Cortei di odio
“Bevi Peroni, odia Meloni”, “Valditara, vogliamo la tua testa”. Bruciata in piazza la foto della premier. Una decina di poliziotti feriti
“Bevi Peroni, odia Meloni”. “Valditara vogliamo la tua testa”. Come previsto il rituale è rispettato. I cortei che hanno preso d’assalto le principali città hanno tutti lo stesso segno. Che siano studenti arrabbiati mescolati agli attivisti dei centri sociali e agli antagonisti o sindacalisti duri e puri, dietro il carovita e il no al riarmo c’è la crociata senza se e senza ma al governo nemico.
Italia bloccata dai cortei: bruciata la foto di Meloni
Non un dissenso “democratico” che va compreso – come le sinistre raccontano ogni sera dal piccolo schermo – ma rabbia allo stato puro. A Napoli, prima della partenza del corteo, è stata bruciata una grande foto che ritraeva la premier Giorgia Meloni e la ministra dell’Università Anna Maria Bernini con il personaggio del Monopoli. “In questo momento stiamo bruciando i volti di chi ci ha rubato il futuro” urla un attivista dei collettivi rossi. La foto è sorretta da due ragazze con il volto coperto da una kefiah. “Abbiamo bloccato il paese, le città, i porti”. Stessa scena in piazza Castello a Torino: un manifestante, rigorosamente incappucciato. è salito sul monumento al Duca d’Aosta e ha dato fuoco all’immagine della premier. Scena analoga a Napoli.
A Milano solidarietà a Siher: “Lo Stato ci piscia addosso…”
Anche il linguaggio non è particolarmente edificante. A Milano dove i due cortei si sono riuniti in piazza San Babila. Tra i cartelli spuntano quelli di solidarietà a Youssef Siher. Un giovane ne mostra uno che rivendica la frase in chat contestata dalla Procura nel capo d’imputazione: “Lo Stato ci piscia addosso e i media ci fanno credere che piove”. Tra i cartelli, “Il vero disordine è l’ingiustizia”, ma anche “Bevi Peroni, odia Meloni”. Tante le bandiere della Palestina. Tra i presenti non poteva mancare la compagna Ilaria Salis: “Siamo qui nonostante il terrorismo mediatico, che non ha funzionato”.
Intanto inizia la conta dei poliziotti feriti durante i cortei. Il primo bilancio delle manifestazioni tra Mestre e Vicenza certifica 10 agenti feriti. “Un numero purtroppo provvisorio che misura la gravità degli attacchi subiti da chi è in piazza per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza di tutti”. Così Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp.
Scontri a Torino in piazza Castello
Scontri a Torino in piazza Castello, dove il corteo è avanzato fin contro lo schieramento delle forze dell’ordine. Contro i reparti schierati sono state lanciate uova, gavettoni di vernice e alcune bottiglie di plastica e vetro. Le forze dell’ordine hanno risposto con cariche di alleggerimento e con l’utilizzo dell’idrante. Al corteo studenti dei collettivi universitari e delle scuole superiori, insieme agli autonomi del centro sociale Askatasuna, sgomberato lo scorso 18 dicembre. In testa al corteo gli striscioni “Ogni polo sarà una barricata”.
A Bologna sfondato il cordone delle forze dell’ordine
A Bologna il corteo dello sciopero generale riesce ad attraversare lo sbarramento della polizia dopo un confronto ravvicinato tra manifestanti e forze dell’ordine. La situazione si fa tesa fino a quando la pressione delle decine di migliaia di persone in piazza apre un passaggio tra gli agenti. Superato il cordone di sicurezza, la manifestazione riprende il proprio percorso in direzione della tangenziale. Ad accompagnare l’avanzata le note di Bella ciao.
Alla Tangenziale est di Milano: “Siamo tutti maranza”
Milano si sono uniti i due cortei dello sciopero generale: quello promosso dagli studenti, partito da piazza Leonardo da Vinci, con circa 5mila partecipanti, e quello di Usb, che ha preso il via da piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale. I due gruppi poi si sono diretti verso la periferia est della città. Obiettivo, ampiamente annunciato, raggiungere la tangenziale. Una batteria di petardi è stata esplosa sulla tangenziale Est di Milano affisso anche un enorme striscione con scritto “Gen Maranza”, mentre dal megafono una voce urla “Siamo tutti maranza, se vi piace chiamarci così”. A Napoli al centro della piazza, sulla statua che raffigura Garibaldi, è stato srotolato e affisso un grosso striscione che recita “con le buone non cambi le cose”.
A Roma cori contro Salvini e minacce a Valditara
Il corteo di Roma contro il carovita si è fermato di fronte al ministero dei Trasporti. I manifestanti lanciano cori contro il ministro Salvini e lo sfidano ad affacciarsi. In piazza gli immancabili attivisti pro Palestina, antagonisti e affiliati alle organizzazioni comuniste studentesche Osa e Cambiare Rotta. Dalla piazza, presidiata dalle forze dell’ordine, cori contro la premier e minacce al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: “Qui sotto c’è una festa, ci manca la palla, vogliamo la tua testa”. In una nota Gianni Alemanno denuncia di essere stato aggredito da attivisti di sinistra mentre era in macchina a Roma imbottigliato nel traffico. “Sono stato riconosciuto da un folto gruppo di 3-400 manifestanti, studenti inquadrati da attivisti più adulti, che andavano verso il corteo. Dopo insulti lanciati dal gruppo, una decina degli attivisti più adulti, armati di caschi da moto, hanno circondato la macchina minacciando me e Arlechino, lanciando sputi e colpendo ripetutamente l’autovettura con colpi di casco e calci”.