Paga tutta l'Italia
Un miliardo di euro: ecco il conto salatissimo dello sciopero a carico degli italiani. I calcoli della Cgia
Fino a un miliardo di euro di “perdita”: ecco quanto vale in termini economici, secondo una prima stima della Cgia, l’ennesimo sciopero indetto da alcune sigle sindacali autonome che nelle città ha creato non pochi disagi. Il giorno dopo le mobilitazioni e in attesa di conoscere ufficialmente il grado di adesione, è tempo di numeri. Secondo una valutazione approssimativa dell’Ufficio studi dell’Istituto, l’astensione dal lavoro sarebbe costata al sistema Paese fino a 817 milioni di euro. Se aggiungiamo anche i costi indiretti si arriva verosimilmente alla cifra tonda.
Un diritto fondamentale che comporta dei costi diretti e indiretti
La Cgia premette “che lo sciopero è un diritto fondamentale, sancito dall’articolo 40 della Costituzione” tuttavia è indubbio che “comporta dei ‘costi’ diretti e indiretti che si riverberano nell’immediato in chi e sciopera”. E seppur la stessa Cgia riconosce che ogni sciopero ha un costo difficilmente quantificabile, che va oltre la giornata di astensione dal lavoro e ricade su cittadini, imprese, conti pubblici e sugli stessi lavoratori. “Spesso basta l’effetto annuncio per condizionare il comportamento di molti utenti dei servizi pubblici oltre alle meno ore lavorate significano che significano meno produttività e meno gettito sia fiscale che contributivo. Ricordando che in Italia il Servizio Sanitario Nazionale eroga ogni giorno 2,5 milioni di prestazioni, a questi disagi si aggiungono i costi di riprogrammazione e l’allungamento delle liste d’attesa, che pesano soprattutto sui pazienti più fragili, tra gli altri”si legge nella nota diffusa alla stampa.
Una stima provvisoria, una perdita certa
Secondo le prime stime provvisorie l’associazione in Italia, “in base al valore aggiunto giornaliero nel 2026 dovrebbe aggirarsi sui 5,6 miliardi di euro, calcola quanta produttività si perde per ogni lavoratore dipendente che aderisce allo sciopero, in base al grado di adesione. Se ieri il grado è stato del 20%, il costo per il sistema Paese”, secondo l’Ufficio studi della Cgia, “potrebbe aver raggiunto gli 817 milioni di euro a cui si sommano tutta una serie di costi indiretti che potrebbero far salire la perdita complessiva attorno al miliardo di euro. A livello territoriale, invece, le situazioni più critiche si fanno sentire soprattutto nelle aree più industrializzate del Paese. Ipotizzando sempre un grado di adesione allo sciopero del 20 per cento in tutte le regioni, in Lombardia il ‘costo’ arriva a toccare un valore massimo di 193,6 milioni di euro. Seguono il Lazio con 94,3 milioni, il Veneto con 75,3, l’Emilia Romagna con 74,6 e il Piemonte con 60,2”.