Via 940 assegni d'inclusione
Stretta sui furbetti dell’Isee: 5mila assegni tagliati, l’Inps incrocia redditi e dichiarazioni
Tempi duri per i furbetti dell’Isee. L’Inps incrocia le dichiarazioni delle famiglie con i dati su lavoro, contributi, pensioni e prestazioni presenti nei propri archivi. E i controlli pesano sui pagamenti: secondo il bilancio provvisorio al 30 settembre riportato dal Sole 24 Ore, circa 5mila posizioni relative all’Assegno unico sono sotto verifica e temporaneamente ricondotte all’importo minimo. Per l’Assegno di inclusione si contano invece ben 940 revoche e 147 segnalazioni alle Procure.
È doveroso precisare che un’anomalia non equivale a una frode. Le incongruenze possono dipendere anche da errori, dati non aggiornati o informazioni da documentare. Tuttavia, la stretta consentirà all’Inps di disporre di più risorse per i legittimi beneficiari.
Assegno unico al minimo: quanto pesa la riduzione
Nel 2026 l’importo minimo dell’Assegno unico è di circa 58 euro per figlio, applicato in assenza di un Isee valido o sopra la soglia massima. Nella fascia Isee più bassa può arrivare a circa 227 euro, considerando le maggiorazioni applicabili.
Durante l’istruttoria, il pagamento può essere ricalcolato come se il beneficiario non avesse un Isee valido. La riduzione è temporanea, in attesa di chiarire la posizione. L’Inps aveva già annunciato possibili effetti sugli accrediti a partire da settembre.
Isee corrente, come funzionano i controlli
Le verifiche riguardano soprattutto l’Isee corrente, che permette di aggiornare la situazione economica rispetto all’indicatore ordinario, per esempio dopo la perdita del lavoro o una forte riduzione del reddito.
L’Inps confronta le informazioni autocertificate nella Dsu, la Dichiarazione sostitutiva unica, con quelle disponibili nei propri archivi. Se emergono incongruenze, avvia gli approfondimenti per accertare se il beneficio sia dovuto e in quale misura.
Comunicazione Inps: cosa fare per regolarizzarsi
Chi riceve una richiesta di chiarimenti può presentare una nuova Dsu oppure fornire i documenti necessari a dimostrare la correttezza dei dati dichiarati.
La dichiarazione può essere trasmessa attraverso i servizi online dell’Inps o con l’assistenza di un Caf. La documentazione può essere presentata alle strutture territoriali dell’Istituto.
Ignorare la comunicazione può prolungare il taglio: fino alla regolarizzazione e alla conclusione dell’istruttoria, l’Assegno unico può restare al minimo.
Non solo Assegno unico: coinvolti anche bonus e altri sostegni
Dal 2026 il nuovo Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione viene utilizzato per Assegno unico, Assegno di inclusione, Supporto per la formazione e il lavoro, bonus asilo nido e bonus nuovi nati.
Chi ha commesso un errore può correggere la dichiarazione e documentare la propria situazione. Chi invece ha fatto sparire redditi e patrimoni soltanto sulla carta rischia revoche e segnalazioni alla magistratura. Perché dichiararsi poveri è facile. Convincere anche le banche dati, a quanto pare, un po’ meno.