La ricorrenza
Vent’anni fa moriva Oriana Fallaci, la tigre dell’Occidente. Meloni: “Ci avvisò sulla minaccia del fondamentalismo islamico”
“Vent’anni fa ci lasciava Oriana Fallaci. Una giornalista libera, coraggiosa, mai accomodante. Ha raccontato il potere, le guerre e le contraddizioni del suo tempo senza piegarsi al conformismo. Negli ultimi anni provò anche a mettere in guardia l’Occidente dai rischi del fondamentalismo islamico e dalla perdita di consapevolezza della propria identità”. E‘ sentito il ricordo di Giorgia Meloni, in un tweet, nel giorno in cui in tutta Italia si sono svolti eventi in memoria della “tigre” dell’Occidente, molto più che una giornalista. “Si poteva essere d’accordo con lei oppure no. Ma una cosa era certa: Oriana – prosegue la premier – non aveva paura di dire ciò che pensava. E forse è proprio per questo che, vent’anni dopo, le sue parole continuano a essere così attuali”, conclude. Un ricordo della premier era stato reso pubblico anche a giugno, nell’anniversario della nascita della Fallaci.
Firenze ha ricordato oggi la giornalista con una giornata che ha unito il momento della memoria al desiderio di consegnare la sua figura e la sua storia alle generazioni future. Dalla deposizione della corona sulla sua tomba, al cimitero degli Allori, alla nuova intitolazione del giardino della Fortezza da Basso e alla piantumazione di un albero: due luoghi della città, un unico filo nel segno del legame intenso e profondo, non sempre semplice ma certamente indissolubile, tra Fallaci e Firenze
Dal governo, ha parlato anche il ministro degli Esteri e vice premier, Antonio Tajani. “A vent’anni dalla scomparsa di OrianaFallaci, il mio pensiero va ad una delle voci più incisive e riconoscibili del giornalismo e della cultura italiana contemporanea. Attraverso reportage, interviste e libri, Oriana Fallaci ha raccontato alcuni dei passaggi più complessi della storia internazionale, confrontandosi senza timori con guerre, crisi politiche e profondi cambiamenti sociali”. “Una figura che ha lasciato un segno profondo nel giornalismo italiano e nel dibattito pubblico, grazie a uno stile inconfondibile e a una straordinaria capacità di interrogare il proprio tempo”, ha aggiunto.