La classifica del Time
Dal robot contadino all’uovo che vorrebbe far rinascere gli uccelli estinti: ecco 300 invenzioni del 2026 che potrebbero cambiarci la vita
Fantasia, genio, spinta innovativa, tanta ricerca tecnologica e di mercato e lo sguardo puntato dritto verso il futuro: è quello che troverete nella lista delle 300 invenzioni più straordinarie del 2026 pubblicata dal Time.
La rivista statunitense ha selezionato queste nuove creazioni sulla base della loro originalità ed efficacia, ma anche valutando l’impatto che potranno avere all’interno del proprio campo di intervento. I settori convolti sono infatti molti e variegati: benessere e salute, tutela della biodiversità, agricoltura, intelligenza artificiale, elettronica, robotica e molti altri ancora.
Vediamo quali sono le invenzioni che ci hanno più incuriosito.
Il telescopio spaziale Roman che ci aiuterà a scoprire i segreti dell’universo.
La sua missione sarà davvero impossibile, cioè quella di scovare nuove galassie e pianeti nello spazio e magari, perché no, rispondere una volta e per tutte all’antica domanda “oltre a noi, c’è vita nell’universo?”. Il telescopio spaziale Roman della NASA, lanciato lo scorso 30 agosto da Cape Canaveral, è costato 4,3 miliardi di dollari ed è in grado di scrutare lo spazio a oltre 10 miliardi di anni luce di distanza e di catturare immagini di altissima qualità grazie alla sua fotocamera a campo largo da 300 megapixel che non ha eguali fra i suoi predecessori. “E’ il risultato di anni di lavoro e di un’ingegneria straordinaria” ha dichiarato l’amministratore capo della Nasa Jared Isaacman alla vigilia del lancio “il telescopio Roman sta per aprire una finestra completamente nuova sul nostro universo”.
Il robot che massimalizza la produttività agricola.
Si chiama Grande44 e a produrlo è l’Azienda Burro. Il nuovo robot agricolo è in grado di trasportare grandi carichi e di svolgere mansioni strategiche per l’agricoltura come lo sfalcio e l’irrorazione; 100% elettrico, è in grado di lavorare in totale autonomia grazie alle sue quattro telecamere, ad un GPS di precisione ad esso incorporato e, ovviamente, grazie a programmi di intelligenza artificiale.
Può trainare fino a 2700 kg di peso ed ha come obiettivo principale quello di massimizzare la produttività, ottimizzando l’ impiego di manodopera: “Quando un robot si muove trasportando la frutta raccolta dai lavoratori verso punti di raccolta centrali” ha dichiarato l’amministratore delegato Charlie Andersen “ogni persona è il 30% più produttiva”. Meno lavoro massacrante, quindi, più risultati per le aziende agricole.
Una seconda vita commerciale per gli scarti alimentarti? E’ possibile!
AgWastePortale dell’Azienda 2nd Nature ha utilizzato l’intelligenza artificiale per mappare la struttura molecolare di uno scarto alimentare, al fine di individuare peptidi, proteine e sostanze bioattive che potrebbero essere riutilizzate. Attraverso questa piattaforma quindi, i rifiuti umidi di ogni stabilimento alimentare potranno essere utilizzati in tutt’altro processo e come veri e propri nuovi ingredienti, ad esempio come dolcificanti o esaltatori di sapore. Sempre più riciclo, sempre meno rifiuti.
L’uovo che permette di ricreare specie di uccelli estinti.
Un altro passo verso quello che viene chiamato de-estinzione: l’azienda statunitense Colossal Biosciences ha inventato un guscio stampato in 3D con una membrana di silicone trasparente. Questa sorta di uovo artificiale ha come obiettivo quello di essere un vero e proprio incubatore, capace di riportare in vita specie di uccelli estinte.
Per ora sembrerebbe che il prototipo sia stato testato su 26 pulcini, una sorta di collaudo che però non ha prodotto pubblicazioni scientifiche; sembrerebbe inoltre che il prossimo step in programma sia quello di riportare in vita il Moa Gigante dell’Isola del Sud (Dinornis robustus), un uccello neozelandese alto più di tre metri le cui uova sono grandi come un pallone. Riusciranno nell’impresa? Solo il tempo ce lo dirà.