La becera propaganda
Il M5S attacca il governo Meloni anche sui militari morti in Bosnia: “Con meno armi…”. Rauti: “Sciacallaggio”
Polemizzare con il governo Meloni sulla morte dei 4 militari italiani in Bosnia, dovuta alla caduta di un elicottero al servizio di una missione umanitaria forse a causa di un guasto tecnico? Fatto. Dai grillini, da quel M5S nel quale Conte tace ma manda avanti un paio dei suoi per fare propaganda contro le armi. Una cosa triste e brutta, davvero, che fa indignare Fratelli d’Italia e la sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti.
Bosnia, la polemica del M5S sui militari morti
La nota è molto, molto sgradevole. “Rinnovando il nostro cordoglio per familiari, amici e colleghi delle quattro vittime dell’incidente dell’elicottero dell’Esercito italiano precipitato ieri in Bosnia, ribadiamo la richiesta di fare piena luce sulle cause di questa tragedia per accertare se il probabile guasto sia stato dovuto a carenze nella manutenzione dell’aeromobile coinvolto o ad altre ragioni. La sicurezza dei nostri militari dovrebbe venire prima di tutto, ma purtroppo dai militari stessi riceviamo continue lamentele sulla sproporzione tra le sempre maggiori risorse destinate al riarmo e le scarse risorse destinate invece al supporto tecnico dei mezzi in servizio. A fronte di oltre dieci miliardi investiti ogni anno per l’acquisto nuovi mezzi e armamenti, solo poche centinaia di milioni vengono spesi per la manutenzione dei mezzi in dotazione alle nostre forze armate, tra supporto tecnico dei reparti militari e supporto logistico integrato fornito dalle aziende. Il risultato è che le carenze e le difficoltà manutentive – con mezzi ‘cannibalizzati’ per ricavarne pezzi di ricambio – determinano bassissimi tassi di effettiva disponibilita’ operativa e ovviamente maggiori rischi per la sicurezza. Che senso ha comprare decine e centinaia di nuovi caccia, carri armati e navi se poi non ci sono soldi per far funzionare in sicurezza quelli già disponibili?”, dichiarano i capigruppo del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Difesa di Camera e Senato, Arnaldo Lomuti e Bruno Marton. Bassa propaganda, purtroppo.
La dura reazione della sottosegretaria Isabella Rauti
La reazione del governo è affidata a Isabella Rauti: “Neppure in una giornata di dolore come questa il Movimento 5 Stelle riesce a tacere, mostrando di non rispettare il dolore delle famiglie delle vittime e dell’intera comunità della Difesa”, dice la sottosegretaria alla Difesa. “Utilizzare la tragedia accaduta ieri in Bosnia, in cui hanno perso la vita quattro persone, per alimentare una polemica politica, avanzando ipotesi sulle cause dell’incidente prima ancora che siano stati completati gli accertamenti, è un atto di sciacallaggio che qualifica chi lo fa – afferma Rauti -. Oltre al rispetto manca anche la conoscenza della materia su cui si polemizza. Il M5s continua a confondere il bilancio della Difesa con la spesa per gli armamenti; gli investimenti con le spese di esercizio, ignorando che le risorse destinate alla Difesa servono anche a garantire la formazione, l’addestramento, la manutenzione, l’efficienza dei mezzi, le condizioni di lavoro e la sicurezza del personale”. E, aggiunge, “voglio ricordare che è stato proprio il ministro Crosetto ad insistere sulla necessità di investire maggiormente nella Difesa e nella sicurezza, non semplicemente nell’acquisto di armamenti; denunciando anche come, per troppo tempo, il confronto sulle risorse da destinare alla Difesa sia stato condizionato da pregiudizi ideologici anziché da valutazioni razionali delle reali necessità delle forze armate”.
Tutte le fake news dei grillini sulle armi
“Aumentare il bilancio della Difesa – prosegue la sottosegretaria – significa poter destinare maggiori risorse alla sicurezza collettiva ed a quella del personale in servizio, alla manutenzione e al supporto logistico. Significa mettere le donne e gli uomini in uniforme nelle migliori condizioni possibili per svolgere il proprio dovere, con mezzi efficienti e sicuri. Si può discutere di tutto, anche delle priorità di spesa ma bisogna conoscere ciò di cui si parla e, soprattutto, sapere quando è il momento di fermarsi”. Oggi “quattro famiglie piangono i propri cari. Ci sono feriti, colleghi e intere comunità sconvolte da quanto accaduto. Ci sono accertamenti in corso che meritano serietà, rispetto, tempi e rigore. Trasformare tutto questo in uno strumento di propaganda politica, insinuando responsabilità senza conoscere ancora le cause dell’incidente, non è fare opposizione. È mancare di rispetto a chi ha perso la vita, a chi sta soffrendo e a tutte le donne e gli uomini delle forze armate. La sicurezza dei militari non è uno slogan; è un impegno ed una responsabilità da assumersi ogni giorno. E – conclude – è esattamente ciò per cui il ministro Crosetto si batte da quando ha assunto il suo incarico”.