Il sospetto di un'unica regia
Catene e passamontagna: gli incappucciati fanno irruzione nelle scuole di Roma. Un preside finisce in ospedale. Ma Avs li difende
Dagli istituti romani arrivano segnali preoccupanti sulla natura delle mobilitazioni in atto. La testimonianza del dirigente aggredito: "Non abbiamo mai registrato un'occupazione del genere. I nostri studenti hanno occupato sempre a volto scoperto"
Gli incappucciati hanno fatto la loro comparsa anche nelle scuole. La stagione delle occupazioni è partita in anticipo rispetto agli scorsi anni e i segnali che arrivano indicano che potrebbe esserci di più del “solo” tentativo di agganciarsi alle proteste in atto: il sospetto è che vi sia la volontà di soggetti esterni al mondo scolastico di trascinare gli studenti nel clima di scontro totale che travalica le ordinarie dinamiche di contestazione e rivendicazione. Da Roma i segnali più preoccupanti: il preside dell’artistico Giulio Carlo Argan aggredito fisicamente e l’irruzione di un gruppo di giovani interamente vestiti di nero e armati di catene al liceo Giordano Bruno. In entrambi i casi è stato necessario l’intervento della polizia, allertata dai dirigenti scolastici, con diversi identificati al Giordano Bruno, molti dei quali esterni all’istituti.
Il sospetto di un’unica regia dietro le occupazioni
“L’elemento dell’estraneità dei protagonisti, seppur sostenuti ovviamente da alcuni iscritti, lascia ipotizzare che ci sia un’unica regia dietro in vista della manifestazione di venerdì (lo sciopero generale convocato dall’Usb, ndr)”, si legge sul Messaggero che dedica ampio spazio a ciò che sta accadendo nelle scuole romane tanto nelle pagine locali quanto in quelle nazionali.
Le stesse parole d’ordine delle piazze violente
“Inizia ufficialmente il conto alla rovescia verso lo sciopero generale di questo venerdì e si moltiplicano i focolai di lotta e di conflitto nella città”, si legge in un comunicato del collettivo Osa Roma. “Gli studenti – prosegue il testo – non accettano il carovita, la guerra e le politiche antipopolari, guerrafondaie e razziste del governo Meloni. In tutte le scuole una generazione a testa alta sta continuando a lottare per un presente dignitoso e un futuro giusto in cui non vengano spesi miliardi per la guerra mentre le scuole crollano”. Le stesse parole d’ordine insomma con cui sono state convocate le proteste dei giorni scorsi e sulle quali si è fatto più pesante il sospetto di una volontà eversiva, dopo l’arresto di Youssef Siher come presunta mente del Movimento 17 ottobre.
Passamontagna e catene per fare irruzione al Giordano Bruno
Dà molto da pensare la dinamica delle occupazioni al Giordano Bruno e all’Argan, che si aggiungono a una lunga lista di scuole occupate nella Capitale e in altre città. Nel primo istituto, dopo un tentativo di occupazione fallito all’orario di entrata, con la preside che è riuscita a far entrare gli studenti che volevano seguire le lezioni, all’uscita si sono presentati una ventina di quelli che un tempo si sarebbero chiamati “black bloc”: giovani interamente vestiti di nero, con i passamontagna a coprire i volti e con catene in mano, che hanno fatto irruzione riuscendo infine a entrare.
La testimonianza della studentessa: “Persone che non avevo mai visto”
“Non si riconoscevano, fra loro c’erano dei nostri compagni ma anche persone che non avevamo mai visto. Sei di loro poi sono riusciti a fuggire dal cancello del cortile”, ha raccontato una studentessa al Messaggero. È stato di fronte a questa irruzione che la preside ha chiamato la polizia e la Digos ha fatto scattare le identificazioni che hanno rivelato la presenza di numerosi esterni. I sette ragazzi, dopo essere stati accompagnati in commissariato, sono stati riaffidati ai genitori.
Per Avs sono “ragazzi che vanno ascoltati”
“Questi ragazzi e queste ragazze non sono criminali: le loro ragioni vanno ascoltate”, ha detto la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti, spiegando che nel partito sono “allarmati” per le identificazioni. Sull’irruzione a scuola di un gruppo di venti persone, molte esterne, con catene e passamontagna, invece, non si registra allarme da parte di Avs. Stesso atteggiamento da parte della Cgil.
Il preside dell’Argan: “Aggredito da due persone con passamontagna”
È andata anche peggio all’Argan, dove il preside Nicola Armignacca ha denunciato di essere stato fisicamente aggredito dagli incappucciati. “Ieri mattina mi sono recato a scuola e mi hanno detto che c’era un tentativo di occupazione di ragazzi o ragazze, non saprei nemmeno perché erano tutti vestiti di nero, erano incappucciati e avevano il passamontagna. Si erano asserragliati all’interno del cortile e, al mio arrivo, si sono dileguati”, ha raccontato il dirigente al quotidiano romano, aggiungendo che “allora, ho aperto uno dei cancelli per fare entrare i ragazzi minori che erano su strada. E in quel momento mi hanno aggredito due persone con passamontagna e vestite di nero. Non so neanche chi fossero, se erano nostri studenti o meno, avevano il volto travisato. Per difendermi, ho spinto uno dei due e si sono allontanati”.
Il preside ha riferito anche di un’aggressione a un collaboratore scolastico e del fatto che agli occupanti “ho spiegato che c’era ancora del personale chiuso dentro, che ormai avevano occupato ma dovevano farli uscire altrimenti si sarebbe trattato di sequestri di persona. Siccome negavano questa uscita, ho cercato di aprire la porta e, in quel frangente mi hanno dato una serie di pugni sulle braccia, mi hanno strattonato strappandomi anche il vestito. Ripeto: erano incappucciati e quindi non posso sapere chi fossero. Durante l’aggressione erano presenti diversi docenti e diversi assistenti tecnici e lo hanno testimoniato”.
La differenza rispetto alle normali occupazioni
Dopo l’aggressione il preside, che nel frattempo aveva chiamato la polizia, ha avuto un malore e il 118 lo ha portato al policlinico Casilino: “Mi hanno riscontrato delle ecchimosi e delle escoriazioni sulle braccia e mi hanno dato tre giorni. Ma domani, naturalmente, sarò a scuola. Quello che dispiace è che noi non abbiamo mai registrato un’occupazione del genere. Nel senso che quando i nostri studenti hanno occupato sono venuti a volto scoperto. Non c’è mai stato questo essere vestiti tutti di nero, con il volto travisato coperto col passamontagna”.