Due profili dissimili
Iacchetti dice no ad Avs, Albanese fa selfie da star alle manifestazioni: due volti dell’attivismo pro-Pal
«Chi ha il pane non ha i denti», recita un vecchio detto che sembra calzare perfettamente alle figure di Francesca Albanese e Enzo Iacchetti. La prima cerca visibilità, mentre il secondo rifiuta persino i ruoli nei partiti
Politica - di Gabriele Caramelli - 31 Ottobre 2026 alle 09:50
C’è chi, dopo una vita in televisione, si riscopre commentatore e si diverte a fare l’opinionista sulla politica italiana e sulla guerra in Medio Oriente rifiutando le offerte di candidatura della sinistra radicale. Poi c’è chi, non pago della propria esperienza all’Onu e degli scivoloni fatti finora, ha moltiplicato le uscite pubbliche, anche perchè ogni occasione è buona per farsi notare. Guarda caso, i due profili corrispondono perfettamente a quelli di Enzo Iacchetti e Francesca Albanese, tornati alla ribalta negli ultimi anni principalmente per il proprio attivismo pro-Pal. Il primo, intervistato ad Un giorno da pecora su Rai Radio1 ha confessato che «tempo fa dalle forze di opposizione mi hanno chiesto di candidarmi ma li ho subito sotterrati, non ne ho nessuna intenzione di farlo, quindi smettano di chiedermelo. Chi è stato l’ultimo a “provarci”? Me lo stava chiedendo qualcuno diciamo tramite Fratoianni. E io gli ho detto di no». Insomma, l’ex conduttore di Striscia La Notizia non è minimamente interessato a impegnarsi sul versante politico istituzionale ma preferisce commentare.
Ma c’è chi invece sta provando a mettersi in mostra, come ha fatto Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, che venerdì ha preso la via di Livorno per sostenere i portuali che hanno fermato gli accessi al Ponte Genova. Il motivo? Non volevano che le armi venissero trasferite nelle barche predisposte negli scali commerciali. «Sono venuta a dare il mio sostegno come faccio sempre», ha spiegato ‘Nostra signora dei pro-Pal’ ai dimostranti, per poi aggiungere che quella manifestazione fosse «un atto di civiltà. I porti rappresentano un punto nevralgico, è attraverso questi luoghi che passano traffici che alimentano quanto sta accadendo in Palestina».
Da Iacchetti ad Albanese: chi rifiuta le offerte della sinistra e chi fa di tutto per emergere
L’attivismo di Francesca Albanese, ora, è decisamente più forte nelle piazze rispetto a quello di Enzo Iacchetti, che parla solo in tv o a qualche evento, non lesinando gaffe come quella sul ministro della Sanità Orazio Schillaci. Nell’ultima occasione livornese, la relatrice Onu si è vestita completamente di nero con una collana rossa, scattando selfie con potrebbe fare una star o un volto noto al pubblico su una passerella. Sarà che, dopo essere comparsa in copertina su Love magazine la settimana scorsa, potrebbe aver dedotto che l’atteggiamento da rockstar paga un po’ di più in termini di visibilità. Chiaramente, durante il sit in dei portuali non ha tralasciato gli attacchi al governo, invitando gli studenti e i cittadini a non fermarsi con le mobilitazioni.
Qualche mese fa Angelo Bonelli aveva persino proposto Albanese come leader del Campo largo e lei, da quel momento, sembra essere alla ricerca di una ampia visibilità, magari per dimostrare di esserne all’altezza. Non vale lo stesso per Iacchetti, che dopo una vita a Mediaset ha deciso di abbracciare “il riposo del guerriero”, dicendo tutto quello che gli va, lanciando accuse in libertà, fondate sulle sue convinzioni e andando “di pancia”, per fare share nelle trasmissioni in cui è ospite. A ciascuno il suo.