Scatta l'indagine
“C’è un ordigno a scuola, Allah Akbar”, circa cento scuole evacuate a causa di una mail islamista anonima
Non c'è un vero e proprio ordine di preferenza con cui la missiva è stata inviata agli istituti: le scuole travolte dalla minaccia, infatti, sono di ogni ordine e grado sin dalla materna. La minaccia ha allertato tutti gli istituti, da nord a sud
Cronaca - di Gabriele Caramelli - 20 Ottobre 2026 alle 13:45
Circa cento scuole italiane sono state raggiunte da una mail minatoria a sfondo terrorista islamico nella mattinata di lunedì. A riportarlo è Il Giornale, ipotizzando che si sia trattato di una sorta di newsletter adibita dopo aver elencato gli indirizzi email a cui inviare il messaggio.
«Vi informiamo con la massima urgenza che in questo momento nell’edificio è stato collocato un ordigno esplosivo contenente nitrato d’ammonio. Oggi, con il permesso di Allah, condurremo una serie di attacchi terroristici pianificati sul territorio nazionale. Ciò che proverete oggi è solo l’inizio. Un giorno il vostro governo cederà il potere e verrà instaurata la Sharia. Allah Akbar». Questo è uno dei passaggi della lettera di cui ha dato conto il quotidiano milanese. A causa di questa minaccia, i dirigenti scolastici sono stati costretti a interrompere le lezioni e ad evacuare gli studenti degli istituti coinvolti nella minaccia islamista, in collaborazione con i magistrati di competenza.
“C’è un ordigno a scuola, Allahu Akbar”, la minaccia email ricevuta da circa cento scuole italiane
Non c’è un vero e proprio ordine di preferenza con cui la missiva è stata inviata agli istituti: le scuole travolte dalla minaccia, infatti, sono di ogni ordine e grado sin dalla materna. Sono state aperte sin da subito le investigazioni per comprendere l’identità dell’autore, o degli autori, e per capire quali retroscena nasconda questa email. Magari si tratta di un falso allarme o di un’operazione condotta da chi sta sfruttando il caos degli ultimi giorni per le proteste violente degli antagonisti, senza però un chiaro obiettivo.
Il punto è che le scuole sono istituzioni sensibili, secondo gli inquirenti che stanno indagando sul caso: al momento niente può essere escluso e l’inchiesta servirà per approfondire con precisione la vicenda. Gli istituti che hanno ricevuto la mail islamista vanno da nord a sud, senza alcuna logica specifica. Ciò che preoccupa, però, sono i riferimenti alla Sharia e la parola “Allah Akbar”, spesso usata dagli attentatori musulmani. Alla fine l’allarme bomba si è rivelato infondato, ma la tensione è rimasta alta.
Stefani: «Un comportamento che non può essere tollerato»
Se una minaccia online di questo genere dovesse diventare sistematica e ordinaria, per le scuole sarebbe un vero problema, visto che si assisterebbe ad evacuazioni regolari. Tra l’altro in un periodo storico delicato come questo è impossibile stabilire se gli allarmi bomba siano veri oppure falsi, specialmente se per farlo bisogna decriptare una missiva contenuta all’interno di una mail. «Seminare paura tra studenti, insegnanti e famiglie, interrompere le attività didattiche e mobilitare le forze dell’ordine con segnalazioni prive di fondamento è un comportamento irresponsabile che non può essere tollerato. Auspico che gli autori e i promotori di queste azioni vengano individuati al più presto e puniti con il massimo rigore previsto dalla legge», ha affermato Alberto Stefani, il governatore leghista del Veneto, che è stata una delle regioni più colpite dall’allarme.