Svolta ai vertici dell’esercito ucraino, nella fase di massima pressione della Russia. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha nominato il generale Anatolyevich Svyatoslav Zaits nuovo comandante delle forze terrestri. Zaits prende il posto del generale Gennady Shapovalov, rimosso con un decreto da Zelensky dall’incarico che aveva assunto nel giugno del 2025.
Come ricostruisce la Ukrainska Pravda, Zaits -pur ancora giovane, 38 anni – è un veterano delle Forze d’Assalto Aviotrasportate. Nel 2014, durante l’occupazione della Crimea, a soli 26 anni, aveva comandato la compagnia di ricognizione della 25esima Brigata Aviotrasportata. Dopo che l’unità fu bloccata dalle truppe russe, Zaits ritirò i suoi uomini. Successivamente, è stato capo di stato maggiore e vicecomandante dell’VIII Corpo d’armata delle Forze d’assalto aeree ucraine.
Zaits proviene dalle Forze d’assalto aereo ucraine. Nel 2014, durante l’occupazione russa della Crimea, comandava una compagnia da ricognizione della 25ª Brigata aviotrasportata: circa cento uomini rimasero bloccati dalle forze russe per un mese e Zaits riuscì poi a condurre il reparto nell’Ucraina continentale. Successivamente partecipò anche alla difesa dell’aeroporto di Luhansk.
Prima della promozione odierna è stato capo di stato maggiore e vicecomandante dell’8° Corpo d’assalto aereo e, dall’aprile 2026, comandante del 20° Corpo d’armata. Zelensky gli aveva conferito il grado di generale di brigata nel maggio 2026. Zaits, in ucraino “lepre”, viene descritto come un ufficiale molto orientato alla digitalizzazione, ai droni e alla robotizzazione della guerra; al 20° Corpo avrebbe spinto l’adozione di sistemi digitali per coordinare le operazioni con UAV.
Gli aneddoti sul militare eroe sul campo
Gli aneddoti più interessanti su Zaits riguardano la guerra con i russi per la Crimea del 2014 e si ricavano da una lunga intervista che rilasciò nel 2018 ad ArmyFM. Nel 2014 era comandante di una compagnia da ricognizione della 25ª Brigata aviotrasportata e si trovava in Crimea per un’esercitazione quando cominciò l’occupazione russa. Aveva con sé meno di cento uomini, mentre raccontò di avere davanti oltre un migliaio di militari russi. I russi – raccontò il generale – gli intimarono di arrendersi una ventina di volte. Dopo averne ricevuti ripetutamente, gli ucraini finirono addirittura per scherzarci sopra, pur continuando a prepararsi a un eventuale assalto.
C’è un altro episodio quasi cinematografico consegnato ai giornali. Un mitragliere russo puntò l’arma verso gli ucraini e Zaiets ordinò a un suo sottufficiale di salire su un veicolo da combattimento BMD e dirigersi verso di lui. Secondo Zaiets, il soldato russo si allontanò. L’episodio contribuì alla sua convinzione che fosse necessario mostrare immediatamente di non essere disposti a cedere. Ed ancora, la “leggenda” narra che Zaits fece esplodere di notte una mina di segnalazione senza preavviso, nell’ambito della preparazione difensiva. Raccontò che la reazione dall’altra parte fu tale che i russi chiesero agli ucraini di non ripetere iniziative del genere. Secondo Zaiets, alcuni militari russi li descrivevano sostanzialmente come quelli “imprevedibili” della base. Ma al di là degli aneddotti, Zaiets non viene descritto soltanto come un comandante “da trincea”: alla guida del 20° Corpo ha puntato pesantemente su digitalizzazione, robotizzazione e droni. Sarebbe stato fra i primi comandanti di corpo a portare tutte le brigate subordinate dentro Mission Control, sistema digitale per coordinare in tempo reale le operazioni con sistemi senza pilota.