Le 'suggestioni' di Dibba
Da Raggi ad Albanese: il “partito” di Di Battista è pronto… per il botteghino più che per le urne
Torna periodicamente la “suggestione” di un partito di Alessandro Di Battista, forse l’ultimo dei grillini originari rimasti, anche più di Beppe Grillo con il quale è entrato in polemica dopo la scelta di sostenere Draghi e il governo ‘arcobaleno’. Dibba, che in questi anni ha trasformato la sua immagine da deputato che gridava “Honestà” a pensatore giramondo, tra reportage e libri, dando l’idea di poter o voler somigliare al giovane Che Guevara e i suoi “diari in motocicletta”.
Fuori dai governi Conte, amicizia russa
Proprio lui, rimasto fuori da due Esecutivi Conte e dal Parlamento (per scelta dell’ex premier o per sua volontà nessuno lo saprà mai visto che entrambi raccontano nei corridoi diversi retroscena), che frequenta la tv e gli studi di La7, che scrive e parla degli “amici russi” mostrando una magnanima indulgenza e comprensione nei confronti di chi ha invaso uno stato sovrano come l’Ucraina nel cuore del Vecchio Continente.
Ideologo della candidatura della Raggi ha fondato una associazione
Alessandro Di Battista, amico di Virginia Raggi e ideologo delle sue candidature a Sindaco di Roma (probabilmente per non farlo lui stesso) e che solo per questo sarebbe assolutamente legittimato ad avere dubbi sulla sua capacità di valutazione politica, oggi è nuovamente protagonista dei alcuni retroscena pubblicati dai giornali. Stavolta a tirarlo in ballo è il quotidiano Il Foglio che racconta delle attese e delle speranza dei tanti ex grillini rimasti senza leader e senza casa dopo che il Movimento cinque stelle si è trasformato in partito alleato del Pd e di Renzi. Ma anche dei tanti rimasti nel movimento di Giuseppe Conte ma che sognano il riscatto stile “capitano, mio capitano”. Certo questa non è una novità rispetto alle voci degli ultimi anni, alimentate anche dalla nascita dell’associazione da lui fondata “Schierarsi” e della quale fanno parte tanti volti noti dei pentastellati, come la Raggi appunto, ma anche tanti nomi meno noti ma organici al vecchio movimento grillino.
La ‘suggestione’ Francesca Albanese
Di nuovo invece ci sono due nomi usciti negli ultimi giorni: il primo è quello del pm antimafia Nino Di Matteo tirato in ballo da un altro quotidiano nei giorni scorsi e dato come possibile ‘frontman’ della nuova compagine. E oggi, ‘dulcis in fundo’, c’è quello di una donna diventata molto famosa negli ultimi mesi, soprattutto per le sue gaffe, le contraddizioni e la capacità di rivestire un ruolo internazionale in maniera talmente di parte che finanche altre nazioni diverse dalla sua hanno messo in discussione, a partire dalla Francia. Parliamo della lanciatissima Francesca Albanese, su cui il quotidiano di Cerasa scrive “Vera beniamina dell’associazione Schierarsi di cui è stata più volte ospite. E d’altronde è proprio su Gaza (ma anche su Putin, a dire il vero) che Di Battista ha speso al massimo le sue energie e svelato le sue “Verità scomode”, come da titolo della sua ultima fatica letteraria”. Sarebbe lei “l’asso nella manica” del ritorno in politica di Di Battista. A dimostrazione che l’esperienza, l’età e l’imitazione del Che a volte non portano miglioramenti: la capacità di valutazione politica o ce l’hai o non ce l’hai.
Il botteghino meglio delle urne
E se questa è davvero la strategia di Di Battista, forse sarebbe meglio provare a buttarsi nel mondo delle serie tv o del cinema, piuttosto che tornare in politica. Soprattutto perché i generi ‘commedia’ ‘fantasy’ ‘horror’ vanno per la maggiore. I botteghini potrebbero essere più favorevoli delle urne…
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