Radio Rai
Anni di piombo, Msi, Almirante: «In Italia era vietato parlarne». Il racconto di Cristina Gimignani su Gr Parlamento
La radio compie oltre un secolo, ma continua a reinventarsi. Tra podcast, archivi sonori e nuove forme di narrazione, resta uno strumento prezioso per raccontare la storia e recuperare la memoria collettiva. È la sfida di Cristina Gimignani, autrice e conduttrice su Rai GR Parlamento di Politica d’annata, in onda il martedì alle 20.30, e Amarcord Politik, striscia quotidiana di dieci minuti alle 18.
Due programmi che intrecciano politica, cronaca, costume e musica d’epoca, facendo dialogare i protagonisti del passato con quelli del presente. Dalle tribune politiche di Giorgio Almirante ai funerali di Enrico Berlinguer, dai congressi del Pci alle dinamiche tra Fanfani e Andreotti, la storia della Repubblica rivive attraverso documenti, repertori e atmosfere d’altri tempi.
Dai misteri italiani alla storia del Msi
Spazio anche ai grandi enigmi della cronaca, dalla scomparsa di Emanuela Orlandi alla morte di David Rossi, fino agli interrogativi sul caso di Mirella Gregori.
«Passo ore a studiare e confrontare atti e vecchie indagini», racconta Gimignani. «Cosa lega la vicenda di Walter Chiari al Mostro di Firenze? Cosa nasconde Siena tra i suoi vicoli? E siamo sicuri che dietro alcune scomparse avvenute a Roma negli anni Ottanta non esistessero collegamenti mai chiariti?».
Domande e ipotesi, non verità accertate, che diventano spunti per approfondire vicende ancora controverse.
Ma il cuore della riflessione è soprattutto politico.
«Non esiste una narrazione condivisa della nostra storia recente. Soprattutto sulla destra italiana ha pesato per decenni quello che considero un vero cover-up. La storia del Msi è poco conosciuta, segnata da una sorta di damnatio memoriae che ha attraversato anche gli anni di piombo».
«Chiedete a un quindicenne chi fosse Fanfani»
Per Gimignani, però, il problema oggi riguarda l’intera storia politica nazionale.
«Sfido chiunque a chiedere a un ragazzo di quindici anni chi fosse Fanfani. Probabilmente non lo sa. E questo perché stiamo perdendo la memoria collettiva di un Paese disgraziatissimo e meraviglioso. Oggi c’è Wikipedia, ma non basta a sostituire lo studio e la conoscenza della storia».
Da qui l’appello alla politica e alle istituzioni per investire maggiormente nell’informazione culturale.
«Raccontare la storia richiede studio, ricerca e confronto delle fonti. I programmi come i miei costano lavoro e risorse. Occorre incrementare il budget della radio e rafforzarne l’offerta culturale. Vorrei sensibilizzare la politica – conclude Gimignani – affinché la radio italiana torni a essere la regina dell’etere».