Il caso di Bologna
Fakir aveva problemi cardiaci: dai messaggi nel cellulare emerge la verità sul marocchino morto durante un fermo di polizia
Dalle verifiche sono emerse le corrispondenze che il 42enne marocchino teneva con i suoi parenti, incentrate sui problemi cardiaci riscontrati il 31 gennaio 2025. C'era anche una foto inviata alla moglie mentre si trovava sul letto d'ospedale
Dal controllo della procura bolognese sul primo cellulare di Abderrahim Fakir, affidato all’ingegnere Giuseppe Ferraro, sono emersi i messaggi che l’uomo aveva mandato alla moglie e ai familiari a proposito del suo stato di salute. Dal suo telefono sono stati estrapolati oltre mille file da analizzare, ricerche web, messaggi e chiamate, con un elenco di contatti cercati per stabilire le condizioni di Abderrahim morto il pomeriggio del 19 luglio, a Bologna, durante un fermo di Polizia.
Il 43enne marocchino faceva riferimento coi familiari a “problemi cardiaci” che proprio a Capodanno lo avevano costretto ad andare al Pronto soccorso del Maggiore. Per questo motivo, i dottori avevano deciso per l’occasione di trattenerlo in ospedale per alcuni giorni. Da lì, per tutto gennaio e febbraio, si sono intervallati messaggi con parenti e amici, preoccupati per le condizioni di salute di Abderrahim.
Caso Fakir, cosa c’è nel primo cellulare ritrovato: i messaggi sui problemi cardiaci e la foto
I messaggi analizzati partono dal ricovero del 31 dicembre 2025 e fino al 19 marzo 2026: data in cui Fakir ha cambiato telefono. Dalla corrispondenza emersa sul cellulare emergono anche le terapie che gli sono state consigliate dai medici. Fakir parla di analisi più o meno approfondite da compiere e di tutta una serie di sintomi e malesseri diffusi e connessi al cuore, con cui ha fatto i conti all’inizio del 2026.
Un quadro sanitario che, stando a quanto emerso dalla consulenza, avrebbe allertato gli affetti di Fakir, che spesso nei primi mesi dell’anno scrivevano e chiamavano il 42enne per incoraggiarlo ad osservare le terapie e sottoporsi ai controlli predisposti dai dottori che lo avevano visitato. Nel telefono di Fakir c’era anche una sua foto mentre era steso in un letto dell’ospedale Maggiore, che aveva inviato alla moglie in Marocco il 31 dicembre del 2025. Nonostante le verifiche effettuate, servirà comunque il riscontro del secondo cellulare ritrovato da poco, per completare il quadro con i messaggi più recenti.
Le parole degli avvocati
Dopo le verifiche è arrivata la replica dell’avvocato della famiglia Fakir, Fabio Anselmo, che ha sottolineato come la condizione di salute di Abderrahim fosse «già nota da tempo». «Che rilevanza giuridica può mai avere che fosse malato di cuore se è morto per una grave insufficienza respiratoria? – ha sostenuto il legale – Fakir è morto per ipossia da grave crisi respiratoria acuta da costretta posizione prona.Questa è la causa di morte, stabilita dai consulenti della Procura. Non è morto per i problemi cardiaci».
Per l’avvocato Gabriele Bordoni, che difende i due poliziotti indagati per omicidio colposo, «stanno emergendo una serie di situazioni che non possono essere ignorate. Che Fakir non avesse una buona salute ora emerge più plasticamente da quanto è stato ricavato dal suo telefonino. L’analisi dà conto di una situazione di cui lo stesso parlava da settimane».