno, con sole, pioggia, caldo o freddo, noi saremo qui a onorare Norma, simbolo indiscusso di amore per l’Italia”. Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, hanno partecipato anche il consigliere regionale Roberto Ravello, il consigliere di circoscrizione Silvia Acquaro e Luigi Vatta, scrittore e figlio di Sergio Vatta, esule istriano.