Sinistra spaccata
Spin Time flop, nella piazza militante vince la diserzione. Spunta Ilaria Salis, ma non basta: Arci e comitati di quartiere snobbano il corteo degli occupanti
Alla fine del corteo di ieri per Spin Time tutto si riduce soprattutto alla solita guerra dei numeri: secondo le prime stime si sarebbero presentate circa cinquemila persone, 50 mila invece secondo gli organizzatori. E anche volendo cercare una media tra i due estremi, di fatto il risultato segna il flop di quella che avrebbe dovuto essere una marcia militante di massa contro la «speculazione immobiliare» e pro-occupazioni abusive. Il comune denominatore, semmai, è quello rappresentato da un dato che torna a ripetersi ciclicamente anche cambiando scenari e cause: quello di una sinistra spaccata su tutto.
Alla fine, più che i numeri della piazza, dunque, a fare rumore è stata la diserzione. La manifestazione organizzata da Spin Time contro lo sgombero dell’immobile di Via di Santa Croce in Gerusalemme ha portato sì in strada migliaia di persone, secondo le cronache. Ma ha soprattutto certificato una profonda spaccatura nel fronte della sinistra capitolina. Arci Roma e numerosi comitati e associazioni hanno infatti scelto di non aderire alla mobilitazione, contestando il rapporto tra il centro sociale e la giunta Pd di Roberto Gualtieri. Ma procediamo con ordine.
Spin Time, la piazza militante fa flop
Sì, perché quella che avrebbe dovuto essere l’ennesima oceanica spallata di Pro Pal, islamisti e no Cpr contro lo sgombero del centro sociale – a proposito, tra i paladini delle okkupazioni è spuntata anche lei: Ilaria Salis. E non poteva essere diversamente… – si è trasformata in un impietoso flop di piazza che, nella resa dei conti interna alla sinistra capitolina, ha dimostrato ulteriormente la disgregazione della falange rossa.
Sinistre l’un contro l’altra armate
E alla manifestazione promossa dal centro sociale occupato Spin Time per protestare contro lo sgombero dell’immobile di Via di Santa Croce in Gerusalemme a nulla sono servite le solite invettive del leader storico Andrea Alzetta, detto “Tarzan”. Né le presenze militanti dei soliti noti, dall’eurodeputata Avs Ilaria Salis, fino all’assessore capitolino alla Cultura Massimiliano Smeriglio. Perché nel day after, alla fine della fiera, a decretare il fallimento della piazza non sono state solo le scarse adesioni, ma la clamorosa spaccatura del fronte progressista.
Almeno 15 sigle tra comitati e circoli Arci disertano il corteo per Spin Time
Ben 15 sigle tra comitati di quartiere e circoli Arci hanno infatti voltato le spalle alla mobilitazione con un duro atto d’accusa: il rapporto fin troppo privilegiato tra Spin Time e la giunta Pd guidata da Roberto Gualtieri. Secondo l’Arci e gli altri comitati dissidenti, non si può scendere in piazza contro i fondi speculativi e, allo stesso tempo, a braccetto con una giunta capitolina che quegli stessi fondi li sta rendendo protagonisti dei piani urbanistici della capitale. E come scrive Il Tempo in edicola oggi: «La piazza di Spin Time è rimasta mezza vuota. Nonostante il leader storico Andrea Alzetta, detto Tarzan, dalla testa del corteo abbia incalzato con la solita irriverenza: “Questa manifestazione è contro mostri come Investire Sgr (i proprietari del palazzo ex Spin Time, ndr), Hines, e altri fondi immobiliari che la fanno da padrone in questa città».
E in strada sfila una falange rossa disgregata
Pertanto, tra accuse reciproche di ipocrisia, l’assenza del M5S, e scene quasi macchiettistiche – come la “marcia” verso la sede del fondo immobiliare ridotta a una quindicina di reduci. O lo striscione srotolato di corsa alla Sapienza e abbandonato dopo tre minuti –, il corteo si è dissolto in Piazza Vittorio senza lasciare traccia. Se l’obiettivo era mostrare la forza del movimento antagonista in vista delle prossime elezioni comunali, il risultato è stato l’esatto opposto: quello che ha visto sfilare in strada a Roma una sinistra frammentata, incoerente, e capace di fare notizia solo per le sue insanabili contraddizioni.