Attacco ai simboli cristiani
Profanano la Madonna di Porto Vecchio e si filmano, la Corsica insorge: “Terra corsa, terra cristiana”
Hanno divelto la statua della Vergine dal suo basamento. Poi uno dei due si è aggrappato alla Madonna mimando un atto sessuale e pronunciando frasi a carattere sessuale e sessista. Il video è finito sui social e in Corsica la reazione è stata immediata.
Folla indignata davanti alla gendarmeria, una messa celebrata sul luogo della profanazione e una forte mobilitazione che ha assunto rapidamente anche un significato identitario. La Ghjuventù Indipendentista ha chiamato i corsi a manifestare utilizzando uno slogan inequivocabile: «Terra Corsa, Terra Cristiana».
La profanazione avvenuta a Porto Vecchio ha così superato rapidamente i confini dell’ennesimo episodio di vandalismo. A essere colpito è un simbolo religioso profondamente radicato nella storia e nell’identità dell’isola.
La Corsica reagisce alla profanazione
Il sindaco di Porto-Vecchio, Jean-Christophe Angelini, ha annunciato il ripristino della statua e chiesto una risposta ferma delle autorità. Quando i due sospettati si trovavano in stato di fermo, diverse decine di persone si sono radunate davanti alla gendarmeria. Dalla folla sono partiti insulti e minacce, mentre sul luogo dove sorgeva la statua vandalizzata è stata celebrata una messa.
L’oltraggio alla statua della Vergine
I fatti risalgono alla notte tra il 30 settembre e il primo ottobre. Secondo la ricostruzione della procura, i due giovani, lavoratori stagionali di 21 e 24 anni che sarebbero stati fortemente ubriachi, avrebbero divelto dal basamento la statua bianca della Vergine Maria collocata sulla rotatoria di Stabiacciu, all’ingresso di Porto-Vecchio.
Le immagini successivamente diffuse sui social mostrano uno dei due aggrappato alla statua mentre mima un atto sessuale e pronuncia frasi a carattere sessuale e sessista.
Proprio quelle immagini hanno contribuito a moltiplicare l’indignazione. I due giovani sono stati sottoposti a controllo giudiziario con l’obbligo di non soggiornare in Corsica.
Il comandante non li fa salire sull’aereo
La sera di venerdì 2 ottobre sono stati quindi accompagnati all’aeroporto di Ajaccio per imbarcarsi su un volo diretto a Parigi-Orly. Ma allo scalo Napoleone Bonaparte sono stati accolti da fischi e insulti.
Il comandante dell’aereo ha deciso di non accettarli a bordo per ragioni di sicurezza e il volo è partito senza di loro.
Anche trovare una sistemazione per la notte si è rivelato difficile. Un albergo vicino all’aeroporto, dopo aver ricevuto la prenotazione attraverso Booking, avrebbe rifiutato di ospitarli una volta riconosciuti. Secondo Le Monde, nelle ore successive i due sarebbero rimasti in un luogo protetto sotto la sorveglianza della polizia.
Successivamente sono riusciti a lasciare la Corsica e a raggiungere la Francia continentale.
Da Medjugorje all’Italia, gli altri simboli cristiani colpiti
Il caso di Porto Vecchio è solo l’ultimo di una serie inquietante di profanazioni contro i simboli cristiani in Europa. A luglio, a Medjugorje, una statua della Vergine è stata imbrattata, sono comparse scritte offensive e un incendio ha gravemente danneggiato l’altare esterno della chiesa di San Giacomo. La polizia ha arrestato un cittadino straniero di 31 anni. La parrocchia ha risposto invitando i fedeli alla preghiera, al digiuno e al perdono.
In Italia, ad aprile, nella chiesa di Santo Stefano ad Alatri una statua della Madonna è stata gettata a terra durante un furto e privata di collana, rosario e croce. La notte precedente, nella vicina Frosinone, era stata decapitata una statua di Padre Pio nella chiesa abbaziale di San Benedetto.
In Francia, a giugno, è stato profanato il santuario di Notre-Dame du Faron, a Tolone, dove è stato danneggiato il basamento della statua mariana.
Solo in Francia 843 atti anticristiani in un anno
C’è anche un dato ufficiale che aiuta a comprendere le dimensioni del problema. Secondo il ministero dell’Interno francese, nel 2025 sono stati censiti 843 atti anticristiani, il 9 per cento in più rispetto all’anno precedente. Nell’87 per cento dei casi si è trattato di attacchi contro beni. L’ultimo di Porto Vecchio ancora non è entrato nelle statistiche ufficiali.