Dal"Nobel" a Chigi
“Candidiamo Francesca Albanese”: l’ultima trovata di Fratoianni e Bonelli per le primarie del campo largo
Francesca Albanese, musa dei proPal e addirittura candidata al premio Nobel per la pace dagli antagonisti, rientra nella mischia politica direttamente da Piazza Colonna. Dopo il tentativo, finora andato a male di Alessandro Di Battista di coinvolgerla nel suo movimento, stavolta è Avs che vuole candidarla ma non riuscendo a convincerla la propone direttamente per le primarie di coalizione addirittura come leader dell’opposizione. Con il rischio che batta, pure lei, Elly Schlein.
L’obiettivo di Fratoianni
Quella di Nicola Fratoianni, segretario della Sinistra Italiana, secondo quanto scrive oggi anche Libero Quotidiano, non sarebbe una semplice mossa per una candidatura di bandiera, ma un tentativo di accrescere le percentuali del partito e rivendicare un peso superiore (per lui di sicuro un ministero) in caso di vittoria del campo largo alle politiche dell’anno prossimo. Ne beneficerebbe anche Bonelli: a sua volta pretenderebbe e otterrebbe un dicastero. La candidatura con Avs alle primarie, indipendentemente dal risultato, garantirebbe alla Albanese un posto da parlamentare. Quello da relatrice Onu scade appena un anno dopo. Avs ormai partecipa a manifestazioni coi centri sociali (vedi Askatasuna) e a cortei anti-israeliani: presentare l’Albanese alle elezioni significherebbe pescare ancora di più da quell’elettorato, sottraendo inoltre voti ai 5Stelle. Da cui l’Albanese potrebbe ricevere l’offerta migliore, o peggiore. È da tempo che Conte pensa di mettere in lista la paladina pro-Pal, dopo averla sostenuta nella “corsa” sfumata al premio Nobel.
Gli altri aspiranti candidati: uno diverso dall’altro
Per la questione delle primarie, con il sondaggio fresco di Piepoli che da Conte nettamente in testa e Schlein solo quarta, superata da Silvia Salis e dall’assessore di Roma, Alessandro Onorato, c’è la fila: ma sono tutti antitetici. Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’agenzia delle entrate, che sogna un neo centrismo, lo stesso Onorato, che non sta sulla pelle dopo l’esito del sondaggio. E l’immancabile Riccardo Magi, che sul Medioriente la pensa esattamente all’opposto dell’Albanese e sostiene le ragioni di Israele. Così come Matteo Renzi che appoggia Silvia Salis.
Albanese come Lucano?
Bonelli e Fratoianni vogliono fare dell’Albanese una seconda Mimmo Lucano: un totem. E in un momento storico in cui diversi volti noti televisivi avrebbero come obiettivo la discesa in politica direttamente da Palazzo Chigi, il nome di Albanese non farebbe nemmeno tanto notizia. Ma siccome la relatrice speciale gode di popolarità nella sinistra, a differenza di Elly Schlein, c’è anche il rischio che faccia un risultato migliore della segretaria nazionale del Nazareno. Albanese avrebbe detto no a Di Battista perché sa che difficilmente raggiungerebbe il quorum. Mentre con Avs il seggio sarebbe assicurato. E un seggio parlamentare va sempre bene. Anche in una coalizione in cui, tra Pd, Italia Viva e +Europa, è eufemisticamente ‘mal sopportata’.