Misteri dal passato
Biblioteca perduta di Ercolano, raggi X e AI decifrano l’illeggibile: così scopriamo i papiri senza aprirli dopo 2.000 anni
I segreti al setaccio della tecnologia per leggere quanto rimasto segreto per secoli. Algoritmi e filologia svelano i testi carbonizzati dal Vesuvio senza rischiare di distruggerli: è la svolta della filologia virtuale
I segreti della biblioteca perduta di Ercolano a un passo dalla loro rivelazione: per decriptarne enigmi e mistero arrivano raggi X e AI in grado di leggere ciò che non può essere aperto e che è rimasto “illeggibile” per quasi duemila anni. Ma procediamo con ordine, partendo da quanto in nostro possesso e che Adnkronos analizza nel dettaglio consultano esperti addetti ai lavori. Grazie alla Vesuvius Challenge, algoritmi e filologia svelano i testi carbonizzati dal Vesuvio senza rischiare di distruggerli: è la svolta della filologia virtuale.
I segreti della biblioteca perduta di Ercolano: raggi X e AI per leggere quanto illeggibile per secoli
Per quasi duemila anni sono rimasti chiusi nel paradosso che li ha salvati. L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. carbonizzò i rotoli della Villa dei Papiri di Ercolano, rendendoli così fragili che tentare di aprirli significa rischiare di distruggerli. Ma la stessa catastrofe che li aveva resi inaccessibili, ne ha permesso la conservazione. Oggi raggi X, ricostruzione tridimensionale, machine learning e lavoro filologico stanno cominciando a far emergere parole rimaste invisibili per secoli.
Pertanto, grazie alla convergenza tra tomografia a raggi X ad altissima risoluzione, modelli di machine learning e filologia classica, quei testi rimasti inaccessibili stanno finalmente tornando alla luce.
La tecnica per leggere i papiri carbonizzati senza aprirli fisicamente
Al centro di questa nuova fase c’è la Vesuvius Challenge, l’iniziativa internazionale nata nel 2023 per accelerare lo sviluppo di tecniche capaci di leggere i papiri carbonizzati senza aprirli fisicamente. Informatici, matematici, specialisti di imaging e papirologi lavorano sullo stesso problema: ricostruire digitalmente la struttura interna di un rotolo. Separarne virtualmente gli strati. E individuare sulla superficie ricostruita le tracce dell’inchiostro. Oggi Federica Nicolardi, professoressa associata all’Università Federico II di Napoli, guida il team di papirologia della Challenge.
Al centro di questa rivoluzione tecnologica e culturale c’è la Vesuvius Challenge, l’iniziativa internazionale lanciata nel 2023 per accelerare la lettura digitale dei reperti senza sfiorarli. La svolta concreta è giunta nel giugno 2026 con il papiro PHerc. 1667 (noto come Scroll 4), srotolato e letto virtualmente lungo tutta la sua estensione conservata. Come spiega la professoressa Nicolardi, allora, «con il PHerc. 1667 abbiamo dimostrato la possibilità di svolgere e leggere per intero, con metodi assolutamente non invasivi, un papiro ercolanese esattamente come si conserva oggi».
Ricercatori alle prese col dilemma tra conservazione e conoscenza
I ricercatori ci tengono tuttavia a fare chiarezza sul ruolo effettivo della tecnologia. Non viene impiegata intelligenza artificiale generativa: «È la prima tutela per la verosimiglianza dei risultati. L’AI non inventa nulla», precisa Nicolardi. Inoltre, gli algoritmi di ink detection si limitano a distinguere le differenti proprietà fisiche della superficie per individuare le tracce d’inchiostro (entrambi a base carboniosa), evidenziando forme e contrasti deboli. Allora, come ribadisce il professor Gianluca Del Mastro, la macchina non “legge” le lettere alfabetiche. Individua segnali visivi che spetta poi unicamente all’occhio esperto del papirologo interpretare e decifrare. La tecnologia, quindi, non sostituisce lo studioso. Ma gli consente di vedere ciò che prima era invisibile.
Questo approccio virtuale realizza dunque un sogno lungo secoli. Dalle prime avventurose aperture meccaniche ideate nel Settecento da padre Antonio Piaggio durante gli scavi borbonici, la disciplina ha sempre aspirato a leggere i reperti senza danneggiarli. Oggi si lavora quindi sulle grandi sfide aperte: velocizzare la complessa fase di “segmentazione” 3D dei fogli schiacciati e contorti. Affinare i modelli. E testare metodologie preliminari – come l’uso della fluorescenza a raggi X (XRF) per individuare tracce di metalli (es. piombo) negli inchiostri – capaci di orientare le scansioni più sofisticate.
Una ricerca unica per approccio e esiti
L’entusiasmo della comunità scientifica risiede nell’inestimabile valore del contenuto. A differenza della letteratura classica tramandata dai copisti medievali, i papiri di Ercolano offrono testi diretti dall’antichità, assolutamente unici e mai trasmessi da altre fonti. L’analisi di PHerc. 1667 sta arricchendo la nostra visione della biblioteca: affianco all’asse portante della filosofia epicurea (con le opere di Filodemo di Gadara), emergono testimonianze riconducibili alla scuola stoica (forse del filosofo Crisippo), a riprova che il centro culturale ospitava anche testi di avversari concettuali per alimentare il dibattito filosofico.