Faro sui Fratelli musulmani
Difendere l’Ue dalle infiltrazioni islamiste: il sì dell’Europarlamento con la “maggioranza Giorgia”. Pd, Avs e M5S votano contro
Nella risoluzione contro "l'entrismo" dell'Islam politico anche la richiesta di inserire i Fratelli musulmani tra le organizzazioni terroristiche e l'appoggio alle misure nazionali contro burqa e niqab, come quella adottata dall'Italia per le scuole
Proteggere l’Europa dalle infiltrazioni dell’islam politico radicale nelle proprie istituzioni, associazioni, scuole o organismi pubblici e privati. È quanto chiede una risoluzione approvata dal Parlamento europeo, che inoltre appoggia le misure nazionali contro burqa e niqab sul modello di quella approvata dall’Italia per la scuola e invita il Consiglio a valutare se inserire nell’elenco Ue delle organizzazioni terroristiche entità o persone collegate ai Fratelli musulmani. La risoluzione è passata con amplissimo margine con i voti di una maggioranza che va dai molti liberali di Renew ai patrioti del PfE e ai sovranisti di Esn e che trova il proprio perno nel Ppe e in Ecr: i voti a favore sono stati 381, contro 167 voti contrari e 15 astenuti. A votare contro sono stati quasi tutti gli esponenti socialisti (S&D), verdi (Greens/Efa) e della sinistra (The Left), italiani del Pd, dei Verdi, del M5 e Ilaria Salis di Avs compresi.
Il Parlamento europeo contro “l’entrismo islamista”
Il testo approvato dalla plenaria di Strasburgo chiede di rafforzare la vigilanza sull'”entrismo islamista”, indicato come una strategia volta a indebolire i valori europei, le istituzioni democratiche, l’ordine pubblico e la coesione sociale. Lo fa sollecitando una metodologia europea per individuare l’entrismo, basata su indicatori come la confusione tra religione e politica, il doppio linguaggio istituzionale, i finanziamenti opachi, le partnership ricorrenti, i legami con reti identificate e la ricostituzione di organizzazioni sotto nuove forme.
L’alert sull’uso strumentale delle politiche antidiscriminazione
La risoluzione ricorda, inoltre, che proteggere i cittadini musulmani dalle discriminazioni è un obbligo democratico, ma avverte di non trattare le reti islamiste organizzate come interlocutori rappresentativi. Le politiche antidiscriminazione, viene sottolineato, non devono servire a proteggere l’Islam dalle critiche: va invece sostenuta la società civile che difende i valori democratici.
L’appoggio alle politiche nazionali contro burqa e niqab
Si inserisce in questa cornice anche l’approvazione di un emendamento presentato dagli eurodeputati di FdI che sancisce l’appoggio alle misure nazionali che vietano il velo integrale (niqab o burqa) in pubblico, giudicate necessarie per sicurezza e tutela dei diritti delle donne. L’Eurocamera, inoltre, ha detto sì anche agli elenchi nazionali dei predicatori d’odio, una misura quest’ultima che gli eurodeputati chiedono anche a livello europeo, con controlli più stretti su visti e soggiorno. Auspicato anche un uso più ampio degli strumenti Schengen e delle banche dati Ue, con il supporto di Europol ed Eurojust nei limiti dei rispettivi mandati.
Il focus su finanziamenti e Fratelli musulmani
L’Europa, si legge ancora nella risoluzione, deve porre poi particolare attenzione all’erogazione dei fondi: non deve più finanziare, consultare o legittimare reti che usano il suo linguaggio, le sue procedure e i suoi fondi per indebolirne i valori dall’interno. Per questo si chiedono controlli stringenti sui finanziamenti di Bruxelles, ma anche sui finanziamenti esteri. Alla Commissione viene poi richiesto in particolare un quadro dei finanziamenti Ue assegnati a soggetti sospettati di legami con i Fratelli musulmani o con l’islam politico e un rafforzamento dei controlli prima delle collaborazioni anche con realtà che, pur non essendo strutture formali della Fratellanza, possano risultare ad essa afferenti o a rischio, come il Forum delle organizzazioni giovanili e studentesche musulmane europee (Femyso).
Fidanza: “Tutti vedono il pericolo tranne la sinistra”
“Il pericolo per l’Europa rappresentato dall’entrismo islamista e dalla rete dei Fratelli musulmani è sotto gli occhi di tutti. Tranne che della sinistra europea – Pd, M5S e Avs compresi – che, con un incredibile voto finale contrario, si schiera di fatto con l’Islam politico radicale che sta prendendo piede in tutta Europa”, ha commentato il capodelegazione di FdI-Ecr al Parlamento europeo Carlo Fidanza.
“La richiesta di inserire i Fratelli musulmani e le realtà ad essi collegate nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche è un passo avanti importante verso strumenti più efficaci di contrasto di questa organizzazione”, ha proseguito Fidanza, rivendicando come “un fatto significativo” l’approvazione dell’emendamento su burqa e niqab firmato da lui e dagli eurodeputati di FdI Nicola Procaccini, Alessandro Ciriani, Elena Donazzan e Stefano Cavedagna.
Il ruolo della “maggioranza Giorgia” per un’Europa del buon senso
“Ancora una volta si è dimostrato che la maggioranza Giorgia, con tutti i gruppi di centrodestra uniti su battaglie di buon senso, è l’unica possibilità di riportare l’Europa sul sentiero del pragmatismo, della sicurezza e dello sviluppo. E mentre la sinistra ammicca al radicalismo islamico, noi continuiamo a batterci per contrastare queste reti, fare piena luce sui finanziamenti e impedire ogni forma di ulteriore penetrazione nella società e di infiltrazione nelle istituzioni. Una risposta necessaria per difendere i nostri valori e la sicurezza dell’Europa”.