Caos spagnolo
Con Sanchez sono crollati gli investimenti sugli alloggi popolari, ma per la sinistra è un modello anche sulla casa: ecco i dati
Con "l'amico Pedro" la Spagna ha raggiunto il picco negativo di costruzione di alloggi sociali, ma per il Pd l'Italia dovrebbe fare come Madrid
«Una casa dignitosa e adeguata. Lo dice la Costituzione spagnola, e andrebbe sancito anche nella nostra: “la casa è un diritto”». Si legge così in un comunicato stampa firmato da Pierfrancesco Majorino, responsabile Diritto alla casa nella segreteria nazionale del Pd, e diffuso nel pomeriggio di ieri, 5 ottobre, lo stesso giorno in cui il premier socialista spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato le elezioni anticipate dopo che gli è mancata la maggioranza proprio su due decreti sulla casa. «La sinistra italiana ha un modello, e si chiama Pedro Sánchez. Peccato che in Spagna sia appena crollato proprio sulla casa», ha commentato la deputata di FdI, Ilenia Lucaselli, ospite oggi di Mattino 5 su Canale 5, ricordando che «Elly Schlein un mese fa prometteva “faremo come Sánchez in Spagna” ma per fortuna venerdì scorso il Congresso spagnolo ha bocciato i suoi decreti sulla casa».
Per la sinistra italiana Sanchez è un modello anche sulla casa
Lucaselli ha quindi analizzato quei decreti punto per punto, facendo emergere gli effetti distorsivi e boomerang che avrebbero avuto sul mercato immobiliare e sulla disponibilità di alloggi. «Prevedevano lo stop agli sfratti fino al 2030, la proroga forzata dei contratti, il rinnovo automatico degli affitti e il divieto per i fondi di comprare case. Questa è la ricetta che Pd, M5S e Avs vorrebbero importare in Italia», ha spiegato la deputata di FdI, vice responsabile del dipartimento economia di via della Scrofa e capogruppo in Commissione Bilancio alla Camera, mettendo poi a paragone le politiche spagnole auspicate dalla sinistra nostrana e le risposte all’emergenza abitativa approntate dal governo Meloni, a partire dal Piano Casa.
I numero spagnoli che inchiodano il premier dimissionario
«I numeri spagnoli parlano da soli, se blocchi gli sfratti, metti un tetto ai canoni e tratti da nemico chi vuole costruire, le case sul mercato diminuiscono e i prezzi salgono. Eppure Avs – ha sottolineato Lucaselli – ha presentato una proposta che i suoi stessi autori definiscono “anche più oltranzista” di quella spagnola: blocco degli sfratti, canone calmierato e persino esproprio temporaneo delle case private sfitte. Sánchez almeno ci è arrivato dopo otto anni di governo. La sinistra italiana vorrebbe partire direttamente dal capolinea».
È stato poi oggi Libero a mettere in evidenza che «il caos casa lo ha creato lui», Sanchez. E benché oggi il socialista capace di mille mosse del cavallo si presenti come colui che quel caos vuole risolverlo – chiedendo un nuovo mandato per andare avanti e facendo approvare in corner i due decreti dal governo – i numeri lo inchiodano. Carlo Nicolato, che firma l’articolo, ha attinto direttamente ai dati del Ministero dell’Edilizia Abitativa spagnola. Il verdetto non lascia scampo a Sanchez: «Negli otto anni di governo, Sanchez ha realizzato 78.735 alloggi sociali, contro i 105.424 del suo predecessore popolare Rajoy, i 498.982 di Zapatero, i 477.410 di Aznar, per non parlare del record di 1.057.506 di alloggi fatti costruire da Felipe Gonzalez. La produzione di edilizia popolare sotto la guida di Sanchez è addirittura inferiore a quella di Leopoldo Calvo-Sotelo, che è rimasto in carica per soli 22 mesi e ha costruito 213.709 appartamenti».
Modello Pedro vs modello Meloni
Questo, insomma, è il modello che la sinistra italiana ancora in queste ore invoca per l’Italia. Poi c’è il modello Meloni. «Il governo Meloni ha scelto un’altra strada. Il Piano Casa è legge e mette in campo oltre 10 miliardi di euro. L’obiettivo è 100mila alloggi in dieci anni, a partire dal recupero di circa 60mila case popolari oggi inutilizzabili per mancanza di manutenzione», ha ricordato Lusaelli, soffermandosi anche sulle politiche abitative dei Comuni amministrati dalla sinistra. «A Milano il Comune ha circa 6mila alloggi vuoti, tra sfitti e in ristrutturazione. Viene da chiedersi cosa abbia fatto in questi anni chi amministra la città», ha detto la deputata di FdI, facendo riferimento a una città in cui Majorino, attualmente consigliere regionale del Pd in Lombardia, è stato amministratore di lunghissimo corso, prima come consigliere d’opposizione e poi, per due consiliature, come assessore alle Politiche sociali. E dove ora scalpita per la candidatura a sindaco.
L’approccio ideologico della sinistra anche nei Comuni
«Ogni volta che si parla di alloggi pubblici lasciati vuoti spuntano gestioni ideologiche. A Bologna il Comune concede gratis a un centro sociale gli spazi di vicolo Bolognetti. Sul presidio di quello stabile ha speso anche 242mila euro di soldi pubblici, mentre in città circa mille case popolari restano inagibili. Le priorità – ha concluso Lucaselli – dovrebbero essere le famiglie che aspettano una casa, non i collettivi».