Provvedimenti concreti
Tasse giù, memorandum per le sinistre distratte. Tutti i tagli del governo: dall’Irpef al cuneo fiscale, dagli esoneri al bonus mamme
L’abolizione del bollo auto, che ha provocato una crisi di nervi nelle sinistre, è solo l’ultimo tassello di un chiaro disegno del governo, improntato a una costante riduzione della pressione fiscale. Lavoratori, famiglie e imprese – con buona pace della narrazione delle opposizioni – sono al centro di ogni scelta di Palazzo Chigi. Non slogan o promesse declinate al futuro ma provvedimenti concreti. Dalla riduzione delle aliquote Irpef al taglio del cuneo fiscale, dal sostegno alle imprese per favorire l’occupazione alle misure dedicate alle mamme lavoratrici. Interventi mirati a dare una spinta al mercato del lavoro e a ridurre il carico fiscale e contributivo, soprattutto per i redditi medio-bassi.
Lavoratori, famiglie e imprese in cima all’agenda del governo
Il governo Meloni – come certificato dai numeri – ha lavorato sodo per mitigare gli effetti dell’inflazione, aumentare il potere d’acquisto degli italiani e sostenere l’occupazione. Un netto cambio di passo rispetto alla stagione dei bonus grillini e degli sprechi. E vediamo a volo d’uccello i principali tagli fiscali. Riduzione delle aliquote Irpef (da 4 a 3 con accorpamento dei primi due scaglioni di reddito e aliquota al 23% fino a 28mila euro; riduzione aliquota per lo scaglione 28mila – 50mila dal 35% al 33%); Taglio del cuneo fiscale (indennità in percentuale del reddito per i redditi fino a 20mila euro, detrazione fissa di 1.000 per quelli tra i 20mila e 40mila). Innalzamento del tetto delle detrazioni fiscali a 1.000 euro per le spese scolastiche nelle scuole paritarie. Proroga per il triennio 2025 – 2027 dell’accesso agevolato al mutuo prima casa. E ancora maxi-deduzione del costo del lavoro per imprese e professionisti secondo la regola Più assumi meno paghi”.
Le tasse tagliate in quattro anni che la sinistra fa finta di non vedere
Esonero contributivo totale e parziale per l’assunzione a tempo indeterminato e determinato dei beneficiari dell’assegno d’inclusione (limite annuo max di 8mila euro). Esonero contributivo al 100% per un periodo massimo di 24 mesi (650 euro al mese) per l’assunzione a tempo indeterminato di donne lavoratrici svantaggiate. Esonero contributivo al 100% per un massimo di 24 mesi (500 euro al mese, maggiorato per la Zes a 650
euro al mese) anche per giovani under 35 mai stati occupati a tempo indeterminato. Riduzione dell’imposta sostitutiva sui premi di produttività o di partecipazione agli utili d’impresa dal 10% all’1%.
Taglio del cuneo fiscale, esoneri contributivi e bonus mamme
Introduzione nel 2024 del Bonus mamme per le lavoratrici con almeno 2 figli e Isee fino a 40mila. Indennizzo dell’80% delle retribuzione (rispetto al 30%) dei tre mesi di congedo parentale. Bonus nido a 3.600 euro l’anno per famiglie con Isee fino a 40mila euro. Esonero totale (per massimo 24 mesi e massimo 3.000 euro annui), per i datori di lavoro che danno priorità nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale ai genitori con almeno tre figli a carico.
Nuovo calcolo dell’Isee per le famiglie più numerose
Nuovo calcolo dell’Isee per favorire le famiglie nell’accesso a prestazioni come l’Assegno unico, l’Assegno di inclusione e il bonus nido. Viene esclusa la prima casa fino a un valore catastale di 91.500 euro dal calcolo dell’indicatore e sono rivisti i coefficienti di calcolo per favorire le famiglie con due o più figli. Finanziata ogni anno con 500 milioni di euro la “Carta dedicata a te”. Ma non basta. Sconto sulla Tari del 25% per le famiglie in difficoltà. Fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati e divorziati con una dotazione di 20 milioni a decorrere dal 2026 e un fondo per il sostegno del caregiver familiare.
Salario giusto e bonus assunzione per donne e under 35
Con il decreto 1 maggio viene introdotto il “salario giusto” con il bonus assunzione donne 2026, che si traduce nell’esonero contributivo del 100% (fino a 650 euro mensili) per 24 mesi per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate. Con un incremento a 800 euro per le assunzioni nelle regioni della zona economica speciale (Zes) unica per il Mezzogiorno. E ancora il Bonus assunzione giovani 2026, con l’esonero del 100% dei contributi previdenziali (fino a 500 euro mensili) per 24 mesi per le nuove assunzioni di personale non dirigenziale di età inferiore ai 35 anni. E per finire il Bonus stabilizzazione giovani 2026 con l’esonero del 100% dei contributi fino a 500 euro per 24 mesi per personale di età inferiore ai 35 anni mai occupato stabilmente.