Contro i nostri valori
Bambine di 11 anni costrette al matrimonio: la vergogna delle nozze precoci scuote la Germania e l’Europa
A far riemergere il tema è stata un'interrogazione dell'AfD nel Baden-Wurttemberg: solo in questo Land si sono contati 358 casi di unioni che coinvolgono minorenni, appena 8 sono stati annullati sebbene la legge li vieti espressamente
Il fenomeno dei matrimoni precoci torna alla ribalta in Germania a seguito di un’interrogazione di Afd nel Baden-Wurttemberg, che ha fatto emergere centinaia di casi che coinvolgono minorenni. Si tratta in grandissima parte di ragazzine e bambine anche di 11 anni, date in spose a ragazzi più grandi o uomini adulti. Dal 2012, i casi registrati solo in questo Land sono stati 358, e si parla dei casi emersi. Solo lo 0,3% riguarda cittadini tedeschi, gli altri riguardano cittadini provenienti da Paesi islamici. Questo tipo di matrimoni, come emerso da analisi precedenti, sono celebrati per lo più nei Paesi d’origine ma, benché in Germania siano espressamente vietati dal 2017, nel Land ne sono stati annullati solo otto.
I matrimoni precoci in Germania: 358 nel solo Baden-Wurttemberg
In un momento in cui il tema della penetrazione nelle nostre società di costumi islamici in netto contrasto con i nostri valori è al centro delle agende nazionali ed europee, il caso del Baden-Wurttemberg ha travalicato i confini tedeschi ed è stato ripreso con un certo rilievo anche dal Daily Mail. Tra gli episodi segnalati di matrimoni precoci riportati dal giornale britannico, figurano casi particolarmente gravi. Nel 2020, una bambina irachena di 11 anni risultava sposata con un ragazzo suo connazionale di 17 anni. Due anni prima, nel 2018, una ragazza afghana di 14 anni aveva sposato un afghano di 30 anni. Non è stato precisato quando siano stati annullati questi due matrimoni.
“Il 40% celebrato tra cittadini siriani”. Iraq e Pakistan tra le altre provenienze
Solamente dal 2015 sono stati registrati altri 350 casi. Tra le persone coinvolte figurano cittadini provenienti da Paesi come Siria, Iraq e Pakistan. La maggioranza dei minori interessati è costituita da ragazze. Gli esponenti dell’AfD che hanno presentato l’interrogazione hanno rilanciato la questione anche sui social. Nikolaos Boutakoglou ha scritto su X che “quasi il 40% dei matrimoni precoci è stato celebrato tra cittadini siriani”, mentre quelli tra due cittadini tedeschi rappresenterebbero appena lo 0,3%. Sulla stessa linea Emely Knoll, un’altra esponente del partito, che in un post su Facebook ha affermato che “i matrimoni precoci sono incompatibili con i nostri valori. I bambini hanno diritto alla sicurezza, all’istruzione e a un futuro autodeterminato. Per questo abbiamo bisogno di una protezione efficace, di interventi tempestivi e di un’azione decisa contro i matrimoni forzati”.
Solo 8 annullamenti, nessuno in corso al momento
Sul fronte istituzionale, il governo del Baden-Wurttemberg ha precisato che, al momento, non sono in corso procedimenti legali per ottenere l’annullamento dei matrimoni in questione.
Il fenomeno a livello globale: i dati dell’Unicef
Secondo le Nazioni Unite, quasi una donna su cinque nel mondo si è sposata prima di compiere 18 anni. La quota raggiunge il 32% nell’Africa occidentale e centrale, mentre circa una donna su 25 si è sposata prima dei 15 anni. L’Unicef definisce il matrimonio precoce “una violazione fondamentale dei diritti umani”.
Lo stesso puzzle dei veli integrali e dei tribunali sciaraitici
L’emersione di centinaia di casi di questo tipo nel cuore dell’Europa rappresenta un ulteriore tassello, particolarmente allarmante, di come alcuni usi islamici inaccettabili per il nostro sistema di valori e in contrasto con le nostre leggi si insinuino nelle nostre società: dal velo che copre interamente il viso a scuola ai tribunali sciaraitici, che hanno fatto la loro comparsa anche in Italia, fino ai casi di figlie segretate perché troppo occidentali, di cui restano impresse nella memoria collettiva italiana le drammatiche vicende di Hina Saleem e Saman Abbas, quest’ultima uccisa proprio perché voleva sottrarsi a un matrimonio combinato in Pakistan.
La risoluzione al Parlamento europeo che la sinistra italiana non ha votato
La settimana scorsa il Parlamento europeo ha votato una risoluzione che impegna la Commissione ad aumentare la vigilanza e le azioni di contrasto alla penetrazione dell’Islam politico in Europa, che di fatto punta anche non solo a sdoganare ma anche a normalizzare pratiche di questo tipo. La risoluzione è passata con i voti della cosiddetta “maggioranza Giorgia”, che trova il proprio fulcro nel Ppe e in Ecr, e ha visto il voto contrario della sinistra, delegazioni italiane di Pd, Avs e M5S compresi. Un voto che non ha detto solo no alla tutela del nostro modello sociale, ma anche, in ultima istanza, a quella di bambine di 11 anni costrette a sposare uomini di 30.