Allarme rosso
Allerta Usa su una possibile escalation in Arabia Saudita e Israele: Trump anticipa il rientro da Camp David
Alert ai cittadini statunitensi dal Dipartimento di Stato americano attraverso un avviso di massima vigilanza diramato da tutte le sedi diplomatiche nella regione mediorientale, citando esplicitamente la ripresa delle ostilità da parte degli Houthi
Sos dal Medio Oriente, sull’orlo di una imprevedibile escalation. E Donald Trump anticipa il rientro da Camp David. A lanciare l’allarme rosso è il Dipartimento di Stato americano attraverso un avviso di massima vigilanza diramato da tutte le sedi diplomatiche nella regione, da Israele all’Arabia Saudita, in cui si legge: «A causa delle tensioni in Medio Oriente, la situazione della sicurezza rimane complessa con la possibilità di un’escalation non prevedibile».
Con tanto di avviso agli «americani che si trovano in questo momento in Medio Oriente di esercitare una vigilanza elevata ed essere coscienti di possibili cancellazioni di voli, chiusure di spazio aereo e interruzione dei viaggi». Nella nota si fa infatti riferimento al fatto che «gli Houthi sostenuti dall’Iran hanno avviato ostilità contro l’Arabia Saudita, compresi gli aeroporti civili».
Medio Oriente, allerta Usa: «Rischio escalation», Trump torna a Washington
Dunque Washington ha invitato i propri cittadini a riconsiderare seriamente qualsiasi viaggio e a prepararsi a possibili chiusure dello spazio aereo, citando esplicitamente la ripresa delle ostilità da parte degli Houthi – i ribelli dello Yemen sostenuti dall’Iran – culminate con attacchi missilistici contro il territorio saudita e gli scali civili. Un quadro strategico talmente al limite e instabile da spingere il presidente Donald Trump ad anticipare il rientro alla Casa Bianca da Camp David, a conferma di un livello di guardia arrivato ai massimi storici.
Trump anticipa il rientro da Camp David
E a riprova del momento emergenziale, la Casa Bianca, che ha pubblicato sul suo sito un video della partenza di Trump a bordo del Marine One, non ha risposto per il momento a domande specifiche riguardo le ragioni del rientro anticipato dalla residenza presidenziale in Maryland, dove il presidente sarebbe dovuto rimanere fino a oggi.
«Questo conflitto potrebbe avere una rapida escalation», si legge ancora nella nota che in un altro passaggio ricordando che «sedi diplomatiche Usa, anche fuori dal Medio Oriente, sono state prese di mira», conclude l’alert. Non prima di avvisare del fatto che «l’Iran e i gruppi che lo sostengono possono prendere di mira interessi Usa all’estero o in luoghi associati agli Usa e agli americani nel mondo, compresi business e altre istituzioni».
E nel frattempo Teheran…
Nel frattempo, la morsa di Teheran non accenna ad allentarsi. Dopo i raid sventati su Riad, l’Iran continua a mostrare il pugno di ferro sulle rotte commerciali globali. Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ribadito la linea dura: lo Stretto di Hormuz – snodo vitale per i traffici petroliferi mondiali – resterà sigillato finché Washington non accetterà le condizioni del regime. Tra minacce militari e aperture tattiche, la propaganda teocratica rivendica una strategia d’attrito per «infliggere colpi fatali al nemico».
Tajani: «Siamo critici verso Teheran ma a New York vedrò il ministro degli Esteri iraniano»
In questo scenario ad altissima tensione, l’Italia cerca di mantenere aperto un sottile canale diplomatico senza arretrare sui principi. A margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, il ministro degli Esteri Antonio Tajani incontrerà l’omologo iraniano Abbas Araghchi. Un vertice complesso, come confermato dallo stesso titolare della Farnesina: «A New York, nonostante abbiamo posizioni molto critiche verso Teheran, soprattutto sul tema del nucleare militare, vedrò anche il ministro degli Esteri iraniano». Roma ribadisce la propria fermezza di fronte alle provocazioni del regime di Teheran, pur consapevole che la tenuta della sicurezza internazionale passa anche dalla capacità di fermare la spirale bellica.