“La sinistra si deve riprendere la parola sicurezza, a trecentosessanta gradi. Se c’è un crimine, non bisogna temere di usare la parola “repressione, insieme a “prevenzione. Non possiamo consegnare queste istanze alle destre. Proteggere le persone significa farsene carico…”. Non pago delle antiche gaffe e dei disastri sul Covid, con tanto di libro sulla “guarigione” dal virus poi ritirato perché la strage proseguiva, l’ex ministro della Salute Roberto Speranza oggi si propone come “docente” in tema di sicurezza, con tanto di lezioncina, da sinistra, alla destra. “La destra, anche con la retorica armi e legittima difesa alla Roggero, è convinta che ci si salva da soli. Noi da sinistra affermiamo la centralità delle istituzioni e della comunità, evitando che chi non ha mezzi resti isolato…”, scrive Speranza, nel libro dato alle stampe in questi giorni, dal titolo “La nostra sicurezza. Contro la guerra e le diseguaglianze”, pubblicato da Solferino. Con quali obiettivi? Dare lezioni alla sinistra o alla destra?
Roberto Speranza, dal flop sul Covid alle lezioni sulla sicurezza
Roberto Speranza, tra i destinatari degli approfondimenti della Commissione di Inchiesta sul Covid che in Parlamento sta smascherando errori e affari segreti, dopo il primo lockdown aveva pubblicato un libro sulla gestione della pandemia, intitolato: “Perché guariremo. Dai giorni più duri a una nuova idea di salute, preparata nel 2020, durante la pandemia, ritirata poco dopo l’uscita, mentre riprendevano fortemente i contagi e le vittime. Nell’agosto 2026 è uscito anche un libro non scritto da Speranza, ma da Alfredo Guizzardi, dedicato polemicamente alla vicenda: Roberto Speranza disse… «Perché guariremo»: bugie ed omissioni del libro che il Ministero ha mandato al macero. Poi quel libro, alla faccia della scaramanzia, fu pubblicato a Covid sconfitto. Sarà lo stesso per quello sulla sicurezza, a sinistra sconfitta?